€uroTrasformazioni nel territorio deltizio

euroworld.jpg Con sconcerto, ieri, ho appreso, mio malgrado, di un progetto faraonico che, già in fase avanzata di pre approvazione, sconvolgerà l’assetto territoriale e le sorti del neonato Parco del Delta del Po in provincia di Rovigo, nei prossimi anni.

Solo marginalmente i giornali hanno dato la notizia. Lasciando in secondo piano una notizia che personalmente, quando l’ho appresa, mi ha fatto saltare dalla sedia in cui mi trovavo seduto. Non da geografo, ma da semplice polesano, conoscitore del fantastico ambiente naturale di quei luoghi.

In pratica, 124 km/q. di superficie deltizia, tra le più suggestive zone umide, dal Po di Levante al Po di Venezia, sono oggetto di un progetto edilizio (definito il più grande progetto edilizio dell’UE) che prevede la costruzione di un parco che riprodurrà in miniatura (in scala 1:800) e realisticamente l’intera Europa (47 paesi europei). Dalle spiagge dell’Algarve a Capo Nord, dall’Irlanda a Cipro. Il paesaggio deltizio, subirà una trasformazione e diverrà cosmopolita. Il progetto prevede un investimento privato di circa 22 miliardi di €uro, occupazione per 25.000 persone entro il 31 marzo 2013 (data di inaugurazione) e un afflusso di turisti pari a 30.000 al giorno.

E’ indubbio che l’impatto sul territorio sarà notevole. Attualmente l’area interessata dal progetto Euroworld è una zona umida con un’elevata biodiversità. Centinaia sono le specie di uccelli che vivono e si nutrono tra le pacifiche acque ferme delle valli, immersi dal silenzio e dal solo fragore del vento tra i rami di tamerice e tra le canne palustri. Caratteristica saliente di questi magici luoghi.

Scomparsi sembrano i vincoli paesaggistici e ambientali del Piano del Parco.

Dopo la centrale termoelettrica di Porto Tolle e il terminal gasiero, questo territorio ha in serbo ancora altre sorprese. Inesistenti sembrano essere le scelte concertate con tutta la popolazione del territorio.

Sembra che le Amministrazioni Comunali dei Comuni di Porto Viro e Porto Tolle, nonché l’Amministrazione Provinciale e la Regione del Veneto, abbiano dato il loro benestare al sostegno di Euroworld, nonostante le sonore bocciature avute in altri paesi d’Europa.

Che altro aggiungere!!

Personalmente non sono assolutamente contrario a questo tipo di iniziative se portano crescita all’economia, lavoro, in una logica di sviluppo sostenibile. E’ proprio quest’ultimo punto che sembra però, a mio avviso, il più importante e il meno considerato. Non è possibile realizzare Euroworld Park nel cuore del Parco del Delta del Po, tra l’altro nella parte più centrale, culminante e caratteristica dell’intera area umida. Qualsiasi VIA a mio avviso sarebbe tempo sprecato in quella specifica area. Altri potrebbero essere gli spazi in cui far insediare compatibilmente una tale struttura ricettiva.
Voi che ne dite? Date un’occhiata al progetto : http://www.euroworld-italia.it/ Teniamoci aggiornati.

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4 thoughts on “€uroTrasformazioni nel territorio deltizio

  1. albertograva venerdì 25 gennaio 2008 / 16:38

    La demenza a volte non ha limiti, certo è che in Italia siamo campioni…questo tipo di notizie sono quelle che piu mi fanno arrabbiare, non ne posso piu se si cerca su internet si trovano migliaia di casi come questo, in cui progetti (spesso inutili) di dimensioni fuori scala (a volte mastodontici) vengono localizzati in luoghi (n.b. luoghi non posti…) di pregio asoluto! oltre a questo basta pensare all’ecomostro di Monticchiello Val d’Orcia in Toscana o al megacomplesso che l’impresa Caltagirone (uno dei peggiori distruggi paesaggio d’Italia) sta costruendo a Monterosi. L’unica cosa che mi consola è che, come ho visto con i miei occhi, non siamo i soli a subire certe cose…anche in Catalogna non scherzano…(poveri Pirenei!).

