Terremoto in Abruzzo: case crollate, morti e feriti

È un paesaggio spettrale quello che si presenta a chi arriva a Onna, uno dei paesi più colpiti dal terremoto (foto tratta da “il Corriere della Sera”)
È un paesaggio spettrale quello che si presenta a chi arriva a Onna, uno dei paesi più colpiti dal terremoto (foto tratta da “il Corriere della Sera”)

L’AQUILA – Più di centocinquanta morti e circa duecentocinquanta i dispersi: questo il bilancio ancora provvisorio (diffuso da fonti ospedaliere) del terremoto che nella notte tra domenica e lunedì ha colpito l’Abruzzo. Anche la Protezione civile, che in un crescendo durato tutta la giornata di ieri (lunedì) ha dovuto via via ritoccare quello che assomiglia sempre di più a un bollettino di guerra, ha confermato queste stime. Al termine della giornata di lunedì erano 100 le persone estratte vive dalle macerie degli edifici, mentre i morti identificati sono 98, secondo fonti dei soccorritori.
Le prime notizie, all’alba, parlavano di una quindicina di persone decedute. Ma è stato subito chiaro che il numero era destinato a crescere con il passare delle ore e con la rimozione delle macerie sotto cui sono rimaste sepolte centinaia di persone sorprese nel sonno.

SCOSSA NELLA NOTTE – La scossa principale, di 5,8 gradi della scala Richter, si è registrata attorno alle 3,30. L’epicentro è stato individuato a una decina di chilometri dall’Aquila. Il sisma è stato avvertito in tutto il centro-sud d’Italia, dalla Romagna a Napoli. Oltre ai morti e ai dispersi, i feriti sono circa 1.500 e si calcola che siano almeno 100 mila gli sfollati, intere famiglie costrette ad allontanarsi dalle proprie abitazioni. Una prima stima parla di 10-15 mila edifici danneggiati con pesanti danni al patrimonio storico e artistico della regione. Franco Barberi, presidente onorario della Commissione nazionale grandi rischi, fa sapere che nei prossimi mesi «è poco probabile che si verifichino scosse di grande energia, ma non lo possiamo escludere». Dopo quella devastante della notte, ha aggiunto Barberi, «si sono registrate circa 200 repliche, la maggior parte di piccola magnitudo».

«IMPOSSIBILE PREVENIRE» – Il terremoto è avvenuto alle 3,32 di lunedì notte alla profondità di 8,8 km. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi Richter è considerato «moderato, con un’intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l’Irpinia». L’Abruzzo, che è situato in una delle zone a maggiore rischio sismico della penisola, è interessato da uno sciame di terremoti iniziato lo scorso 16 gennaio con centinaia di scosse e con la Protezione civile che da tre mesi tranquillizza la popolazione sui rischi di un sisma distruttivo. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha dichiarato che era impossibile prevedere il terremoto, ma già infuriano le polemiche per la messa in guardia della scorsa settimana su un’imminente scossa del ricercatore Giuliani, poi indagato per procurato allarme.

CENTRI URBANI DEVASTATI– Centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili. «Il centro storico di L’Aquila è devastato, e anche le case nuove ci vorrà tempo per controllare tutti gli edifici. Quasi tutta la città è inagibile», ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Gli sfollati potrebbero essere 45-50 mila solo all’Aquila, e altrettanti in provincia. I soccorsi sono resi difficili dalle continue scosse di assestamento che rischiano di far crollare gli edifici danneggiati e dal fatto che la prefettura, dalla quale si dovevano coordinare i soccorsi, è interamente distrutta. Anche la sede della provincia e altri uffici regionali sono pesantemente compromessi. Il sindaco dell’Aquila ha invitato i cittadini «a lasciare immediatamente il centro storico, perché anche le case non crollate possono essere gravemente lesionate». Uno degli edifici maggiormente danneggiati del capoluogo era stato la Casa dello studente: si temeva che vi fossero molte vittime, invece nel pomeriggio è arrivata la notizia che sei ragazzi sono stati estratti vivi dalle macerie della palazzina.

GLI ALTRI COMUNI – Anche dai paesi vicini al capoluogo arrivano notizie di vittime e danni ingenti. Una delle situazioni più drammatiche è a Onna, dove il 50% delle case è crollato e l’altro 50% è danneggiato. Il presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha dichiarato che a Onna ci sono venti morti accertati e almeno 40 persone sotto le macerie. «Onna è un paese di anziani – ha detto Pezzopane -. Se non arrivano i figli a dire chi è scomparso, magari nemmeno lo si viene a sapere». A Fossa ci sono 4 morti: un bambino russo di 3 anni e tre anziani. A Paganica è deceduta la badessa del convento di Santa Chiara ed è in allestimento un campo per 2 mila persone. A Villa S.Angelo si registrano otto vittime e nove dispersi. Diversi edifici lesionati anche a Sulmona e a Castel di Sangro, dove però non risultano feriti. Inagibile il tribunale di Avezzano. Secondo la Protezione civile, oltre a L’Aquila, i Comuni più colpiti dal sisma sono: San Demetrio, Pizzoli, Rocca di Mezzo, Paganica, Fossa, Villa Sant’Angelo (90% degli edifici crollati), San Gregorio, Poggio Picenza, Onna, San Pio, Barrile, Ocre, Rovere, Rocca di Cambio, Pianola, Poggio di Roio, Tempera, Camarda. Particolarmente colpito il patrimonio artistico e storico dell’Abruzzo.

