Il nuovo volano economico del Risparmio Energetico rischia di fermarsi

pannelli solari

Riportiamo qui di seguito due articoli de “Il Sole 24 Ore”, dove si spiegano i nuovi provvedimenti governativi che di fatto limitano gravemente l’espansione del mercato del risparmio energetico.  L’agevolazione fiscale del 55% della spesa (percentuale che veniva restituita in tre anni al contribuente che la indicava nella dichiarazione dei redditi, previa un’adeguata documentazione a riprova) non viene completamente tolta, ma limitata a determinati budget nel corso del 2009 e 2010, budget di spesa stanziati dal Governo e usufruibili da chi presenta le richieste per primi (di seguito spieghiamo il meccanismo). Tra l’altro si ipotizza, nei due articoli de “Il Sole”, che a rimetterci non saranno solo i tre “soggetti” interessati, cioè: 1)  l’Ambiente con meno inquinamento e meno spreco di risorse; 2) chi viene a dotarsi di pannelli solari o altre misure abitative di risparmio energetico; 3) il settore economico, industriale e commerciale, che con lo sviluppo della domanda stava espandendo sempre di più la propria offerta in un settore finora residuale (ora invece conta di ben 50.000 imprese e 200.000 addetti).     A rimetterci, secondo i dati de “il Sole 24h.” è anche lo Stato, l’Erario, che tra quanto perderebbe nei due anni con l’abbuono fiscale (1,9 miliardi di euro) e quanto incasserebbe con la nuova espansione di quest’attività (2,1 miliardi di euro), verrebbe appunto ad avere un saldo positivo. E’ da sperare che questa battuta di arresto sia solo provvisoria (altri Stati, come la Francia e la Germania, nel piano anti-crisi contemporaneo a quello italiano, hanno adottato misure opposte, cioè di incentivazione del settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili).

RISPARMIO ENERGETICO: TUTTI I DUBBI SUL 55% DOPO IL DECRETO ANTI-CRISI.

Per gli interventi sul risparmio energetico sarà più difficile usufruire della detrazione del 55% per le spese sostenute nel 2008, 2009 e 2010. La manovra anticrisi (decreto legge n. 185/2008 ) prevede infatti che per le spese sostenute nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007, cioè nel 2008, 2009 e 2010, si debba inviare un’apposita istanza all’agenzia delle Entrate e che questa sarà accolta solo se i fondi stanziati saranno sufficienti. Il silenzio dell’amministrazione varrà come rifiuto.
Ma il provvedimento – ha assicurato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – sarà modificato dal Parlamento in fase di conversione in legge: in quell’occasione sarà stabilito che le nuove regole (che attualmente sono comunque in vigore) non si applicheranno per il 2008 (e dunque chi ha già fatto i lavori potrà recuperare il 55% senza fare alcuna domanda alle Entrate) e che anche per gli anni successivi sarà cancellato il silenzio-rifiuto del Fisco. Non solo. Possibile – ma su questo il ministro non si è ancora espresso – un’ulteriore modifica: lo sconto del 55% collegato alle ristrutturazioni edilizie potrebbe scendere a quota 40-45 per cento. Un modo per allargare la possibile platea dei beneficiari.
Per pannelli solari, impianti di riscaldamento, strutture opache verticali (pareti e cappotti isolanti) e orizzontali (pavimenti e coperture), finestre e riqualificazione energetica degli edifici, gli stanziamenti statali che finanziano la proroga dal 2008 al 2010 sono infatti pari a 82,7 milioni di euro per le detrazioni del 2008, 185,9 milioni di euro per quelle del 2009 e 314,8 milioni di euro per il 2010.
In base alle attuali regole del decreto legge n. 185/2008 le istanze verranno accolte dalle Entrate fino a esaurimento dei fondi e in base all’ordine cronologico di invio. L’agenzia delle Entrate comunicherà telematicamente agli interessati, entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, l’esito della verifica delle stesse. L’assenso si intende non fornito se, decorsi 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, non si riceve l’esplicita comunicazione di accoglimento da parte delle Entrate.
L’esaurimento degli stanziamenti dovrà essere pubblicato nel sito Internet dell’agenzia delle Entrate.
Per le spese sostenute nel 2008, l’istanza dovrà essere presentata dal 15 gennaio 2009 al 27 febbraio 2009. Per le spese sostenute nel 2009 e nel 2010, l’istanza dovrà essere presentata «a decorrere dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno», cioè dal 1° giugno 2009 al 31 dicembre 2009, per gli interventi rilevanti (cioè, spese sostenute) nel 2009 ovvero dal 1° giugno 2010 al 31 dicembre 2010, per gli interventi rilevanti nel 2010.

(da “Il Sole 24ore” del 17-12)

RISPARMIO ENERGETICO: IL 55% NON COSTA NULLA ALLO STATO

L’articolo 29 della manovra anticrisi rende più difficile usufruire della detrazione del 55% per gli interventi sul risparmio energetico sostenuti nel 2008, 2009 e 2010. Consumatori, imprese, ambientalisti e operatori del settore chiedono al governo e al parlamento una profonda revisione della norma. All’iniziativa hanno aderito le associazioni consumatori del Consiglio nazionale consumatori e utenti insieme a Fiper, Assolterm, Aper, Greenpeace Italia, Wwf Italia, Assosolare, Gifi, Legambiente, Ises Italia, Anev, Itabia, Kyoto club, Federpern.

I numeri. «Nei due anni in cui ha operato la detrazione fiscale del 55%,sono state presentate oltre 230mile domande, con un volume di 3,3 miliardi di euro di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza – recita il comunicato congiunto di Cna, Adiconsum e Ises Italia -. Questi interventi hanno permesso un risparmio di 500mila MWh di energia e oltre 200mila tonnellate di CO2 non emessa. Ipotizzando un trend analogo per i prossimi due anni, lo Stato incasserebbe circa 2,1 miliardi di euro tra imposizione fiscale diretta e indiretta, a fronte di un esborso di 1,9 miliardi di euro». Secondo le associazioni «fare un passo indietro in questo settore significa aggravare la situazione italiana in un momenti di grave crisi economica ed ostacolare gli investimenti delle famiglie che potrebbero apportare grossi benefici alla competitività e allo sviluppo del settore». Questo mentre «Francia e Germania hanno introdotto gli incentivi energetici nei rispettivi provvedimenti anticrisi».

Quanto alle modifiche proposte dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Riguarda solo la retroattività, che non basta a ripristinare gli effetti positivi del meccanismo di incentivazione, poiché la fissazione di tetti massimi di spesa assolutamente inadeguati e l’introduzione di procedure inutilmente onerose e complesse, creeranno grosse difficoltà alla realizzazione degli investimenti, e manderebbero in crisi un settore di oltre 50 mila imprese e 200 mila addetti».

Per questo le associazioni, con una lettera, hanno chiesto al Parlamento e al Governo di «sopprimere quanto previsto» dall’articolo della manovra anticrisi.

(da “il Sole 24 ore del 18-12, Luca Salvioli)

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