Riscoprire in ogni luogo i percorsi di un tempo ora abbandonati – La proposta di UNA RETE DI MOBILITA’ DOLCE PER L’ALTOPIANO DEI 7 COMUNI (connessioni fisiche simboliche del territorio in cui il turismo è comunicazione) – di ANDREA CUNICO JEGARY

da giornalealtopiano.it

«…andiamo per le strade e i sentieri che gli itinerari ci indicano; scopriremo il nostro territorio; nuovo e singolare, inaspettato, dove storia e paesaggio, natura e lavoro degli uomini saranno nostri compagni in maniera insolita ed emozionante…» – Mario Rigoni Stern

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LA PETIZIONE  

«Come abitanti legati alle proprie origini o come foresti che frequentano l’altopiano e si interessano alla sua storia secolare, chiediamo l’avvio di un programma di ripristino, valorizzazione e messa in rete dei percorsi pedonali già esistenti, ma in parte abbandonati o non fruibili perché non segnalati.

   Questa rete è alternativa a quella motorizzata, ha elevata sostenibilità ambientale ed è finalizzata principalmente alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio. Prevede percorsi facili, anulari, separati dal traffico e protetti, che consentono di muoversi in libertà a tutti, diversamente abili, bambini, anziani, tra una località e l’altra, a partire dai centri, estate-inverno, tra tracce di storia e immersi nella natura, lontani da auto e gas di scarico.

   A pochi passi dai centri c’è un antico patrimonio di percorsi che collega tra loro contrade e luoghi i cui nomi trasudano di storia, segnati da stoanplatten (lastre di pietra), esteso tra prati e boschi, di massima capacità attrattiva. Questo patrimonio ineguagliabile sta scomparendo. Aiutaci ad avere più voce per preservarlo, aggiungi anche la tua firma.» (la petizione è on line su www.liberaconsulta7c.it )

Altopiano nella neve

IL SENSO DELLA PROPOSTA (di Andrea Cunico Jegary)

   Una rete di percorsi intercomunali tabellata richiede un approccio “multidisciplinare” (cfr: Mobilità Dolce e turismo sostenibile, un approccio multidisciplinare, Approccio metodologico interdisciplinare nella valorizzazione di percorsi di mobilità non motorizzata quali strumenti di riscoperta delle risorse del territorio. Busi, Pezzagno, Ed. Gangemi).

   Impone di attingere dal meglio della nostra cultura “cimbra”, storica, ambientale e turistica: è fondamentale riportare il tutto in un progetto univoco, condiviso attraverso la sottoscrizione di un accordo che impegni le amministrazioni al mantenimento e implemento della rete nel tempo.

   Stiamo parlando di una “unica identità altopiano”. Implica la sottoscrizione di un disciplinare che nella segnaletica e tabellazione (toponimi e microstoria) normi il tutto affinché non compaia nessuno degli otto singoli stemmi comunali, ma solamente quello della Spettabile Reggenza 7 Comuni. Necessita coinvolgere chi ha più sensibilità per il territorio, generare orgoglio di appartenenza.

   Semplice, rivoluzionario… «…andiamo per le strade e i sentieri che gli itinerari ci indicano: scopriremo un Altopiano nuovo e singolare, inaspettato, dove storia e paesaggio, natura e lavoro degli uomini saranno nostri compagni in maniera insolita ed emozionante.» Mario Rigoni Stern (presentazione a Montagne dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni, foto di Mauro Frigo, Bassano 1983).

   Io sono di Asiago, sono stato il curatore editoriale del libro, il giorno che ho avuto queste righe dattiloscritte dalle mani di Stern avevo poco meno di 30 anni. Solo da allora ho iniziato a …“vedere”.

Dati ufficiali sull’andamento del turismo estivo: per l’Altopiano dei 7 Comuni arriva la conferma di una tendenza negativa: «Altopiano. L’anno terribile del turismo: gli arrivi a -10%» (Giornale di Vicenza 10.11.11). Il segnale va letto come particolarmente grave, è paradossale: in un momento di crisi economica come questo tutto è (sarebbe) favorevole a quel turismo estivo montano di prossimità che proprio l’altopiano può (potrebbe) offrire. Ma… ? In altopiano la qualità percepita dall’ospite è insufficiente. Vale per qualsiasi scelta  ciascuno di noi faccia: inconsapevolmente, davanti ad ogni offerta strutturiamo una comparazione tra valori evocati e ne fotografiamo una nostra percezione in cui concludiamo che A «è meglio» di B …ha più qualità.

   L’assenza di valore aggiunto percepito è “dentro” l’antistoricità della visione con cui opera la leadership (in particolare la Asiago), è proprio questa disattitudine dei decisori che genera il gap e alimenta un processo di emarginazione economica per tutto il territorio. Questa non-governance lascia ancora molto spazio al consumo di paesaggio da parte delle società immobiliari. Ma a chi spetta mettere al centro la competitività di un’economia di vallata basata su una nuova visione di un turismo condiviso (consapevolezza di territorio), responsabile (verso le future generazioni) e sostenibile (preservazione del paesaggio)?

