“I profeti del terremoto” – ma davvero gli eventi sismici non si possono prevedere? (ma almeno facciamo una prevenzione seria)

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Questa casa, a Onna, ha resistito al violento sisma che ha devastato l’Abruzzo nonostante si trovasse sopra la faglia che ha spaccato il terreno. Da una vecchia fornace fu ristrutturata in abitazione seguendo rigorosamente le norme antisimiche. I danni riguardano solo il comignolo e i vasi di fiori esterni (Simeone) (da CorrieredellaSera.it)
“UN TERREMOTO COSI’ IN CALIFORNIA NON AVREBBE PROVOCATO NEMMENO UN MORTO” Questa frase la ha detta, al Corriere della Sera del 7 aprile scorso, Franco Barberi, presidente della Commissione grandi rischi. Persona e scienziato serio. Come lo è Enzo Boschi, presidente dell’Istituto di geofisica e Vulcanologia. Entrambi ribadiscono che i terremoti non si possono prevedere, e puntano sulla prevenzione, cioè su case, palazzi, edifici fatti con misure antisismiche tali che un medio sisma (com’è stato quello in Abruzzo) non possa mai provocare oltre 290 morti; anzi nessuno dovrebbe perdere la vita.

E fin qui siamo tutti d’accordo, e poi torneremo a parlare della necessità di una (ri)costruzione – ristrutturazione degli edifici affinché siano tutti resistenti a forme sismiche (ma dobbiamo continuare a costruire con il cemento? … seppur auspichiamo sarà fatto ora senza usare sabbia -!?!-, ma sempre cemento è: e altri impieghi in acciaio, legno, sostanze flessibili…non sono possibili?).

La Comunità scientifica, nella stragrande maggioranza, è d’accordo che i terremoti non si possono prevedere, ma prevenire sì con costruzioni “in sicurezza”. Il prevenire costruendo meglio e bene, ci pare chiaro, è pure la nostra posizione.

Ma qui vogliamo parlare anche di chi pensa che i terremoti possono anche essere previsti: per questo abbiamo messo a inizio del titolo di questa pagina del blog: I PROFETI DEL TERREMOTO.

Prima di tentare di dare risposte scientifiche (o pseudoscientifiche) va detto che ci ha lasciato interdetti che il territorio de L’Aquila e i paesi della provincia duramente colpiti dal scisma, in essi vi erano stati episodi di scosse precedenti alla notte tra il 5 e 6 aprile. E’ stata intervistata una signora che aveva “imposto” alla sua famiglia, ai suoi figli, di dormire in auto, preoccupata delle troppe piccole scosse… salvando così i suoi cari ( e sè stessa) dalla distruzione della casa.

“I profeti del terremoto” è anche un libro (di difficile reperimento) in cui l’autore, Helmut Tributsch, professore di chimica presso l’Università di Berlino, un italiano (anche se dal nome non si direbbe) originario di una minoranza di lingua tedesca nell’alto Friuli al confine con l’Austria, che colpito emotivamente e personalmente dai gravi avvenimenti occorsi alla sua terra durante il terremoto del Friuli del 1976, raccolse e analizzò con puntigliosa dovizia (e il libro è il risultato finale di questa sua iniziativa), tutte quelle testimonianze inerenti a quei fenomeni geofisici che precedendo l’arrivo di un sisma ne annunciano l’incombenza.

Fenomeni che “premuniscono”, precedono, l’arrivo di un terremoto. Li elenchiamo qui in modo grezzo e ascientifico (ci perdoni chi lavora nel settore):

1 – Il Radon (un gas nobile pesante: è il killer delle cantine non aerate in quanto, se respirato, altamente cancerogeno). Prima dei terremoti, secondo alcuni studiosi, aumenta notevolmente in quantità (qui di seguito riportiamo un’intervista a Giampaolo Giuliani, tecnico presso i Laboratori del Gran Sasso, che aveva lanciato da settimane “l’allarme terremoto” seppur in una zona –Sulmona- diversa dall’area de L’Aquila.

2 – I comportamenti anomali degli animali. Non prendete la cosa alla leggera. Volete un esempio?

