Docu-film: Bibione bye bye one (quando la realtà supera di molto l’immaginazione)

bibioneBibione bye bye one” del regista Alessandro Rossetto è un documentario-film, ed è un piccolo capolavoro imperdibile. Come riuscire a vederlo? …. O venire MERCOLEDI’ prossimo 29 APRILE, ore 20.45, al Centro Universitario di PADOVA (in VIA ZABARELLA 82, a 50 metri da Coin), con proiezione aperta a tutti e gratuita (fa parte di una rassegna di docu-film iniziata il 4 marzo scorso con Himalayan Blackout). Se non potete venire, il dvd è acquistabile presso la DocVideo (vedi in internet docvideo.it).

Quest’opera filmica è del 1999, e racconta (in 75 minuti) un’estate a Bibione, città di mare “inventata” una quarantina di anni fa dal nulla, per contribuire a “creare” il “turismo di massa”, le vacanze al mare di una generazione (e dei suoi figli) che aveva raggiunto un certo piccolo benessere, e cercava il mito e il diversivo della vacanza (fino a quel tempo appannaggio solo di pochi). E “Bibione bye bye one” è tante cose assieme. Un’opera artistica di grande pregio, che, usando il “bianco e nero” racconta storie delle persone, le “vite degli altri”, senza annoiare (anzi!). E’ allo stesso tempo uno spaccato di un’umanità che, sì, ha raggiunto un piccolo benessere, ma sembra (è) del tutto perduta, si muove senza alcun senso di sè stessa. E’ un film anche ironico e divertente, che sembra lo specchio (in cui ancora ci muoviamo) che riflette noi stessi, i nostri genitori, un Nord-Est che forse si prende un po’ troppo sul serio nel passaggio dalla miseria alla ricchezza; e che cerca anche il divertimento, ma non sa bene come.  Se vogliamo guardare i nostri “paesaggi urbani”, inventati da chissachì e che ci circondano quotidianamente, se vogliamo scoprire noi stessi, la nostra comunità, del recente passato e del presente; se vogliamo (volete) tutto questo, “Bibione Bye Bye One” diventa imperdibile.     Allora vi aspettiamo (per chi non è troppo lontano…) a Padova la sera di mercoledì 29, alle nove meno un quarto, in Via Zabarella 82. Poi, al temine del filmato, se volete direte la vostra, cosa ne pensate; anche con il contributo di un professore universitario, Mauro Varotto, geografo, esperto di paesaggi urbani. Vi aspettiamo.

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BIBIONE BYE BYE ONE di Alessandro Rossetto

Italia/Germania, 1999, 16 mm, b/n, 75’

Bibione Bye Bye One è il racconto di un’ideale giornata estiva nella cittadina balneare di Bibione, a circa 100 chilometri a nord di Venezia: provincia italiana contemporanea, Nord-Est. Il film è un viaggio in bianco e nero fra personaggi e situazioni, in un’immersione totale e inedita. Sempre a cavallo fra cruda realtà e assurdità reali, la cinepresa sembra muoversi in un mondo a sé, che potrebbe essere ovunque o da nessuna parte, registrando immagini di estati che si susseguono come tasselli intercambiabili. Bloccato per un giorno nel suo scorrere, il flusso del tempo si lascia afferrare e rivela un’umanità dolente, saggia e inquieta, comica e amara allo stesso tempo. Bibione, una piccola cittadina balneare veneta dall’architettura anni ’60, si riempie di turisti. Durante i densi e caldi giorni d’estate la gente, indigeni e non, vecchi e giovani, vive e lavora. Una piccola comunità si trasforma in un melting pot. Un luogo nato quasi dal nulla crea la sua storia contemporanea e viene indagato come un piccolo universo.

“Quando ero piccolo andavo spesso a Bibione per le vacanze – dice Alessandro Rossetto – quando avevo vent’anni sono ritornato per conto mio. In questo periodo la mia ragazza lavorava come cameriera per la stagione estiva. Lavorava durante il giorno e spesso anche alla sera e molte volte stavo ad aspettarla. Mi recavo raramente al mare, ma andavo a passeggio in giro: così alla fine ho conosciuto bene Bibione. Mi sembrava di essere in una piccola città americana, non in Italia, ma alla fine ho scoperto che non era vero: Atlantic City è molto differente”

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“Bibione Bye Bye One è splendido… Rossetto riesce ad astrarre i segni della provincia italiana, l’operoso Nord-Est, e a ricomporli in una dimensione quasi metafisica, là dove le immagini si idealizzano, diventano ideogrammi.” (Aldo Grasso, Il Corriere della Sera)

“… chi può non perda Bibione Bye Bye One, strepitoso film documentario di Alessandro Rossetto: racconto da una spiaggia ai margini di un sogno incredibile.” (Antonio Dipollina, La Repubblica)

“Colpiscono due qualità antitetiche, presenti in egual misura: la leggerezza e la complessità. In questa dualità c’è tutto il senso di Bye Bye One, che descrive un’umanità sperduta, su un lido che è come un limbo, in attesa di essere traghettati altrove.” (Luciano Barisone – Duel)

“Sono personaggi bizzarri quelli che popolano Bye Bye One, o forse troppo normali, e finiscono per comporre un puzzle che è un pezzo di Italia.” (Cristina Piccino, Il Manifesto)

“Ogni inquadratura in Bye Bye One è eredità della storia del cinema. La ballata alla quale ci invita ci rimanda alla grande memoria del cinema: Rossellini, Antonioni, Fellini ma anche all’eredità di Jaques Tati e alla fotografia di Robert Frank. Una ballata misteriosa, bella e dolente, più amara che dolce” (Jean Perret, Vision du Rèel)

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