I FIGLI DI UN’ARTE RURALE: GLI AGRITURISTI

LAGO DI CANZOLINO, Pergine Valsugana (TN), viticoltura su terrazzamento

   Sono figlia e nipote di agrituristi[i]. Tocco con mano l’attività agrituristica da quando sono nata. Ho conosciuto tanti agricoltori e posso assicurare che, pur nell’aspetto un po’ burbero di alcuni, esiste un’innata capacità di portare avanti con fatica ed impegno tanti saperi rurali e una grande passione per la propria terra.  È da questa passione che nasce l’attività agrituristica, un’attività con intenti semplici e chiari ma per niente banali.

   Nasce negli anni ’80 (ma spesso con radici ancor più antiche), frutto di mani e menti che hanno voglia di ‘fare’, di un’agricoltura che coniuga tradizione ed innovazione. Ecco che cos’è per me l’agriturismo. L’arte che intendo è proprio questa: saper proseguire il lavoro agricolo con attenzione ai saperi che provengono dal passato ed integrandoli con nuove azioni di sostenibilità. E poi, l’arte sta anche nell’immagine che offre di se, nel paesaggio rurale costruito e custodito dagli agricoltori.

NON ESISTE AGRITURISMO SENZA AZIENDA AGRICOLA

   L’agricoltura è oggi più che mai un’attività aperta alle novità, ama la multifunzionalità e ne fa la sua arma vincente per auto-rigenerarsi. Un sistema autopoietico quindi (cioè che stimola la creatività personale), a garanzia della sopravvivenza delle famiglie rurali e di quel territorio ritenuto troppo spesso marginale, perché fuori dalla attuale “priorità” del centro urbano.

   Per ‘costruire’ un agriturismo dobbiamo avere, come condizione primaria indispensabile, un’azienda agricola o zootecnica. Non dimentichiamo mai questo requisito: non esiste agriturismo senza azienda agricola. Il primo è un servizio offerto dal secondo. L’operatore agrituristico non è quindi un semplice operatore turistico, ma è prima di tutto un imprenditore agricolo.

   Mi sembra importante ricordare questo punto – tanto ai visitatori quanto ai gestori – poiché constato con rammarico l’esistenza di agritur che sembrano hotel, o hotel che sembrano agritur e mi sembra una combinazione che potrebbe rischiare di confondere il motivo originario di quest’attività. Essa nasce infatti dall’esigenza di integrazione del reddito derivante dalla produzione agricola e dalla vendita del prodotto.

   Bisogna inoltre sapersi rimboccare le maniche, avere una certa predisposizione a confrontarsi con persone nuove, conoscere il proprio territorio, avere l’appoggio di una famiglia o di un altro aiuto sicuro

DA NORD A SUD ITALIA (non in Europa)

   Si tratta di un’attività ormai consolidata e capillarmente diffusa in tutta Italia, da nord a sud[ii], ma non riusciremo a scorgerne di uguali in qualche altra parte del mondo; da una parte grazie all’unicità di questa offerta turistica (differenziata dal turismo rurale[iii], maggiormente presente nel resto d’Europa) e dall’altra grazie alla completezza del patrimonio rurale del nostro Paese, dove esistono paesaggi di riconosciuta importanza storica[iv], artistica, culturale, ambientale.

ORIGINALITA’ DI CIASCUNA AZIENDA (e necessità di conoscersi per uno sviluppo sostenibile del territorio)  

   Il paesaggio rurale può essere indagato con metodo geografico nelle sue componenti materiali ed immateriali, seguendo le proposte della Guida europea all’osservazione del patrimonio rurale[v]. I risultati di un’indagine che ho compiuto per la stesura della mia tesi di laurea sulle aziende agrituristiche della catena dei Lagorai, in Trentino, ha fornito dati utili a scoprire i caratteri peculiari delle aziende, con la prospettiva di un miglioramento della conoscenza reciproca fra le aziende che operano sullo stesso territorio.

   Conoscersi significa porre le basi per andare oltre al proprio contesto aziendale ed incentivare il rafforzamento delle relazioni tra diverse realtà sul territorio in una logica di sviluppo sostenibile: attento alle risorse presenti e ai bisogni dei soggetti coinvolti, oggi e domani.

L’AGRICOLTORE INFORMA (sulle caratteristiche del territorio, trasmettendo conoscenza ed emozione)  

   L’agricoltore ricopre un ruolo molto importante di custode dello spazio rurale e dei saperi che perdurano nella tradizione contadina. È per questo un punto di riferimento per un primo contatto con un territorio. Gli agrituristi sono contadini che aprono la loro casa ai visitatori. Chi meglio di chi lavora a diretto contatto con la terra può dare informazioni sul proprio territorio? Sembra un aspetto marginale ma spesso un agriturista si ritrova a dare informazioni sostituendo pur esistenti strutture turistiche. Un consiglio della gente del luogo può sicuramente essere ritenuto più sicuro di ogni altra fonte. Oltre all’informazione si trasferisce un’emozione, garantendo la genuinità della conversazione.