  2. Luca Piccin martedì 29 gennaio 2008 / 8:54

    Io sono montanaro, perciò non conosco molto questi territori…
    Mi sembra comunque un po’ precipitoso dare via libera ad un simile progetto, che per dimensioni (124 kmq) supera addirittura l’intero Parco del Delta veneto (120 kmq, http://www.parcodeltapo.org/ildelta/index.html).
    Ora chi ha studiato le dinamiche deltizie, sa quale casino è stato fatto per riuscire a creare un’area protetta condivisa dai vari attori, anche se non esiste ancora un unico parco, ma due distinti parchi regionali.
    Anche io a priori non sono contrario a progetti simili, e quello in questione potrebbe dare una spinta notevole alla povera economia locale. Certo, non è il tipo di turismo che mi si addice, perché se voglio vedere l’Algarve, vado in Algarve!
    Se il tutto non contrasta con le primarie esigenze di tutela e valorizzazione della biodiversità, credo sia accettabile… Ma se un’attenta valutazione dell’impatto dimostrasse che 30000 turisti al giorno, con relativo traffico, infrastrutture, ecc. mettono a repentaglio la vita di una delle più estese zone umide d’europa, allora sarò tra i promotori di un “comitato noworld”!!!

  3. paolomonegato mercoledì 30 gennaio 2008 / 21:39

    Mettendo per un attimo da parte il mio proverbiale misoneismo proverò ad analizzare la questione in modo scientifico. Tralascerò l’aspetto naturalistico (non ho mai visto il delta del Po) e mi concentrerò sulle prospettive occupazionali.
    Dopo aver letto attentamente le informazioni contenute sul sito del progetto devo dire che non mi sembra una buona occasione per il delta. Qualcosa mi dice che gran parte delle maestranze che verranno utilizzate per la costruzione di euroworld non saranno indigene per ovvi motivi di risparmio sui costi della manodopera. A progetto ultimato, poi, una gran parte dei lavoratori arriverà dall’estero (si legge tra le righe a pag. 3 della presentazione del progetto).
    Fra l’altro si dovrà trovare anche un dormitorio per tutti questi lavoratori provenienti da tutta Europa. In ogni caso un progetto del genere non può che portare un “indotto” di altre costruzioni ed infrastrutture esterne al progetto stesso.
    E poi sappiamo tutti che il turismo in realtà cannibalizza il settore primario. Quindi per le altre attività della gente del delta potrebbe essere la fine.

    Fra l’altro, l’idea che sta alla base del progetto (che riprende un po’ l’italia in miniatura…), visti i costi attuali dei mezzi di trasporto (aerei low-cost e tariffe agevolate per i treni), la moneta unica, l’assenza di dogane e le possibilità che ci offre internet di visitare virtualmente un luogo (penso ad esempio alle varie webcam…) , la trovo veramente demodé. Potrei, forse, capire un progetto del genere in una civiltà che non fornisce la possibilità di girare il mondo. Ma, nella nostra era globale, che senso ha questo progetto? Se voglio vedere Capo Nord vado a Capo Nord! (anche perché vedere Capo Nord con il sole e il clima di Rovigo…..)
    Paolo

    P.S.: Caro Alberto non mi stupisce affatto la tua testimonianza sulla cementificazione selvaggia in atto in Spagna. La tanto lodata crescita del PIL spagnolo è in buona parte dovuta al sempre redditizio mattone….

  4. Konrad Peutinger domenica 3 febbraio 2008 / 12:28

    Ma con tante attrattive naturalistiche che offre il Delta del Po, a chi è venuta questa geniale idea di creare l’Europa in Miniatura?! Capisco che l’Italia in Miniatura di Rimini ha un numero di visitatori molto alto (nel 2006 sono stati più di 500.000), ma consideriamo che Viserba e il Delta del Po non sono propriamente due realtà vicine… Voglio dire, rischia di essere veramente un flop se mettiamo sulla bilancia i costi (anche se a quanto ho letto verrà finanziato e realizzato interamente da privati) e i possibili introiti dati dal turismo!
    Non riesco a capire come i comuni della zona possano essere favorevoli a questa idea. Invece che magari potenziare l’offerta turistica legata all’ambiente attuale, così com’è. Se non mi sbaglio Albarella non è molto distante da questa area e mi sembra già un ambiente tanto – troppo – modificato dall’uomo. Per non parlare ovviamente della centrale termoelettrica di Porto Tolle.
    Sinceramente la collocazione geografica non mi sembra delle più azzeccate: diciamo un Gardaland in Piazza San Marco o un Disney World sull’Himalaya.
    E l’inaugurazione è prevista già per il 31 marzo 2013. Sigh!

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