Energie rinnovabili e sostenibilità

Ciao a tutti i geografi!

quello che scrivo oggi mi è stato ispirato dalla puntata di domenica sera di Report (in onda tutte le domeniche su Raitre).

L’argomento della puntata era il rapporto che esiste tra l’economia e la sostenibilità. Sono stati presentati molti casi (italiani ed esteri) di applicazione di particolari politiche/azioni che avevano un doppio risultato positivo:

  • la diminuzione degli impatti sull’ambiente
  • il risparmio economico per chi attuava queste iniziative

Il servizio metteva in risalto l’operato di alcuni comuni italiani che però al giorno d’oggi sono ancora piccole gocce di acqua pulita in un oceano inquinato.

Mi ha stupito molto l’esempio del “comune a led”, Torraca, comune in provincia di Salerno di poco più di 1.200 anime. Per la cittadina sono installati 700 punti luce per un investimento, grazie a fondi regionali, di 280mila euro che si prevede rientreranno entro 6 anni. L’impianto è stato realizzato dalla Elettronica Gelbison di Ceraso e ha generato un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e dell’inquinamento luminoso del 90%. Un caso perfetto di collaborazione tra un ente pubblico e una piccola impresa (nata dall’iniziativa di giovani del posto) che oltre a portare vantaggi economici per entrambe le parti, dimostra perfettamente che non c’è bisogno di un input dall’alto per migliorare la situazione ambientale, ma che anzi si raggiunge l’obbiettivo più velocemente se siamo noi tutti a cambiare il nostro modo di vedere le cose.

Nella trasmissione sono stati presentati inoltre il caso dell’interporto e il sistema di distribuzione merci della città di Padova, molto efficiente sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, e il caso di Schonau, in Germania, i cittadini si sono comprati la rete elettrica del comune e producono, con l’uso di un mix di piccoli co-generatori e di energie rinnovabili, energia elettrica a livello comunale.

Pensate se vi vengono in mente piccole realtà a voi vicine in cui si potrebbe fare qualcosa per migliorare la situazione, cosi possiamo provare a discuterne insieme.

ciao!

5 thoughts on “Energie rinnovabili e sostenibilità

  1. paolomonegato lunedì 17 marzo 2008 / 11:07

    Questa volta mi hai anticipato. Stavo giusto scrivendo un post ispirato alla puntata di Report di ieri sera……

  2. albertograva lunedì 17 marzo 2008 / 11:51

    Sono troppo avanti!
    peccato che il mondo non mi capisca…cmq dai vediamo di creare una discussione critica e stimolante!
    mi appello anche al Presidente…oltre che a tutti gli altri…

  3. sebastiano malamocco martedì 18 marzo 2008 / 0:54

    …. nel caso delle “energie rinnovabili e sostenibilità” è da sottolineare che queste funzionano e si diffondono se gestite localmente, con il coinvolgimento degli enti locali (comuni, consorzi-multiutilities, ma anche singoli cittadini…)…… Tra i tanti esempi, è interessante quello che ho potuto in parte verificare della produzione del cippato (cioè del legno energetico)…. economicamente la cosa funziona se il legno vergine prodotto sarà per edifici di una certa dimensione (caldaie di ospedali, scuole, ma anche condomini…) e se la produzione non richiede eccessive spese di trasporto (insomma non ha senso in Veneto per una caldaia di ospedale far venire il legno né dalla Slovenia né dall’Europa del nord, né tantomeno dalla foresta Amazzonica…)… dovrà venire dalle nostre campagne….. l’azione di una Comunità che vuol far funzionare caldaie d’inverno (per il caldo) e d’estate (per l’aria fredda) di un edificio pubblico (un ospedale, una scuola…) crea una DOMANDA che fa sì che agricoltori si mettano in gioco su una prospettiva concreta di MERCATO, dove appunto la domanda c’è, esiste veramente (creata dall’Ente Pubblico)….. interessante è che si inizia un SISTEMA VIRTUOSO: 1- il ritorno a boschi planizali che danno un contributo attivo alla risoluzione dell’effetto serra e alle quote verdi che ciascuna nazione deve assolvere…, 2- un progetto economico redditizio per le nostre campagne ora in crisi, 3-meno inquinamento atmosferico dalle ciminiere degli edifici, con l’uso del legno vergine, 4- un nuovo ruolo dell’agricoltore, che può diventare imprenditore di tutta la filiera: non solo produrre il legno, ma anche gestire la caldaia…. (solo così avremo figure nuove specializzate in agricoltura…)……. insomma da questo esempio penso che si sta aprendo un’era (con il petrolio sempre più caro, 110 dollari al barile!!!) dove tutta la società si deve organizzare in modo virtuoso, trovando soluzioni intelligenti e nuove, compatibili con l’ambiente e foriere di una nuova economia….. noi geografi potremmo creare figure professionali che diventino attori di questo cambiamento, di questa rivoluzione…….

  4. albertograva mercoledì 19 marzo 2008 / 11:35

    carissimo presidentissimo,
    sono ovviamente d’accordo con te sui 4 punti del sistema virtuoso, la cosa mi ha sempre affascinato, ma ho sempre pensato che a volte tutto ciò potesse essere fiato sprecato, in quanto la mia visione pessimistica della politica mi induce a pensare che in Italia non ci sia la volontà politica di fare determinate cose!
    Però l’altro giorno mi sono imbattuto in rete nel sito dei comuni virtuosi (vedi post “comuni virtuosi”) e ho con piacere notato che al contrario qualcosa si muove! ci sono un sacco di progetti interessanti…e mi è venuta voglia di fare qualcosa!
    Secondo te, non sarebbe interessante trovare un piccolo comune delle nostre zone, studiare le sue dinamiche e poi proporgli qualche cosa da fare per diventare “comune virtuoso”?

  5. paolomonegato mercoledì 19 marzo 2008 / 12:08

    mi sembra che il “trovare un piccolo comune delle nostre zone, studiare le sue dinamiche e poi proporgli qualche cosa da fare per diventare comune virtuoso” sia uno degli scopi della nostra associazione….

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