Nel 1975 i sismologi cinesi ordinarono l’evacuazione in massa della cittadina di Hai Cheng, nei pressi della Grande Muraglia, ventiquattro ore prima che una forte scossa sismica devastasse tutta la zona. Un vero disastro fu così scongiurato. Ma il fatto incredibile è che gli esperti non si erano serviti di sofisticati strumenti di misurazione. Avevano semplicemente osservato il comportamento dei gatti che, diverse ore prima delle scosse, si erano agitati in modo strano, dimostrandosi terribilmente inquieti e cercando disperatamente di uscire dalle case, portando con sè anche i loro piccoli. Quello che avvenne in Cina scatenò una vera rivoluzione nel mondo scientifico e diede il via a tutta una serie di studi. Le ipotesi avanzate sono affascinanti. Il professor Helmut Tributsch, prima citato autore de “I profeti del terremoto” (biochimico presso il Fritz Haber Institut della Max Planck Gesellschaft di Berlino), sostiene che i gatti sono in grado di percepire nell’atmosfera la presenza di particelle cariche, che vengono sempre liberate in gran numero prima di un sisma.

3 – Le “anomalie geologiche” che vengono individuate e analizzate. Ad esempio, secondo alcuni studiosi, prima dei terremoti escono dalle sorgenti acque molto torbide.

4 – I “precedenti storici”. Ad esempio, per quell’area dell’Abruzzo, si hanno notizie di un terremoto ai primi del 1700, di caratteristiche, prima dell’evento sismico, analoghe a quelle accadute ora, il 6 aprile scorso.

E poi, queste “regole” di percezione preventiva, pseudoscientifiche fin che si vuole, sono un po’ indirettamente confermate dallo stesso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che ha lanciato una campagna di “osservatori sul posto” di fenomeni sismici percepiti (“Vuoi diventare un sismologo volontario? Il membro di una comunità di osservatori individuali pronti a essere consultati dagli studiosi quando, nella zona in cui vivi, si avverte un terremoto, anche piccolissimo? Basta andare sul sito www.haisentitoilterremoto.it , seguire le istruzioni, iscriversi, e da quel momento entrerai a far parte della nuova rete scientifica.PROGRAMMA OSSERVATIVO VOLONTARIO – Non è un passatempo ma, al contrario, un vero e proprio programma osservativo allargato alla popolazione, lanciato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia –INGV-, che si propone di costituire una comunità di migliaia di cittadini italiani volontari, pronti a trasmettere la loro consulenza online, al verificarsi di scosse sismiche”) (per vedere l’intero articolo vai su questo blog all’articolo del 6 aprile scorso).

Insomma, case veramente antisismiche innanzitutto, ma anche forme di osservazione mirata preventiva non dovremmo escluderle…

5 DOMANDE A… GIAMPAOLO GIULIANI E IL SUO PRECURSORE SISMICO

(da “ilCapoluogod’Abbruzzo.it”, di Roberta Galeotti, del 25 marzo scorso, attenzione… prima dell’evento sismico)