SFOLLATI E FERITI – Per gli sfollati sono state allestite 13 aree attrezzate e ci sono a disposizione 15.000 posti negli hotel sulla costa abruzzese e 5.000 posti nelle tendopoli. Ripari di fortuna sono stati realizzati grazie anche alle carrozze con cuccette messe a disposizione da Trenitalia. Sono stati distribuiti 25.000 pasti caldi. I pullman messi a disposizione per trasferire le persone negli alberghi sono stati però poco utilizzati, tanto che nella tarda serata di lunedì ne sono partiti non più di dieci da tutti i comuni colpiti. Maroni ha assicurato che «gli sfollati saranno tutti sistemati in tempi rapidi».
Il ministro dell’Interno ha poi spiegato che non ci sono problemi per i feriti: «I posti sono sufficienti, quelli gravi sono stati già evacuati». In serata, a complicare ulteriormente la situazione per quanti sono costretti a dormire fuori casa, è arrivata pure la pioggia in diverse zone della regione. La Protezione civile, insieme ai volontari della Croce Rossa e con le Forze dell’ordine, è riuscita al momento a mettere sotto le tende del Ministero dell’Interno – sette posti per struttura – tutti i feriti, gli anziani non autosufficienti e i bambini. E’ alto il rischio, vedendo le file, del maggiore accampamento dell’Aquila, che ci possa essere una insufficienza di tende per tutti gli sfollati. Intorno alle 20 le tendopoli in fase di costruzione erano quattro, due alle porte dell’Aquila, nella piana, una in piazza del Duomo allestita dall’esercito, e un’altra appena fuori città. Il buio ha rallentato di molto, se non completamente paralizzato, i tentativi di salvataggio dei dispersi sotto le macerie. La situazione è drammatica.

DANNI IN ALTRE ZONE – Crolli di cornicioni e lesioni vengono segnalati anche in provincia di Pescara, ma non si evidenziano feriti. Una palazzina con gravi lesioni è stata evacuata a Sora, in provincia di Frosinone. Danni anche in alcuni centri della provincia di Rieti. Un ferito a Palena, in provincia di Chieti, dove un uomo si è lanciato per la paura dal terzo piano.

EDIFICI PUBBLICI E COLLEGAMENTI – La rete della telefonia mobile e fissa nelle zone colpite dal terremoto è stata rimessa in funzione. L’80% delle 15 mila utenze di energia elettrica saltate è stata ripristinata già entro le 9. Le linee ferroviarie principali sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. In corso verifiche sui tratti autostradali, alcuni dei quali sono stati chiusi. In corso lavori di riparazione sugli acquedotti nel Teramano e a Pescara. Chiuse le scuole: «Prima di riaprirle faremo molti accertamenti», ha detto il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Le carceri hanno invece «complessivamente tenuto», ha dichiarato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

OFFERTE DI AIUTO – Oltre che da tutte le regioni italiane, offerte di aiuto sono arrivate da molti Paesi e dalla Commissione europea. «In questo momento possiamo dire che la macchina italiana è perfettamente in grado di far fronte alle esigenze», ha detto Agostino Miozzo, dirigente della Protezione civile. «Se nel corso delle operazioni dovessimo avere problemi, i nostri amici sarebbero pronti a intervenire». Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante italiano presso l’Ue, ha dichiarato che Roma ha chiesto l’intervento del fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali.

ARRESTI PER SCIACALLAGGIO – Infine si registrano anche i primi arresti per sciacallaggio all’Aquila, annunciati dal capo della polizia, Antonio Manganelli: «Ho appena visto arrivare nella tendopoli adibita a questura degli arrestati che sono stati sorpresi mentre rubavano nelle case che erano state lasciate vuote». (da CORRIEREDELLASERA.IT)

SCHEDA (da Wikipedia)I terremoti (dal latino terrae motus) sono vibrazioni della crosta terrestre, provocate da un’improvvisa liberazione di energia in un punto profondo della crosta terrestre; da questo punto si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette “onde sismiche”. La superficie terrestre è in lento ma costante movimento (vedi placca tettonica) e i terremoti si verificano quando la tensione risultante eccede la capacità del materiale di sopportarla. Questa condizione occorre molto spesso sui confini delle placche tettoniche nelle quali la litosfera terrestre può essere suddivisa. Gli eventi sismici che si verificano nei confini tra placche sono detti terremoti interplacca, quelli meno frequenti che avvengono all’interno delle placche della litosfera sono detti terremoti intraplacca. I terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la maggior parte causa poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti, però, può arrivare fino a qualche minuto. Le onde elastiche che si propagano durante un terremoto sono di diverso tipo e in alcuni casi possono risultare in un movimento prevalentemente orizzontale o verticale del terreno (scossa ondulatoria o sussultoria). Un terremoto può essere accompagnato da forti rumori che possono ricordare boati, rombi, tuoni, sequenze di spari, …; questi suoni sono dovuti al passaggio delle onde sismiche all’atmosfera e sono più intensi in vicinanza dell’epicentro.

iniziativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia:

OSSERVATORI DI TERREMOTI CERCANSI

(Sta nascendo una comunità di cittadini pronti a fornire informazioni in caso di scosse per aiutare i sismologi)

Vuoi diventare un sismologo volontario? Il membro di una comunità di osservatori individuali pronti a essere consultati dagli studiosi quando, nella zona in cui vivi, si avverte un terremoto, anche piccolissimo? Basta andare sul sito www.haisentitoilterremoto.it , seguire le istruzioni, iscriversi, e da quel momento entrerai a far parte della nuova rete scientifica.

PROGRAMMA OSSERVATIVO VOLONTARIO – Non è un passatempo ma, al contrario, un vero e proprio programma osservativo allargato alla popolazione, quello lanciato in questi giorni dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che si propone di costituire una comunità di migliaia di cittadini italiani volontari, pronti a trasmettere la loro consulenza online, al verificarsi di scosse sismiche. E tutto ciò finalizzato a descrivere, nel dettaglio, gli effetti dei terremoti sul territorio e sulle opere civili, in modo tale da ricavare nuove conoscenze sui danni che si possono creare e su come prevenirli in futuro. «L’INGV possiede una delle più moderne e fitte reti strumentali fatta da oltre 200 stazioni sismometriche, opportunamente distribuite in tutto il territorio nazionale -premettono Valerio De Rubeis e Patrizia Tosi, i due sismologi dell’Istituto geofisico che hanno ideato il progetto-. Grazie a queste rete strumentale di alta precisione, già dopo pochi secondi dal verificarsi di un sisma noi possiamo sapere esattamente dov’è la sorgente, quanto è profonda, qual è la magnitudo, e tante altre informazioni sui meccanismi di propagazione della scossa».

IMPORTANTE PER LA PROTEZIONE CIVILE – Ma non basta. I preziosi dati forniti dalla sofisticata rete strumentale dell’INGV, che sono di vitale importanza affinché la Protezione Civile valuti tempestivamente gli interventi nelle zone colpite, sarebbero davvero completi se fossero accompagnati anche dalla descrizione di come è stato avvertito dalle singole persone e dei più svariati effetti provocati dal terremoto su abitazioni, arredamenti, edifici, strade, opere civili e sullo stesso terreno. E nella descrizione dovrebbero essere compresi sia gli innocui effetti transitori: vibrazioni, oscillazioni, sussulti, rombi, boati; sia quelli permanenti e talvolta rovinosi, come caduta di oggetti, crepe, crolli, dissesti, eccetera. «Bisogna sapere –aggiungono i due ricercatori – che i terremoti si manifestano con una variabilità di effetti da un posto all’altro, o addirittura da un edificio all’altro, in funzione, per esempio, delle caratteristiche del suolo e dei criteri costruttivi delle opere civili. Avere dati come quelli che ci possono essere riferiti da osservatori diretti del terremoto, ci aiuta a costruire le cosiddette mappe macrosismiche, ossia delle carte che descrivono, in dettaglio, come cambiano gli effetti di un terremoto da zona a zona; mappe che servono a comprendere come le onde sismiche si propagano nei diversi terreni e in ultima analisi, per progettare meglio l’edilizia e l’urbanistica anti sismica».

I due ricercatori, già da una decina di anni, dopo il verificarsi di un terremoto, hanno lanciato dal sito internet dell’INGV appelli, rivolti a quanti avevano avvertito il fenomeno, con la richiesta di compilare un questionario disponibile online. Grazie alle schede così raccolte, hanno potuto compilare circa 200 «mappe macrosismiche» di varie zone d’Italia. Ora la loro intenzione è rendere meno occasionale questo tipo di collaborazione creando un vero e proprio club di corrispondenti volontari, opportunamente istruiti e pronti a entrare in azione quando necessario. «Chi si iscrive –esortano De Rubeis e Tosi- riceverà via e-mail un bollettino trimestrale con diverse informazioni: notizie didattico-scientifiche sui terremoti italiani, mappe, e altre informazioni utili per poter svolgere questo compito con maggiore consapevolezza e precisione». Insomma, tutti sismologi con http://www.haisentitoilterremoto.it

Franco Foresta Martin
03 febbraio 2009 (Corriere.it)

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One thought on “Terremoto in Abruzzo: case crollate, morti e feriti

  1. francesca sabato 11 aprile 2009 / 19:46

    carissimi noi in calabria stiamo facendo di tutto e mi dispiace che sia successo il terremoto

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