Geograficamente

conservazioni e trasformazioni virtuose del territorio

Apre il Passante di Mestre: cosa cambia nell’area metropolitana “Venezia-Padova-Treviso” (e nel Veneto)

1 commento

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LE POLARITA’ URBANISTICHE VENETE “A GEOMETRIA VARIABILE”

Parte il Passante di Mestre. Diamo qui conto di alcuni dati su quest’opera sicuramente importante. Prima però vorremmo chiederci cosa può significare, per tutta la vasta area dell’asse “Padova-Venezia-Treviso” l’entrata in funzione del Passante. E’ da chiedersi se esso è e sarà vissuto in quei luoghi dove scorre, come una mera e semplice “servitù di passaggio” (pertanto negativamente), o se inciderà sul paesaggio urbano in modo significativo (su quello naturale è sicuro che incide negativamente: alcune oasi di ambiente rurale non ci sono più).

E’ da capire quanto un’autostrada di 32 chilometri cambia l’assetto urbanistico e viario. Quanto “coinvolgerà” il territorio. E’ sicuro che Venezia-Mestre (con i suoi abitanti) “respirerà molto di più”, e potrà usare di più la tangenziale per la mobilità cittadina. Ma, appunto, è anche da capire quanto inciderà il passante sull’area di attraversamento interna, fra le province di Venezia e Treviso.

E’ comunque in questo contesto che si va delineando l’asse forte del Veneto industriale e del terziario avanzato (in buona parte lo è già). Quest’area (chiamata anche PATREVE, Padova-Treviso-Venezia… anche se Padova non è interessata al passante di fatto lo è…) si sovrappone ad ambiti tradizionali sempre più obsoleti (come i rigidi confini provinciali), ma anche a caratteristiche geomorfologiche (di omogeneità paesaggistica e culturale), tanto care a noi geografi, ora sormontate dalla nuova strada.

Secondo il sociologo Paolo Feltrin “nel Veneto di oggi ci sono due polarità che si stanno evidenziando: quella tra Padova, Venezia e Treviso, e quella tra Vicenza e Verona. E il passante autostradale di Mestre è una realtà che per la prima volta supera le strette logiche provinciali, attraversando tre province, anche se formalmente il territorio di Padova non è toccato. Questo porta a ridisegnare tutti i rapporti, e ancor più succederà con l’alta velocità e con le nuove complanari all’autostrada A4: si sta ridefinendo un Veneto assolutamente nuovo rispetto a quello di 30-40 anni fa, quando la polarità prevalente era quella Padova-Vicenza”. E, sempre secondo Feltrin, i tradizionali confini geografici “i confini fissi, così come li abbiamo conosciuti, cominciano a perdere di significato, e i territori si riorganizzano sulla base dei servizi da erogare. D’altra parte, il polo Padova-Venezia-Treviso comprende 3 milioni di abitanti; ed è già stato fatto qualche tentativo di sforare addirittura i confini regionali, coinvolgendo Pordenone. Insomma, si va affermando l’idea delle geometrie variabili: si tratta di vedere fin dove cominciano a diventare inutili i tradizionali confini provinciali”.

Su tutto questo si innesta la nuova “città metropolitana veneziana” (fatta di 21 comuni veneziani e uno trevigiano, Mogliano) che dovrebbe sostituire la provincia di Venezia e divenire l’asse forte del Veneto, in accordo con la vicina area della città di Padova.

E il resto del Veneto?…tutto l’asse pedemontano (vicentino e trevigiano), il Polesine, le altre città, la montagna…? A parte Verona (che da sempre è realtà per conto proprio, proiettata verso l’economia lombarda e la direttrice del nord-Europa) tutto il resto del Veneto sta a guardare, manca di un progetto urbano e di sviluppo innovativo (ed eco-sostenibile).

Su questo cercheremo in questo blog di sentire cosa ne pensate, e di fare chiarezza con altri dati e informazioni, formulando nostre proposte da esprimere concretamente in progetti.


ora diamo qualche notizia sul Passante che apre…


COS’E’ IL PASSANTE (dati tratti da “La Nuova Venezia”).