Giampaolo Giuliani, tecnico di laboratorio presso l’INFN dei Laboratori del Gran Sasso, come Le è venuta l’idea di realizzare uno strumento in grado di prevedere le scosse sismiche?
Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l’Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon…
Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon.
Che cos’è il radon?
E’ un gas nobile ed è il gas più pesante che esista. Non interagisce con altre sostanze, quindi esce dalla crosta terrestre e si stratifica fino a 10 centimetri da terra, essendo così pesante ed a causa della pressione atmosferica, non riesce ad alzarsi di più. E’ il killer delle cantine non areate in quanto se respirato in quantità elevate porta il cancro ai polmoni: l’atomo di radon ha una vita media di 3,8 giorni e nel suo decadimento produce due isotopi, il Piombo-214 ed il Bismuto-214, che decadendo beta rilasciano radiazione gamma. I gamma inalati si fissano ai polmoni, ai bronchi ed al pancreas annichilendo questi stessi organi! Quando c’è un evento sismico, per esempio, la quantità di radon presente nei locali che ospitano gli strumenti è talmente alta da essere dannosa e sono costretto ad aspettare almeno un giorno per accedervi.
Ci spiega la sua invenzione, la sua creatura? Che cos’è un Precursore sismico?
E’ uno strumento in grado di rilevare il radon e di evidenziarne le modifiche di concentrazione. Il precursore sismico permette di monitorare i territori e, attraverso la variazione di concentrazione del radon, permette di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e una efficienza maggiore dell’80%. Ora disponiamo di 5 stazioni che ci consentono di triangolare i dati ottenendo con precisione l’epicentro ed il grado sismico dell’evento. Attraverso questa macchina ho potuto studiare il comportamento del radon e conoscerne delle caratteristiche non note alla scienza ufficiale perché sprovvista della tecnologia da noi utilizzata. I 5 Precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell’INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a più di 3 metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile.
Cosa ci può dire dello Sciame sismico che dal 16 gennaio scorso interessa la città e spaventa i suoi abitanti?
Attraverso il Precursore sismico abbiamo potuto riscontrare, in questi 9 anni di studio, che il territorio di L’Aquila è interessato ogni anno nello stesso periodo da uno sciame sismico, non intenso e, per questo, in genere non percepito dalla popolazione. Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. E’ un fenomeno normale per una zona come quella di L’Aquila.
I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l’attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest’anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (Punto più vicino al Sole, in Inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch’essa vicina. L’attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l’effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti. Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.
Come si pone la scienza ufficiale nei riguardi della sua invenzione?
Mi osserva con interesse … una parte mi da fiducia, come dimostra anche il Direttore dell’INFN che mi ha messo a disposizione un locale per ospitare uno dei 5 Precursori sismici; una parte è un po’ più cauta e scettica. Nel 2005 ho tenuto un seminario presso l’INFN a cui hanno partecipato quasi 100 scienziati, alcuni esperti di geofisica altri di particelle cosmiche. In quella occasione ho presentato il rivelatore di radon, ho rivelato i dati che dimostrano l’efficienza dello strumento ed ho dimostrato la correlazione tra l’allarme generato dal Precursore e l’evento sismico.

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IL RADON IN ABRUZZO, GIULIANI E LA RICERCA SCIENTIFICA

(di Antonello Pasini, da “IlSole24ore.com”, del 7 aprile scorso, dopo l’evento…)

“E dire che lo avevano previsto…” E’ stato il triste e arrabbiato commento di un mio conoscente davanti alla tragedia contro cui si sta ancora lottando in Abruzzo.

Giuliani e il radon: e risorge il mito di un uomo solo contro l’establishment scientifico, un “eretico” che sarebbe stato messo all’angolo…

Vediamo cosa è successo. Pur non essendo un esperto di terremoti, posso dirvi con certezza che di radon per lo studio degli eventi sismici se ne parla da almeno 30 anni. Lo so perché mi sono occupato in un passato abbastanza recente di radon come tracciante della bassa atmosfera e ho sviluppato metodi modellistici che ne valutano l’importanza sulla fisica del boundary layer atmosferico e sulla dispersione di inquinanti in aria.

In questo periodo sono apparsi diversi studi scientifici sul tema, come si può facilmente vedere digitando “radon earthquake precursor” su Google scholar. I risultati non sembrano però definitivi, nel senso che spesso si sono identificati aumenti dell’emissione del radon dal sottosuolo come chiari segnali prima, durante e dopo alcuni terremoti ma, nel complesso sistema terrestre, anche altre cause di variazione sono presenti ed è estremamente delicato riuscire ad indicare un segnale “pulito”, per giunta di previsione. Inoltre, a parte queste indicazioni qualitative, una previsione quantitativa non mi pare sia mai stata identificata con precisione nello spazio e nel tempo.

Ora, il sistema messo a punto da Giuliani prometteva di giungere a tanto. Nonostante la mancanza di un vero progetto, il nostro Giuliani è riuscito a piazzare 5 strumenti in altrettanti siti, anche con l’ospitalità dei laboratori INFN del Gran Sasso. Il sistema appare dunque piuttosto completo. Perché allora non si è ascoltato Giuliani? Perché non fa parte dell’establishment scientifico nel campo della geofisica?

Può essere… Ma se Giuliani non fa parte dell’establishment della geofisica italiana ed internazionale, però potrebbe far parte della sua comunità… Cosa vuol dire far parte di una comunità scientifica? Significa adottare le regole di questa comunità che, nello specifico, sono quelle di pubblicare su riviste internazionali i propri risultati. Ciò, a causa del sistema di peer-review, dà una certa garanzia sulla bontà delle metodiche e sull’affidabilità dei risultati ottenuti, in quanto passati al vaglio dei migliori esperti del settore. Ebbene, a quanto mi risulta (qualcuno mi corregga ovviamente se sbaglio) Giuliani questo non lo ha mai fatto.

