Archivio per la categoria ‘Senza Categoria’

Sudtirolo (o Alto Adige): muro tra etnie o ponte tra culture? il nuovo irredentismo e indipendentismo riapre la questione altoatesina (adesso che l’Unione Europea dovrebbe far superare gli stati nazionali…)

Domenica 12 Luglio 2009
Alex Langer, leader politico europeo (scomparso nel 1995) che più di tutti ha portato avanti il superamento delle “gabbie etniche” in Sud-Tirolo

Alex Langer, leader politico europeo (scomparso nel 1995) che più di tutti ha portato avanti il superamento delle “gabbie etniche” in Sud-Tirolo

UN’ ”EUREGIO” PIU’ ALPINA CHE TIROLESE. In queste settimane, in questi mesi, nel “Sudtirolo – Alto Adige”, a Bolzano in particolare, è tornata a farsi sentire la questione irredentista di “opposizione all’Italia”: da parte della destra estrema, che peraltro anche nelle ultime elezioni provinciali ha aumentato il suo peso e riscontro tra la popolazione. E’ strano che rivendicazioni autonomiste “pro-Austria” nascano in un’area dove “minoranze” (che poi sono maggioranze nei numeri, quella tedesca nei confronti di quella italiana) sono tutelate in modo forse unico in Europa (e nel mondo), a partire dall’aspetto economico e finanziario che una regione a statuto speciale viene ad assegnare.

Ma la questione è più complessa, e le spinte di malessere che ritornano con l’irredentismo in questi mesi, denotano una condizione generale di instabilità politica, forse “psicologica” di una comunità, pur nel benessere economico e “dei servizi erogati” che essa viene ad avere.  Ve ne diamo conto qui con tre articoli apparsi in questi giorni (due su “La Stampa” e uno su “il Corriere della Sera”, rispettivamente di Gian Enrico Rusconi, di Mario Baudino e di Ernesto Galli della Loggia).

Ma la “questione altoatesina” è per noi geografi un modo di inserire in queste analisi socio-politiche del Sudtirolo attuale, la figura e un accenno agli scritti sull’argomento di Alexander Langer, leader negli anni ’80 e fino alla metà degli anni ’90 (è scomparso 3 luglio 1995) del movimento ambientalista europeo, ma in primis impegnato, nella sua terra d’origine (appunto il Sudtirolo), a sostenere una battaglia convinta contro le cosiddette “gabbie etniche”, cioè la netta separazione portata avanti (fin dai censimenti decennali) tra le comunità tedesche, italiane e ladine. Una possibilità di convivenza interetnica, di ponte fra culture diverse (visto come arricchimento reciproco) ha visto l’azione politca e culturale di Alex Langer (svolta nell’area altoatesina) come un “esempio esportabile” per molte innumerevoli altre situazioni in Europa e nel mondo, dove etnie diverse dovrebbero trovare modi di convivenza serena (ed arricchente) pur conservando la propria lingua, cultura, tradizioni…

E, nel contesto attuale di ritorno della “crisi irredentista altoatesina”, proprio adesso che da molte parti si chiede una maggior unità e forza dell’Unione Europea, l’esperienza di Langer e di chi ha tentato di proporre (anche con pratiche quotidiane) la “cultura della convivenza”, pur nel rispetto e tutela delle diversità, questo appare un “nodo”, un esempio da rimettere in pratica, di risposta alle chiusure e ai revanscismi. Da ciò nasce l’idea, nei decenni passati sviluppata da più parti nella provincia di Bolzano, di creazione di un’EUROREGIONE TIROLESE (chiamata Euregio), che Langer approvava, pur con le necessarie precisazioni (che qui vi proponiamo in un suo scritto del 1994): e Langer parlava di un’EUREGIO ALPINA, che potesse dialogare e collaborare con altre culture e civiltà “della montagna” (a noi l’idea sembra attuale, strepitosa e degna di lavorarci con convinzione).     (continua…)

La geografia di una luogo, tra confini imposti, identità condivise e immaginazione collettiva: lo strano caso di Asiago, Rigoni Stern e il Quirinale

Sabato 20 Giugno 2009
confini Monti del Cadore (da il Gazzettino)

confini Monti del Cadore (da il Gazzettino)