Pensato con l’obiettivo di decongestionare la tangenziale di Mestre – il “valico” di Mestre – nei suoi 32,3 chilometri di lunghezza, il Passante, tre corsie di scorrimento per carreggiata, attraversa 12 comuni (Martellago, Mira, Mirano, Pianiga, Quarto d’Altino, Salzano, Scorzè e Spinea nel Veneziano; Casale sul Sile, Mogliano, Preganziol e Zero Branco nella provincia di Treviso). È costato 986 milioni di euro. Chi arriva da Padova lo potrà imboccare all’ex casello di Dolo per arrivare poi a riprendere l’A4 in località Quarto d’Altino. Sono tre i caselli d’entrata/uscita lungo il tracciato. Uno è previsto a Crea di Spinea, un altro a Cappella di Scorzè (anche se il progetto è in ritardo rispetto agli altri due) e un terzo a Preganziol, con una distanza media tra caselli di 6,5 chilometri. Tre le barriere d’uscita: due saranno lungo l’A4: la Venezia Est (a Quarto d’Altino) e la Venezia Ovest (a Dolo). Una terza sarà lungo l’A27: la Venezia a Mogliano Veneto. Alcuni altri numeri dell’opera: 8 le gallerie, 9 i tratti in trincea.
Quattro anni di cantieri. Progetti e cantieri, in virtù dell’istituzione con decreto della Presidenza del Consiglio del commissario speciale per l’emergenza socio-economico-ambientale di Mestre (una specie di deroga alla prassi abituale per gli stessi motivi di una “calamità naturale”, che ha permesse di velocizzare l’iter dal punto di vista delle procedure), sono proceduti spediti fino a che sulla testa del commissario Vernizzi è caduta la tegola dell’oasi Villetta.
Il Passante doveva essere inaugurato a maggio 2008, ma la commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) nazionale ha imposto al commissario di modificare il progetto per proteggere l’area delle ex cave di Salzano, 64 ettari a ridosso del Marzenego vincolati dall’Unione europea come Sito di importanza comunitaria (Sic), per essere una delle zone umide più interessanti dell’area veneziana. Tracciato da ripensare, un casello da spostare (da Martellago a Cappella di Scorzè) e 8 mesi in più per vedere la fine del cantiere. È invece del 7 agosto del 2007 l’inaugurazione della prima parte del Passante, il collegamento tra A4 e A27, in direzione Belluno.
La città diffusa. Che l’autostrada del Nordest non sia stata costruita in mezzo alla campagna, ma piuttosto in una città diffusa, lo dicono i numeri: 1.143 espropri per una superficie totale di 3.911.870 metri quadrati (573 campi da calcio), con 65 tra case ed edifici abbattuti. Espropri per 158 milioni di euro. Per ognuno di questi espropri ci sono storie di famiglie, giovani coppie, imprenditori che ci hanno perso il sonno. Ma la maggior parte delle procedure di esproprio, come dicono anche i comitati, si sono chiuse con un accordo, che nel caso degli agricoltori è stato facilitato dai patti raggiunti con le associazioni di categoria.

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Un pensiero su “Apre il Passante di Mestre: cosa cambia nell’area metropolitana “Venezia-Padova-Treviso” (e nel Veneto)

  1. “Stop al consumo di territorio” – Giusto!!!

    Chi si vuol muovere per forza a scapito del territorio deve stare in coda e aspettare. Si consumi ore e ore della sua vita in coda al passante di Mestre, finché capirà – forse – che la mobilità non è un diritto, ma una prevaricazione dell’uomo sull’ambiente. E andare a piedi o in bicicletta fa meglio alla salute e consente la meditazione. LA MOBILITA’ NON E’ UN DIRITTO DELL’UOMO.

    Io ho deciso di rappresentare gli interessi dell’ambiente: oggi ci sono 300.000 km di strade su 300.000 kmq di territorio. Significa che ogni km quadrato di terreno è attraversato da un km di strada, cioè 1% del territorio è coperto da strade: in epoca romana l’Italia era tutta coperta di boschi. Se raddoppiassero la rete stradale, resterebbe solo il 98% del territorio, e così via.

    Formiamo un comitato per trasformare tutto il territorio in Parco Naturale.
    Ma con cautela, sperando che la gente agitata, ignorante, che non legge i giornali non ci prenda a calci nel sedere.

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