Come fare allora a dargli retta quando ci dà una previsione? E’ un grande ricercatore o un visionario? Come possiamo giudicare l’affidabilità dei suoi risultati? Ha mai mostrato dati su questa affidabilità?

Qualcuno mi dirà che ciò non gli è stato possibile perché nessuno gli ha concesso fondi per approfondire le sue ricerche… Può essere vero, ma certo la “fiducia” su un determinato metodo si conquista pubblicando e mostrando di essere bravi, al di là di qualsiasi ostacolo che possa venire dall’inerzia del sistema di finanziamenti, che pure esiste e certamente può “deprimere” ricerche innovative… Chi ci può dire, oggi, qualcosa sulla bontà delle metodiche e sull’affidabilità delle ricerche di Giuliani se queste non sono mai state valutate da esperti del settore o se, peggio, sono state valutate e ritenute non pubblicabili perchè non valide?

I dubbi, ovviamente, non si dipanano con questi ragionamenti, ma forse un’occhiata più da vicino alle sue previsioni ci può dire qualcosa di più. Cosa aveva previsto Giuliani? Come si è discusso su La Stampa, egli prevedeva un forte terremoto nella zona di Sulmona per la fine di marzo. E’ successo che il terremoto c’è stato dalle parti dell’Aquila una settimana dopo. Se ci si fosse basati sulla previsione di Giuliani si sarebbe evacuata Sulmona 8 giorni fa… E dove si sarebbe portata la gente? All’Aquila? Forse oggi avremmo più vittime…

Insomma, è certo che il sistema di valutazione e di finanziamento della ricerca scientifica ha una certa inerzia e può ostacolare ricerche innovative, ma è anche vero che nella storia della scienza queste ultime alla fine sono state accettate se risultate effettivamente di buona qualità. Questo non può che essere un invito a Giuliani a rimboccarsi le maniche e, se veramente crede nelle proprie idee, a lavorare di più. Alla fine, in ambito scientifico, il merito viene sempre premiato…

…………………

Barberi: danni irragionevoli. Gli architetti: serve un piano urgente

«CADUTE ANCHE LE CASE NUOVE»
IL BLUFF DEI PALAZZI ANTI-SISMICI

Il presidente della Commissione grandi rischi: «Si pone il problema della qualità delle costruzioni»

L’AQUILA – Le parole che fanno più male: «Un terremo­to così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto». Le pronuncia Franco Barberi, presidente della Commissione grandi ri­schi. Poco prima il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialen­te, ha lanciato il suo allarme: «Qui sono cadute anche le ca­se nuove». E allora Barberi passa all’attacco: «Se è vero che anche edifici che avrebbe­ro dovuto essere costruiti in base alle normative antisismi­che hanno subito danni irra­gionevoli — spiega —, allora si pone il problema del con­trollo della qualità delle co­struzioni. In particolare per le strutture pubbliche e strategi­che: ospedali, scuole, edifici del governo». E invece: l’ospe­dale, un presidio che non do­vrebbe solo restare in piedi ma anche funzionare in emer­genza, è stato evacuato e di­chiarato inagibile. La Casa del­lo Studente, costruita a metà degli anni Sessanta è crollata. Come l’hotel «Duca degli Abruzzi», che non era in un palazzo di pietra antica ed è collassato, si è accartocciato su se stesso. O la chiesa di Tempera, a sette chilometri dall’Aquila, che era un edifi­cio moderno. E i tanti palazzi dei quartieri periferici, case da edilizia popolare, non abi­tazioni vecchie di secoli: con i muri crepati, gli androni in marmo sventrati.