Chiediamo: Mario Rigoni Stern era (è) dell’Altopiano di Asiago, della provincia di Vicenza, veneto, italiano, europeo, cittadino del mondo? Un po’ tutto questo verrebbe da dire (per uno scrittore e i suoi racconti che entrano nell’immaginario personale e collettivo); fuorché (tra queste derivazioni) una cosa che sembra obsoleta: cioè della “provincia di Vicenza”. Se, tralasciando il “macro” e limitandoci al contesto geografico “micro”, dobbiamo proprio “decidere geograficamente” dove collocare la “persona Rigoni Stern”, viene da pensare di dire: “di Asiago” (e non certamente vicentino).       Pertanto a noi ci pare un po’ fuori luogo e, con tutto il rispetto, contestabile chi si è scandalizzato (politici vicentini e scrittori veneti e friulani, leggete gli articoli de “il gazzettino” che qui di seguito vi proponiamo) per il fatto che lo scorso anno, ricordando Mario Rigoni Stern appena scomparso, il presidente Napolitano aveva collocato la sua terra, l’Altopiano di Asiago, in Trentino. Dodici mesi dopo, cioè in questi giorni, sempre il Quirinale lo ha definito invece “figlio illustre della terra bellunese”. E giù i vicentini a protestare.          Francamente non è sicuro credere che la montagna si possa distinguere per i confini amministrativi delle provincie, e neanche forse per i confini regionali, dove ci si contende ancora la vetta della Marmolada tra Veneto e Trentino. E l’isolamento e la decadenza della montagna forse è un po’ colpa anche di chi, vivendoci e rappresentando in qualche modo “la classe dirigente” (politici ma anche scrittori famosi viventi e operanti) della montagna, forse si sofferma un po’ troppo su localismi e poca voglia di cambiare.        Facciamo un esempio? Nel bellunese (parliamo della provincia di Belluno e i suoi confini, e tanti suoi elementi identitari e luoghi sono in altre regioni -in Trentino, in Friuli- e provincie diverse -come Asiago appunto nel vicentino…-) nel bellunese dicevamo, terra di montagna che sta vivendo una crisi identitaria, culturale, economica… luogo marginale a servitù del turismo di pianura… con la crisi pure delle produzioni agricole, e dell’allevamento e della trasformazione in prodotti alimentari; oltreché di sistemi industriali specializzati e che la hanno fatta ricca nei decenni passati (come l’occhialeria), ebbene la realtà amministrativa di questa “provincia di montagna”, Belluno, è fatta di 69 realtà amministrative diverse (cioè comuni), su una popolazione totale per niente elevata (poco meno di 214.000 abitanti) e una superficie assai estesa, 3.678 km quadrati (la più estesa di tutte le provincie venete). Pertanto con una densità media di abitanti molto bassa (la più bassa del Veneto): 58 per Km2.         Ebbene, 69 comuni con una media di 3.100 abitanti ciascuno: un contesto del genere richiederebbe una riflessione e riforme concrete: a partire dalla gestione dei servizi alle persone, suddividendo il territorio in aree omogenee sia da un punto di vista amministrativo che politico. Potremmo individuare, anziché 69 comuni, non più di 7 “città”, cioè uniche realtà politico-amministrative (L’Alto e il Basso Cadore, l’Agordino, la Val Zoldana, il Bellunese, l’Alpago, il Feltrino).       E’ solo un esempio di nuova organizzazione della montagna, sulle “cose”, sui “fatti”, sulle “identità riconosciute e condivise”, dove la comunicazione del Bellunese con il vicentino dei sette comuni dell’Altopiano di Asiago, o con aree del Trentino e del Friuli, diverrebbe spontanea, in un unico progetto di rilancio e di autorevolezza della propria identità e del proprio progetto.        (continua…)

Buon 2009 geografico a tutti.

Giovedì 1 Gennaio 2009
il ponte di Mostar (Bosnia Erzegovina), costruito nel 1566, com'era...

il ponte di Mostar (Bosnia Erzegovina), costruito nel 1566, com'era...

LA GEOGRAFIA ANCHE COME “COSTRUTTRICE DI PONTI” TRA LE DIVERSE DISCIPLINE SCIENTIFICHE E UMANISTICHE

Buon Anno a tutti gli appassionati di temi geografici da parte dell’Associazione Geograficamente.
Speriamo (e vorremmo) un 2009 proficuo per tutti quelli che si interessano dei temi del Paesaggio e dei Luoghi, vissuti in modo più virtuoso di quello che finora è stato fatto.
...dopo la distruzione nel novembre 1993 da parte dell'artiglieria croata...

...dopo la distruzione nel novembre 1993 da parte dell'artiglieria croata...

La conservazione e la trasformazione virtuosa del nostro Ambiente è tra i temi importanti che la Geografia porta avanti.
Serve una forte inversione di rotta:  conservare con convinzione quel che bisogna conservare, e cambiare quel che invece è in situazione di degrado.

Per questo dobbiamo rivedere con coraggio l’urbanistica (spesso brutta) delle nostre città. E’ oramai dimostrato che il modo in cui si costruisce uno stadio, un villaggio urbano, una piazza… qualsiasi cosa, incide sulla psicologia delle persone: spesso violenze irrazionali si spiegano con un’urbanistica brutta e generatrice di solitudine.
Rifare le periferie invivibili; trovare soluzioni a una città diffusa che si sviluppa confusamente lungo le strade, senza alcuna pianificazione. Riconvertire e trasformare un territorio che ne ha assoluto bisogno.

...com'è adesso, ricostruito nel 2004
…com’è adesso, ricostruito nel 2004

Il ruolo della Geografia sarà strategico a indicare soluzioni concrete e mettere pure in sinergia discipline scientifiche  e umanistiche  che spesso non si parlano.

In questo blog chiunque volesse dire qualcosa, interloquire, è il benvenuto.

Ancora Buon Anno.

Auguri da Geograficamente

Lunedì 24 Dicembre 2007

cid_4306376396-1.gifCon l’augurio che possa essere esaudito tutto ciò che desiderate, Buon Natale dallo staff di Geograficamente.

Buona Pasqua!!

Domenica 23 Dicembre 2007

uova2.gifVisto che nessuno lo ha ancora fatto faccio gli auguri di buona Pasqua a tutti coloro che passeranno per il nostro blog!

Buona pasqua geografica da Geograficamente!!