
Mario Ballotelli, giovane calciatore assai bullo e forse antipatico, ma non per questo dev’essere vittima di continui episodi di razzismo (sintomatici di malessere sociale)…… “Ciò che non gli viene perdonato è di non essere uno dei tanti campioni di colore che arrivano, aiutano a vincere e se ne vanno. Balotelli è nero ma parla bresciano ed è italiano, rivendica la sua identità italiana. E’ il simbolo del passaggio dall’Italia di ieri a quella di domani. E’ questo che manda in corto circuito i razzisti.” (GianAntonio Stella, il Corriere della Sera… vedi tutto l’articolo in seconda pagina)
L’Europa che rafforza da questo dicembre le sue istituzioni, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è un’Europa confusa: che comprende la necessità di essere unita con politiche “uniche” (sui problemi internazionali, sull’economia, sull’ambiente…), ma prevalgono le “piccole patrie” e gli individualismi di ciascuna nazione. Sul tema dell’immigrazione manca una politica di sviluppo dei paesi poveri (buona parte dell’Africa se la stanno comprando i cinesi…) e ci si muove solo con respingimenti a volte crudeli (lasciando al loro destino naufraghi, o nella mani di un paese che non riconosce le regole del diritto internazionale, come la Libia).
Un’Europa dove episodi di razzismo, di xenofobia si moltiplicano (ma questo accade quando non c’è una prospettiva chiara, un progetto futuro innovativo pur saldamente basato su quei principi di “libertà, uguaglianza, fraternità” sorti proprio in Europa dalla rivoluzione francese). Diamo qui conto di questa nuova stagione che si apre nei suoi effetti contrastanti, tra il positivo e il negativo (il trattato di Lisbona che rinsalda le istituzioni europee, ma il diffondersi del razzismo e delle chiusure a volte xenofobe nei confronti degli immigrati, dei poveri, o di chi ha la pelle nera… la voglia di aprire un’altra era sul tema ambientale –l’Europa spinge perché si ottengano risultati positivi dall’imminente Conferenza di Copenaghen- e la totale assenza di una politica estera unitaria sui grandi problemi del mondo – è da sperare nella nuova figura di Ministro degli Esteri, la baronessa inglese Ashton a cui è affidato il duro compito di creare una politica internazionale europea-).
E l’episodio del referendum svizzero, che ha bocciato la possibile costruzione di minareti nel suo territorio, imbarazza e crea preoccupazione nelle forze europee: si teme una catena di episodi, manifestazioni, petizioni, referendum che vengano a copiare quanto è accaduto in Svizzera.
Su tutto questo (il pessimismo della ragione…) predomina la speranza che il pur lento processo di unificazione europea riesca a tirar fuori le grandi risorse (umane, democratiche, di intelligenze, di solidarietà…) di cui è ancor vivo il suolo europeo (l’ottimismo della volontà…).
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TRATTATO IN VIGORE, L’EUROPA RIPARTE DA LISBONA di Luigi Offreddu, da “Il Corriere della Sera” del 2/12/2009 |
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BRUXELLES – Battesimo con fuochi d’artificio sulle sponde dell’Atlantico, ieri notte, per l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la «Costituzione leggera» dell’Unione europea. Che promette molte cose: snellirà una macchina troppo complessa, così almeno si spera; e rafforzerà l’Europarlamento, che potrà vagliare molte decisioni prese dal Consiglio dei ministri dell’Unione. Leggi il seguito di questo post » |