Insomma, a L’Aquila non sono crollate sol­tanto le vecchie case in pietra del centro storico: il terremo­to ha distrutto o danneggiato in modo tale da renderli inabi­tabili anche palazzi moderni. Non è solo un problema del­l’Aquila né dell’Abruzzo, che pure è zona ad elevato rischio sismico. Secondo le ultime stime, in Italia ci sarebbero al­meno 75-80 mila edifici pub­blici da consolidare: 22 mila edifici scolastici sono in zone sismiche, 16 mila in zone ad alto rischio. Circa 9 mila non sono costruiti con criteri anti­sismici moderni. Gian Miche­le Calvi, ordinario di Costru­zione in zona sismica dell’Uni­versità di Pavia e presidente del Centro europeo di ricerca e formazione in ingegneria si­smica: «Se non investiamo nella messa in sicurezza degli edifici, continueremo ad ave­re morti. È scandaloso». Il Consiglio nazionale degli architetti invoca un piano ur­gente di messa in sicurezza di ampie parti delle nostre cit­tà. Il presidente degli inge­gneri, Paolo Stefanelli, spiega che «tutti gli edifici costruiti negli anni 50-60, a causa del tipo di cemento armato usa­to, sono a rischio sismico in un tempo che va dai 5 ai 30 anni. Lo abbiamo detto tante volte, inascoltati. A oggi man­ca ancora una norma che ren­da obbligatorio il monitorag­gio sul tempo di vita delle co­struzioni ».

Però manca dav­vero solo quella, perché di norme sull’edilizia antisismi­ca l’Italia ne ha quattro, tutte contemporaneamente in vi­gore. Il decreto ministeriale 16 gennaio 1996, intitolato «Norme tecniche per le co­struzioni in zona sismica» e seguito, dopo il terremoto del 2003 in Molise, dall’ordi­nanza della Protezione civile numero 3274, che ha rimap­pato e riqualificato il territo­rio nazionale, aggiungendo zone sismiche o elevandone la classe. E poi da altri due de­creti, uno del 2005, l’ultimo del 2008, che si chiama «Nuo­ve norme tecniche per le co­struzioni in zona sismica». Leggi tecniche, moderne. Poi ci sono le costruzioni. I progetti, i materiali usati, le strutture. Nelle case in cemen­to armato degli anni Sessanta si usavano i tondini a barra li­scia, oggi esistono quelli con barre ad aderenza migliorata, che legano meglio con il cal­cestruzzo. Chissà com’erano quelli della casa di via XX Set­tembre, nel centro dell’Aqui­la, che adesso è un mucchio di rovine alto due metri e mezzo.

Mario Porqueddu (da Il Corriere della Sera, 07 aprile 2009)

………………….

IMMOBILI A PROVA DI SISMA, SPUNTANO GLI INCENTIVI

Da il Sole 24 Ore venerdì 10 aprile 2009, Valeria Uva

«Il Governo si impegna a studiare incentivi per chi decide di adeguare la propria casa e di metterla in sicurezza con le nuove tecnologie antisismiche». Ad annunciano è il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. «Ci impegnamo -ha detto il premier a valutare per vedere cosa si può fare». Al momento quindi non c’è una strada già individuata, né sono state fatte valutazioni sulla proposta di estendere ad esempio le detrazioni fiscali del 55% anche all’adeguamento anti-sismico ma Berlusconi ha confermato che la «proposta è allo studio».

Sarebbe la prima volta che si sperimenta in Italia un sistema di incentivi per intervenire e consolidare il patrimonio edilizio esistente, che naturalmente rappresenta la fetta maggiore del mercato immobiliare.

L’annuncio di Berlusconi fa seguito alla nuova strategia dell’Esecutivo sulle regole per la progettazione e la costruzione in sicurezza degli immobili. Mercoledì infatti il Governo ha annunciato di voler ritirare la proroga delle norme tecniche per le costruzioni, inserite nel Dm delle Infrastrutture del 2005, rivisto l’anno scorso. Questo per effetto della risoluzione bipartisan a firma di Realacci (Pd) e Dussin (Lega Nord) che chiede al Governo di mettere fine al continuo rinvio delle nuove e pi adeguate regole per la progettazione in sicurezza, deciso per l’ultima volta nel decreto “milleproroghe” di fine anno. «Stiamo pensando di inserire l’entrata in vigore immediata nel decreto legge di semplificazione dell’attività edilizia che stiamo mettendo a punto e che dovrebbe essere pronto per la prossima settimana», spiega il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani. Mantovani ha anche annunciato un giro di vite sui collaudi delle nuove costruzioni. «La legge sulle norme antisismiche, infatti, risale al 1974 ma ha ammesso è stata applicata poco perché nessuno faceva i controlli».

