Geografia 2.0

Il termine ‘Condividere’, in tempi recenti, si è trasformato in un elemento chiave di molte iniziative di successo.

Con l’avvento del Web 2.0, esperienza basata sulla collaborazione di massa, si è passati dal “Wikinomics” al “Socialnomics”, dove i cittadini sono sensori volontari.
Nel corso degli ultimi decenni, la questione principale, per le applicazioni GIS è stata la disponibilità di una sana informazione territoriale. Oggi, l’ampia diffusione di dispositivi elettronici che forniscono informazioni geo-referenziate hanno portato alla produzione di una vasta serie di informazioni territoriali. Questa tendenza ha portato a una “wikificazione GIS”, dove la collaborazione di massa gioca un ruolo chiave nel contesto delle informazioni territoriali (hardware, software, dati e persone).

Alcuni autori (Goodchild, 2007) parlano di “volontari dell’informazione geografica”, mi vengono in mente gli amici di OpenStreetMap, che sfruttando strumenti per creare, montare, e diffondere le informazioni geografiche, contribuiscono volontariamente alla creazione di contenuti geografici, arricchendo così le mappe, contrassegnando le posizioni di eventi accaduti, le posizioni in cui si trovano determinate attività o loro stessi.

Il termine “neogeografia”viene spesso adottato per descrivere le persone quando usano e creano le proprie mappe, immagini geo-taggate, filmati, siti web, ecc…

Questo potrebbe essere definito come un nuovo approccio bottom-up alla geografia, richiesto dagli utenti, introducendo quindi un cambiamento di ruolo rispetto alle ‘tradizionali’ geografie, non più semplici ‘consumatori’ di contenuti geografici stessi.

Mentre le tecnologie (ad esempio GPS, telerilevamento, ecc) possono essere utili nella produzione di nuovi dati territoriali,l’attività dei “geografi volontari” rappresenta l’unico modo per aggiornare e descrivere tali dati. Se, da un lato, i dati territoriali sono stati prodotti in vari modi, dall’altro il telerilevamento e la rete di sensori hanno generato un grande flusso di informazioni territoriali rilevanti sui vari aspetti delle attività umane o per il monitoraggio ambientale.

Questo “Era dell’esplosione dell’informazione” è caratterizzata da una grande quantità di informazioni prodotte sia dalle attività umane e dai sistemi automatizzati; la cattura e la manipolazione delle informazioni porta a un “urban-computing” e rappresenta una sorta di ponte tra il digitale e il mondo reale. Questa evoluzione tecnologica ha prodotto un nuovo paradigma di sviluppo urbano, denominato “u-City “.

Tali fenomeni offrono nuove sfide agli studiosi (geografi, ingegneri, urbanisti, economisti, sociologi, ecc), nonché ai pianificatori territoriali per affrontare problematiche territoriali e un nuovo patrimonio di dati aggiornati, generalmente creati da persone che sono interessate a fenomeni geograficamente connessi. L’attenzione è dedicato alla creazione e visualizzazione di contenuti, poco è ancora stato fatto dal punto di vista analitico spaziale e nel coinvolgimento degli utenti – come cittadini – in attività partecipative geografica.
Per chi potesse essere interessato, su questi argomenti, che ritengo di primaria importanza per noi geografi del 2000, l’Università della Basilicata organizza a giugno un workshop internazionale.

3 thoughts on “Geografia 2.0

  1. giorgio manzoni martedì 19 aprile 2011 / 19:02

    ogni informazione deve venir controllata. il botton up non garantisce nulla. quindi boccio totalmente la proposta. cordialmente

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