AGRICOLTORI “INSEGNANTI” (a tutti)  

   Indagare la propria storia significa imparare a conoscersi. Non dimentichiamo il ruolo di guida agli aspetti dell’attività agricola compiuto da certi agricoltori che svolgono attività didattica nelle loro aziende (fattoria didattica, sociale…). Una didattica che non è rivolta solo ai bambini e ai ragazzi, ma anche ad adulti ed insegnanti. Possiamo considerarla una valida formazione, compiuta da esperti di agricoltura, territorio, paesaggio…

IMPRENDITORI AGRICOLI DA VALORIZZARE 

   Alla luce di queste considerazioni e dell’importanza della green-economy in alternativa alla situazione di crisi economica attuale, c’è da compiere la scelta di non considerare l’attività agricola come marginale per lo sviluppo della società contemporanea. È necessario quindi valorizzare questi imprenditori ponendoli in una posizione più rilevante, sia nel compiere decisioni sulle politiche da adottare per lo sviluppo rurale, sia nel loro ruolo di custodi del patrimonio rurale.

AGRICOLTURA E AGRICOLTORI PROTAGONISTI DEL NUOVO PARADIGMA DI “RITORNO ALLA TERRA”

   In conclusione riprendo le parole di Carlo Petrini, presidente di SlowFood, all’inaugurazione dell’anno scolastico 2011/2012 all’Istituto Agrario di Feltre[vi]: “I contadini sono l’economia primaria del pianeta, quelli che danno da mangiare a tutti, eppure sembrano essere i più sfigati. Oggi fare il contadino non sembra essere una grande opzione di vita. Non in Italia ma nel mondo, è invece un grande atto culturale e politico, è una delle più importanti risposte davanti a questa crisi mondiale, tosta, dura ed entropica,… che per la prima volta concentra in se contemporaneamente elementi finanziari, ambientali ed energetici. Una crisi entropica da cui si deve uscire con nuovi paradigmi, con nuove idee che cambiano le cose… E il nuovo paradigma sarà il ritorno alla terra, perché noi non vivremo ne di computer, ne di comunicazione. Vivremo grazie ai frutti della terra.” (Carla Bortolotti)

NOTE:


[i] Utilizzando il gergo trentino, per agriturista intendo il gestore, non il  turista!

[ii] La presenza  agrituristica è maggiore nelle regioni del nord e del centro Italia –  rispettivamente 8.576 e 6.541 aziende – mentre risulta essere meno rilevante  nel mezzogiorno, con 3.902 aziende (dati Istat riferiti al 2009).

Per  un approfondimento sui dati della presenza agrituristica in Italia si vedano le  statistiche elaborate da Istat ed accessibili dal sito internet della Rete Rurale Nazionale.
[http:

//www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4267]

[iii] L’Agriturismo è  un’attività di ricezione e ospitalità esercitata da imprenditori agricoli  singoli o associati nell’ambito della propria azienda e in rapporto di connessione  e complementarietà rispetto alle attività agricole. L’attività di agriturismo è  pertanto direttamente collegata all’azienda agricola e presuppone una azienda agricola attiva: l’agriturismo è un aspetto multifunzionale dell’agricoltura.

Il  turismo  rurale è invece un’attività puramente turistica. Per lo svolgimento  di tale attività non è infatti richiesta, da parte dell’operatore, la qualifica di imprenditore agricolo, bensì la successiva iscrizione del soggetto al  registro ditte della camera di commercio, dal quale risulti l’attività di gestione di strutture turistico-ricettive.

[http://scienzeagrarie.com/20110331348/multifunzionalit%C3%A0-in-agricoltura/agriturismo-e-turismo-rurale-quali-differenze.html]

[iv] Mauro Agnoletti, Paesaggi rurali storici. Per un catalogo nazionale, ed Laterza, 2011

Quest’opera raccoglie 123 esempi di paesaggi rurali scelti fra le realtà rurali presenti in tutte le regioni nostro Paese, è stata realizzata grazie al progetto speciale “Catalogo nazionale dei Paesaggi rurali di interesse storico” finanziato dalla Direzione generale della competitività per lo Sviluppo rurale del Ministero delle politiche agricole. Si tratta di un’iniziativa che valorizza il lavoro dell’archeologia rurale ed alla cui stesura hanno collaborato anche alcuni geografi.

[v] Maria Chiara Zerbi (ed.italiana a cura di), Guida europea all’osservazione del patrimonio rurale – CEMAT, ed. Guerini scientifica, Milano, 2007

[vi] Stefano Sanson, “La giornata dell’orgoglio rurale e della biodiversità”, su L’Agrotecnico oggi, n. 10 anno XXVIII Ottobre 2011, Forlì, pp.21-24

…………………..

Il LAGORAI (Trentino) tra autunno e inverno

3 thoughts on “I FIGLI DI UN’ARTE RURALE: GLI AGRITURISTI

  1. Agata sabato 29 ottobre 2011 / 17:11

    Una importante RISORSA per il nostro paese. 🙂
    Solo per il nostro?

  2. faber domenica 30 ottobre 2011 / 15:34

    No no Agata, anche per il Burundi.

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