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   La storia secolare dell’altopiano, brevemente, è storia di fratellanza, federazione e cooperativismo tra i Siben Alte Komeun Prudere Liben, che in cimbro significa “sette antichi comuni fratelli cari”. Soprattutto è storia di autogoverno, ufficialmente dal 1311, ma certamente precedente, un governo dal basso (con le Vicinìe) e una propria, originaria, tradizione federativa e giuridica rispettata dalla Serenissima in forma di Privilegi (diritti ed esenzioni fiscali).

   Questa storia, di povertà ma di valori, si è troncata bruscamente con la Prima Guerra Mondiale che ha portato la distruzione dei documenti custoditi nella sede della Spettabile Reggenza ad Asiago e quattro anni di profugato per la popolazione, una sciagura per l’aspetto etnico ed identitario.

   Oggi l’altopiano sta perdendo progressivamente la sua unitarietà e con questa: rilevanza, notorietà, vocazione turistica. Il recupero di quell’originaria percezione di insieme di Comuni che costituiscono un unico territorio dovrebbe essere al centro di ogni scelta e guidare ogni progetto unitario. Ma non è così. Significativo come di questa secolare identità non si abbia più percezione. Mancano le indicazioni di confini geografici, la segnalazione che si sta entrando in un territorio che ha vissuto 500 anni di autonomia …amaramente, «che forse non c’è più»?

LIBERA CONSULTA 7C, cos’è.

   Dalla sensibilità e l’impegno di un gruppo di persone legate al territorio da qualche anno è nato un tavolo virtuale, www.liberaconsulta7C.it , spazio di discussione e contributo verso l’avvio di una maggior consapevolezza di queste tematiche territoriali. Si è subito dato priorità ad una proposta di messa in rete dello straordinario patrimonio di percorsi di mobilità dolce (non motorizzata) già esistente, ma trascurato, dimenticato: oggi possiamo rilevare “sconosciuto” agli stessi amministratori locali.

   Non stiamo parlando di “sentieri” in quota, ma di una Rete di Mobilità Dolce configurata in percorsi (sedimi rurali e militari esistenti) che abbiano sviluppo anulare a partire dai centri, dagli alberghi, dai residence, che si sviluppino attorno ai centri dell’altopiano (1000 – 1300 metri slm) e che da questi connettano altri centri e loro dintorni.

   L’impegno di Libera Consulta 7C mira a far emergere questa visione di un’unica, mappata, attrezzata, marcata e diffusa, rete di percorsi pedonali protetti e quanto possibile lontani dal traffico motorizzato. Non possiamo parlare di “parco”, ma certamente l’obiettivo non è meno ambizioso ed è vicino al concetto di Museo Etnografico Diffuso Spettabile Reggenza 7 Comuni: un enorme libro della sua storia e della sua gente, della sua identità secolare, aperto alla facile fruibilità di tutti. Prima di tutti agli stessi altopianesi, ai loro figli, poi, orgogliosamente, agli ospiti. I quali, stiamone certi, lo rispetteranno ancora di più.

   Questo progetto chiede una visione che in altopiano non c’è, richiede la costituzione di un tavolo che individui, attiri a sé e accolga risorse umane con esperienza, competenze, professionalità multidisciplinari, con particolare riferimento al mondo della comunicazione e del marketing territoriale come strumenti per rendere fruibili valori, saperi e sapori del territorio. Ma questo tavolo non lo si vuole e sono stati disertati tutti gli incontri “istituzionali” promossi dalla Comunità Montana.

   A questa è stato proposto che, attraverso un criterio meritocratico, individui e inviti al tavolo territoriale quelle figure che rappresentano vere risorse in un apporto di volontariato: abbiamo architetti che hanno già operato, conoscitori dei luoghi che hanno già scritto delle guide, esperti di toponomastica e microstoria che hanno già, magnificamente, pubblicato (es. Finco per Gallio, i Frigo per Roana, Bonato dell’Ist. di Cultura Cimbra ed altri), attori con esperienza nella promozione, nella comunicazione, ecc ecc.

   Ma …«l’essenza della democrazia è che il potere viene esercitato tramite il pubblico dibattito» (Amrtya Sen, Nobel per l’economia). La Commissione  Europea incoraggia in questo senso l’organizzazione di tavoli del territorio, la creazione di partenariati, il tradurre una visione comune in progetti, facilita l’accesso ai finanziamenti attraverso la Regione. Utopia? teoria? filosofia? “politica“? (Andrea Cunico Jegary_ www.liberaconsulta7c.it )

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…un’altra proposta di MOBILITA’ DOLCE… a BASSANO DEL GRAPPA (aprite il pdf, un lavoro imperdibile….)

Il progetto dei

PERCORSI DELLE COLLINE BASSANESI:

UNA RETE DI MOBILITÀ DOLCE PER CONOSCERE IL TERRITORIO

a cura del Coordinamento Quartieri Angarano, Campese, Rubbio, S.Eusebio, S.Michele, Valrovina PRS13b05_PCB 1

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