Ebano

ebano.jpgEBANO

Ryszard Kapuscinski

Vivendo gomito a gomito con la gente del posto, e rischiando spesso la propria vita, Kapuscinski scopre ciò che dell’Africa quasi nessuno conosce, che nessuna cronaca riporta. Si accorge che il “Continente Nero” è una creazione dei paesi avanzati, e ne percepisce la provvisorietà: gli africani sono un popolo nomade costretto ad un eterno viaggio alla ricerca di qualcosa (l’acqua, l’ombra, il proprio clan, il cibo) e in fuga da qualcosa (le guerre, le carestie, la siccità).
“Gli africani – spiega l’autore – sono come l’ebano, albero forte e maestoso, da cui si ricava legno resistente, ma anche estremamente malleabile, facile da scolpire e da lavorare.
L’ebano è il simbolo che racchiude la forza di questa gente, la quale sa adeguarsi alle situazioni più diverse, pur rimanendo profondamente radicata alle proprie tradizioni, alla propria storia millenaria”. Attraverso l’esperienza personale Kapuscinski riesce a cogliere l’essenza della vita degli africani, e la offre al lettore, senza voler scimmiottare la letteratura: “L’informazione – sostiene – è come il cielo sereno o come l’atmosfera in un mercato: deve trasmettere sensazioni”

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