Collalto: dal bosco al teleriscaldamento

Girovagando per la rete alla ricerca di un’esperienza fruttuosa di impianti di teleriscaldamento nelle nostre zone ho trovato, sul sito del giornale locale Il Piave, questo articolo sull’esperienza messa in atto dall’azienda agricola dei Conti Collalto fin dal 2003. Sicuramente dei precursori! Ce ne vorrebbero di più di “illuminati” così…
(03 febbraio 2006) Ai piedi delle colline di Susegana, sovrastata da medioevale castello di San Salvatore, ha sede una tra le più interessanti realtà della provincia trevigiana, un’azienda agricola nobiliare “millenaria”, quella dei Conti Collalto, attenta, sin dalle origini, alla valorizzazione e la tutela del territorio, attualmente in evidenza per la sua produzione di vini etichettati Collalto. Nell’esperienza quotidiana la filosofia imprenditoriale si concretizza nella conservazione e nel miglioramento del patrimonio storico e naturale che percorre i 1500 ettari di azienda, da Santa Lucia di Piave, a Susegana, sino a Pieve di Soligo, tra pianura e colline, passando per i Castelli di San Salvatore e di Collalto. All’interno dell’azienda ci sono 430 gli ettari di bosco, dai quali si ricava il legname per la produzione dell’energia termica.
Si tratta di una fonte rinnovabile per la produzione di energia pulita destinata al riscaldamento di gran parte dell’azienda, dagli uffici della cantina a parte del borgo medioevale del Castello di San Salvatore. Il dott. Lodovico Giustiniani, amministratore delegato dell’azienda Conte Collalto, nel descrivere il funzionamento del sistema implementato, precisa che le piante non costituiscono, al contrario dei carburanti fossili (come il petrolio), risorse destinate all’esaurimento, ma si rinnovano in modo naturale. Inoltre il bilancio dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera, generata dalla combustione, è nulla; per questo si può parlare di energia pulita, in quanto il rilascio della anidride carbonica e pari a quello assorbito dalla pianta nel suo percorso di crescita.

Grazie all’impiego di caldaie a doppia fiamma inversa, di tecnologia tedesca, abbiamo trovato il modo per valorizzare economicamente il legname di scarto derivante dai boschi dell’azienda. Il legname raccolto viene convertito in cippato e 2,5 kg di cippato, a 24% di umidità, hanno il potere calorico di un kg. di gasolio. Utilizzando le caldaie come quelle da noi installate si ottengono rese superiori al 90%. L’investimento realizzato 3 anni fa è di circa 40.000 euro per caldaia e verrà ammortizzato al massimo in 5 anni.”

– Quanto legname serve per coprire il fabbisogno dell’azienda ?

Il fabbisogno è di circa 1.000 quintali di legname che deriva esclusivamente dai nostri boschi. Tre anni fa abbiamo dato avvio ad una coltivazione sperimentale con pioppi a short rotation”. Si tratta di una coltivazione sperimentale di pioppi (per lo stesso impiego possono essere utilizzati il salice o la robinia) e ogni 2 anni possono essere raccolti e destinati alla vendita. In questi anni è cresciuta la domanda di biomassa, ma il prezzo del legname coltivato per fini energetici non è ancora concorrenziale, e ciò si deve anche ai costi elevati dell’implementazione di questo genere di impianti di riscaldamento rispetto a quelli tradizionali.”

– Questa tradizione è legata al passato e alla filosofia verde dei Conti Collalto ?

Abbiamo il dovere di custodire e migliorare ciò che gli antenati hanno tenacemente protetto e conservato, in primis l’ambiente ed il paesaggio naturale, in secondo luogo le testimonianze storiche ed architettoniche. E’ grazie alla lungimiranza del Conte Manfredo che dal 1905, anno della sua realizzazione, l’azienda può contare su una centralina elettrica per la produzione di energia elettrica. La centralina, ancor oggi in funzione, è stata costruita su un canale di irrigazione che, ad inizio secolo scorso, serviva ad alimentare dei molini oltre che per l’irrigazione dei campi. Il fabbisogno che la centralina riesce a coprire con i suoi 90 kw/ora è pari al 60% dell’energia elettrica necessaria per le attività aziendali.”

– Ed il futuro ?

Speriamo di realizzare un biodigestore per la produzione di energia elettrica e termica che funzionerà grazie all’impiego dei liquami di origine zootecnica per valorizzare la coltura del mais.”

Antonia Andreazza
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2 thoughts on “Collalto: dal bosco al teleriscaldamento

  1. LUCA domenica 6 aprile 2008 / 22:18

    Sono proprio contento di questo post, fa onore al nostro paese, che purtroppo in questi ultimi mesi fa parlare di se in senso inverso, tra mafie e rifiuti sparsi per le strade… Benvengano dunque altri esempi del genere, tra l’altro il bosco in questione lo conosco, ci sono già stato a correre…
    Impariamo a vivere rispettosamente con la Terra, che è nostra madre e ci nutre!

  2. Filippo arch Cenedese mercoledì 10 settembre 2008 / 13:24

    E’ davvero un peccato che questi interventi, rimangano relegati alla sfera dell’imprenditoria privata, anzichè come credo sarebbe doveroso, trovassero il giusto impiego nella “cosa pubblica”; penso alle scuole, alle palestre, ai palazzetti.. etc.. . Da queste scelte ne trarrebbero giovamento tutti. Speriamo che non rimanga il solo esempio all’interno di un paesaggio, quello collinare, di sicuro interesse storico ed ambientale.

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