Una scomoda verità

20061122122604una-scomoda-verita.jpgUNA SCOMODA VERITA’

Al Gore

“Il problema è che ogni giorno che passa si riduce la dose di tempo a nostra disposizione per cambiare il corso delle cose”— Al Gore
Attualmente al primo posto della classifica dei bestseller del “New York Times”, questo libro fa il punto sullo stato del pianeta a partire dai più recenti dati scientifici e attraverso gli esempi delle ultime catastrofi ecologiche, dallo Tsunami all’uragano Katrina. La tesi è che se non si intraprende un cambiamento
radicale nella gestione delle risorse, si entrerà in una dinamica catastrofica, e che comunque si può e si deve fare qualcosa. Il volume riprende le immagini spettacolari del film e le accompagna con lunghe didascalie esplicative, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui drammi che ci attendono se non interveniamo fin da subito per invertire la tendenza al riscaldamento del pianeta Terra.

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4 thoughts on “Una scomoda verità

  1. PAOLA giovedì 1 maggio 2008 / 21:58

    ho trovato qs libro insignificante, per contenuti scopiazzati, e per la inutile presenza di pagine dedicate alla vita politica dell’autore..un libro alla fine propagandistico e poco utile al dibattito critico sui temi ambientalisti.

  2. paolomonegato venerdì 2 maggio 2008 / 12:38

    Non ho letto il libro ma credo abbia ragione Paola. Personalmente la sola lettura del sottotitolo mi indispone… “Come salvare la terra dal riscaldamento globale”. La terra non ha bisogno di essere salvata!!!! Basta con queste sciocchezze del tipo: “Salviamo il pianeta”. Il pianeta vive benissimo anche senza di noi. Semmai la domanda legittima è: Riuscirà l’uomo ad adattarsi ai cambiamenti climatici che lui stesso ha velocizzato? Eh si perché siamo in un periodo interglaciale e quindi è normale avere temperature più alte… il problema è che NOI abbiamo velocizzato questo processo naturale e se il mutamento è rapido l’adattamento è più difficile….

  3. albertograva venerdì 2 maggio 2008 / 17:00

    boh vi dirò…io sono stato alla conferenza di presentazione a Milano in cui c’era anche lui, e non ho avuto una cattiva impressione, anzi mi è sembrato molto impegnato e legato alla tematica, certo i contenuti su cui si basa sono sempre quelli però io apprezzo molto lo sforzo di Al Gore.

  4. paolomonegato sabato 3 maggio 2008 / 12:13

    Che sia impegnato e legato alla tematica non è in discussione. Usa la sua influenza per portare avanti con convinzione e determinazione la sua battaglia. E questo è sicuramente un atteggiamento lodevole, ce ne fosse di gente che lotta per le sue idee…
    Il problema è che il riscaldamento globale rischia di diventare l’oppio dei popoli del nuovo millennio nascondendo molti altri problemi (ecologici, economici e sociali).
    L’uso continuo degli esempi catastrofici non mi piace. Per fare un paragone calcistico è come quando una squadra, dopo avere meritatamente perso una partita, addebita la sconfitta ai torti arbitrali.
    La tragedia dell’uragano Katrina non è imputabile al riscaldamento globale. Certo temperature più alte favoriscono lo sviluppo degli uragani ma questi fenomeni atmosferici ci sono sempre stati (sarà un caso ma non mi risultano insediamenti dei nativi americani sulla costa sud degli states…). Nella tragedia di Katrina ci sono responsabilità umane, non è colpa del clima-arbitro.
    E poi cosa c’entra lo tsunami con il riscaldamento globale?

    Non bisogna ridurre le emissioni per “salvare il pianeta”. Bisogna ridurle perché l’inquinamento è la prima causa di morte nel pianeta (lo dice l’OMS)!

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