
Alex Langer, leader politico europeo (scomparso nel 1995) che più di tutti ha portato avanti il superamento delle “gabbie etniche” in Sud-Tirolo
UN’ ”EUREGIO” PIU’ ALPINA CHE TIROLESE. In queste settimane, in questi mesi, nel “Sudtirolo – Alto Adige”, a Bolzano in particolare, è tornata a farsi sentire la questione irredentista di “opposizione all’Italia”: da parte della destra estrema, che peraltro anche nelle ultime elezioni provinciali ha aumentato il suo peso e riscontro tra la popolazione. E’ strano che rivendicazioni autonomiste “pro-Austria” nascano in un’area dove “minoranze” (che poi sono maggioranze nei numeri, quella tedesca nei confronti di quella italiana) sono tutelate in modo forse unico in Europa (e nel mondo), a partire dall’aspetto economico e finanziario che una regione a statuto speciale viene ad assegnare.
Ma la questione è più complessa, e le spinte di malessere che ritornano con l’irredentismo in questi mesi, denotano una condizione generale di instabilità politica, forse “psicologica” di una comunità, pur nel benessere economico e “dei servizi erogati” che essa viene ad avere. Ve ne diamo conto qui con tre articoli apparsi in questi giorni (due su “La Stampa” e uno su “il Corriere della Sera”, rispettivamente di Gian Enrico Rusconi, di Mario Baudino e di Ernesto Galli della Loggia).
Ma la “questione altoatesina” è per noi geografi un modo di inserire in queste analisi socio-politiche del Sudtirolo attuale, la figura e un accenno agli scritti sull’argomento di Alexander Langer, leader negli anni ’80 e fino alla metà degli anni ’90 (è scomparso 3 luglio 1995) del movimento ambientalista europeo, ma in primis impegnato, nella sua terra d’origine (appunto il Sudtirolo), a sostenere una battaglia convinta contro le cosiddette “gabbie etniche”, cioè la netta separazione portata avanti (fin dai censimenti decennali) tra le comunità tedesche, italiane e ladine. Una possibilità di convivenza interetnica, di ponte fra culture diverse (visto come arricchimento reciproco) ha visto l’azione politca e culturale di Alex Langer (svolta nell’area altoatesina) come un “esempio esportabile” per molte innumerevoli altre situazioni in Europa e nel mondo, dove etnie diverse dovrebbero trovare modi di convivenza serena (ed arricchente) pur conservando la propria lingua, cultura, tradizioni…
E, nel contesto attuale di ritorno della “crisi irredentista altoatesina”, proprio adesso che da molte parti si chiede una maggior unità e forza dell’Unione Europea, l’esperienza di Langer e di chi ha tentato di proporre (anche con pratiche quotidiane) la “cultura della convivenza”, pur nel rispetto e tutela delle diversità, questo appare un “nodo”, un esempio da rimettere in pratica, di risposta alle chiusure e ai revanscismi. Da ciò nasce l’idea, nei decenni passati sviluppata da più parti nella provincia di Bolzano, di creazione di un’EUROREGIONE TIROLESE (chiamata Euregio), che Langer approvava, pur con le necessarie precisazioni (che qui vi proponiamo in un suo scritto del 1994): e Langer parlava di un’EUREGIO ALPINA, che potesse dialogare e collaborare con altre culture e civiltà “della montagna” (a noi l’idea sembra attuale, strepitosa e degna di lavorarci con convinzione). (continua…)




Visto che nessuno lo ha ancora fatto faccio gli auguri di buona Pasqua a tutti coloro che passeranno per il nostro blog!
