L’Agenzia Europea per l’Ambiente chiede la moratoria per i biocarburanti

Il Comitato Scientifico dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ha reso noto che chiederà la sospensione dell’obiettivo di raggiungere la quota del 10% di biocarburanti per il 2020, raccomandando uno studio approfondito di fattibilità. Nonostante gli obiettivi stabiliti in passato non siano né stati raggiunti, né siano verosimilmente realizzabili (il 2 % per il 2005 ed il 5.75 % per il 2010), nel 2007 l’Unione Europea ha posto un ambizioso 10 % per il 2020 (posto che delle precise condizioni di sostenibilità nella produzione fossero soddisfatte).

Le motivazioni della decisione sono: la produzione di biocarburanti basata sulle tecnologie di prima generazione non ottimizza l’uso della biomassa, né rispetto ai consumi di combustibili fossili, né in termini di emissioni di gas ad effetto serra. Di conseguenza delle tecnologie per l’uso diretto di calore e generazione elettrica devono essere preferite, essendo superiori in termini di efficienza e sostenibilità rispetto alla produzione di carburanti per i trasporti. L’uso della biomassa implica la combustione di risorse preziose e finite dell’ambiente vivente, che meritano di essere preservate. Di conseguenza, l’uso della biomassa deve andare “a braccetto” con gli incrementi di efficienza energetica, condizione non valida per la maggioranza delle applicazioni nei trasporti e nel settore residenziale.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente stima che la superficie necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo del 10% dei carburanti per i trasporti superi la superficie oltre la quale si rischiano gravi danni all’ambiente, anche qualora un contributo notevole provenga da biocarburanti di seconda generazione (EEA Report No 7/2006). Le conseguenze dell’intensificazione della produzione di biocarburanti sono la degradazione del suolo, la domanda di acqua e la perdita di biodiversità. L’obiettivo del 10 % richiederebbe grandi quantitativi di biocarburanti di importazione e la distruzione accelerata della foresta pluviale, imputabile alla produzione di biocarburanti, è già visibile in alcuni paesi in via di sviluppo. Infine, la sostenibilità della produzione fuori dall’UE è impossibile da monitorare.

Questo articolo è stato pubblicato da Giancarlo sul sito ecoblog.it, da poco ho inserito tra i link nel nostro blog.

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One thought on “L’Agenzia Europea per l’Ambiente chiede la moratoria per i biocarburanti

  1. paolomonegato martedì 29 aprile 2008 / 11:18

    Vista la crisi alimentare questo post è tornato attuale. Ora anche alcuni gruppi del parlamento europeo hanno chiesto l’eliminazione dell’obiettivo 10%.
    La biomassa secca, il cippato e il biogas sono sicuramente processi virtuosi. Il biocarburante non sempre. Usare le colture destinate all’alimentazione per produrre carburante è sbagliato. Soltanto gli scarti e i residui dovrebbero essere usati per produrre energia!

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