Il Governo quindi intende partire subito, facendo entrare in vigore il decreto del 14 gennaio 2008 che sostanzialmente allinea l’Italia alla filosofia europea (i cosiddetti Eurocodici), basata su indici di sicurezza sicuramente pi rigidi di quelli attuali, ma con un’impostazione «prestazionale». In pratica lasciando libero il progettista di scegliere le tecnologie pi adatte per raggiungere la sicurezza. Ma le norme tecniche non si applicheranno solo ai nuovi progetti di edifici, senza distinzione tra pubblico e privato. Con loro diventerà più stringente l’obbligo di adeguamento anche per gli immobili esistenti, che rappresentano la maggior parte del patrimonio immobiliare italiano.

In pratica ogni volta che simette mano a ristrutturazioni, che si fa una sovraelevazione, un cambio di destinazione d’uso del palazzo, scatterà la necessità di adeguare ai nuovi limiti di sicurezza l’immobile. Senza distinzione tra pubblico e privato e senza guardare neanche alla destinazione.

La norma quindi vale per tutti: dalle abitazioni, agli uffici, dalle scuole agli ospedali. Ovviamente per gli edifici strategici si punta su interventi pesanti di vero e proprio adeguamento. Diverse le tecniche ammesse. «Si possono utilizzare diaframmi in calcestruzzo per assorbire le azioni sismiche spiega Luca Sanpaolesi, professore di Tecnica delle costruzioni e membro della commissione che ha elaborato le norme oppure si può intervenire sulle fondazioni o anche pensare a interventi di isolamento sismico».

Fin qui le regole di costruzione. Ora per comincia la caccia alle risorse: non solo gli incentivi fiscali per gli interventi dimessa in sicurezza dei privati, ma anche i fondi per il patrimonio pubblico. Solo per l’edilizia scolastica sono stati stanziati circa 900 milioni destinati alla messa in sicurezza degli edifici. Per gli altri immobili pubblici, invece, ancora non sono previsti fondi ad hoc.

NUOVE COSTRUZIONI. Con l’entrata in vigore delle norme tecniche perle costruzioni diventano più rigorosi gli indici di sicurezza da rispettare.

EDIFICI ESISTENTI. L’obbligo di messa in sicurezza scatta quando si ristruttura l’immobile, quando si fa un piano in più o si cambia la destinazione d’uso ma anche quando sono evidenti segni di pericolo.

EDIFICI STRATEGICI. Standard pi severi per la costruzione di edifici strategici sono già in vigore dal 2003 ma non si applicano ad immobili esistenti non interessati da ristrutturazioni.

MESSA IN SICUREZZA. Due i livelli indicati dalle norme del 2008: l’adeguamento necessario a seguito di profonde ristrutturazioni e il miglioramento anti sismico che aumenta la sicurezza dell’edificio ma non garantisce la resistenza a tutte le azioni sismiche.

MATERIALI. Il decreto, aggiornato nel 2008, modifica la normativa non solo per gli edifici in cemento armato e in muratura ma anche per nuovi materiali, quali il legno e l’acciaio.

GLI EFFETTI. Progettazioni più impegnative per chi effettuerà lavori di ristrutturazione (sarà così? speriamo di sì…)

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3 thoughts on ““I profeti del terremoto” – ma davvero gli eventi sismici non si possono prevedere? (ma almeno facciamo una prevenzione seria)

  1. andrea venerdì 17 aprile 2009 / 19:38

    dove posso trovare il libro “i profeti del terremoto?
    Mi potrete inviarmi una mappa delle zone più a rischio terremoti in Italia.
    In attesa di risposta, invio cordiali saluti. Andrea

  2. racheleamerini lunedì 20 aprile 2009 / 8:00

    Ciao Andrea,
    la mappa la puoi scaricare a questo indirizzo, è quella inserita nel blog:

    oppure: http://zonesismiche.mi.ingv.it/

    Il libro, con un po’ di fortuna, lo trovi su e-Bay (ho visto che c’è una copia all’asta).

  3. Gabriele Cataldi giovedì 30 agosto 2012 / 6:44

    …Peccato che non si è parlato dei precursori sismici di tipo elettromagnetico: fenomeni di natura geomagnetica e non solo, che in questi ultimi anni stanno acquisendo notevole importanza sia a livello nazionale che internazionale… (Vedi 34° congresso internazionale di geologia).

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