IL NUOVO TERREMOTO IN EMILIA – Tra paura e preoccupazione dei prossimi giorni per possibili nuove scosse – Soccorsi da affrontare (appello a noi: diamo ogni solidarietà possibile!), e ricostruzione immediata da iniziare

Alla HAEMOTRONIC, azienda biomedica di MEDOLLA (Mo), il sisma ha devastato l’edificio provocando una vittima fra gli operai. La struttura è collassata completamente. (Lapresse, da “il Corriere.it”)

…………………….

L’EPICENTRO. I COMUNI PROSSIMI ALL’EPICENTRO SONO MEDOLLA, MIRANDOLA E CAVEZZO (LA MAPPA 4). ALL’ORIGINE DELLE NUOVE SCOSSA POTREBBE ESSERE LA ROTTURA DI UNA NUOVA FAGLIA

 …………………..

DON IVAN MARTINI, 65 anni, ha perso la vita nella sua chiesa crollata, Santa Caterina – nel comune di ROVERETO SUL SECCHIA -, mentre cercava di mettere al sicuro gli arredi

Il nuovo terremoto in Emilia del 29 maggio (secondo e diverso da quello avvenuto nove giorni prima, il 20 maggio) è un colpo al cuore per quella terra e i suoi abitanti, dopo lo chock del primo sisma. Se ipotesi di ricostruzione già si stavano mettendo in atto, ora tutto diventa ben più difficile, più faticoso. E il sostegno concreto “esterno”, di tutti noi, deve trovare sbocchi pratici, immediati. Impossibile fare previsioni su che cosa accadrà nei prossimi giorni. I consigli utili sono i soliti: “Lavorare sulla prevenzione”.

   Vien poi da pensare però della condizione di impotenza nei confronti dei terremoti da parte degli apparati scientifici che non sono in grado assolutamente di prevederli. Fa un po’ pena vedere gli “esperti”, gli addetti ai lavori, in televisione, rispondere alle domande dei cronisti, e non dire assolutamente niente (molto meno di qualsiasi navigato politico che parla in “politichese”).

   Perché non riconoscere la propria ignoranza assoluta? (non c’è niente di male)… perché non avere il coraggio di dire che anche la conoscenza statistica sulla quale i cosiddetti “apparati scientifici” di fatto “statisticamente” non sono in grado di dimostrare assolutamente niente. Niente di niente. Perché non avere anche il coraggio di provare nuove strade, verifiche di sintomi naturali di malessere della terra, di un territorio, che dovrebbero almeno essere scientificamente testati, provati.

FOTO DI CAVEZZO – “CROLLATO IL 75% DEL PAESE”. QUESTE LE INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE A CAVEZZO, UNO DEI COMUNI, IN PROVINCIA DI MODENA, VICINI ALL’EPICENTRO DEL NUOVO SISMA IN EMILIA DEL 29 MAGGIO

Su questo blog, quando c’è stato lo sisma in Abruzzo, abbiamo provato ad andare a vedere tentativi “altri” di prevenzione dei terremoti (tentativi “altri” che tanto sono inibiti alla cosiddetta scienza ufficiale), individuando elementi che mai sono stati finora considerati, come ad esempio (li elenchiamo qui in modo grezzo e atipico per quel che abbiamo potuto leggere da esperienze vissute):

1 – la presenza eccessiva di RADON (un gas nobile pesante: è il killer delle cantine non aerate in quanto, se respirato, altamente cancerogeno).

2 – I comportamenti anomali degli animali.

3 – Le “anomalie geologiche” che vengono individuate e analizzate. Ad esempio, secondo alcuni studiosi, prima dei terremoti escono dalle sorgenti acque molto torbide.

4 – Poi naturalmente i “precedenti storici” (che in Emilia non lasciano dubbi della perenne pericolosità di quei territori).

   Queste e altre “regole” di percezione preventiva, pseudoscientifiche fin che si vuole, sono un po’ indirettamente confermate dallo stesso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che ha lanciato una campagna di “osservatori sul posto” di fenomeni sismici percepiti (“Vuoi diventare un sismologo volontario? Il membro di una comunità di osservatori individuali pronti a essere consultati dagli studiosi quando, nella zona in cui vivi, si avverte un terremoto, anche piccolissimo? Basta andare sul sito www.haisentitoilterremoto.it , seguire le istruzioni, iscriversi, e da quel momento entrerai a far parte della nuova rete scientifica del “PROGRAMMA OSSERVATIVO VOLONTARIO”)

(vedi su questo argomento altri nostri post:

https://geograficamente.wordpress.com/2009/04/14/%e2%80%9ci-profeti-del-terremoto%e2%80%9d-ma-davvero-gli-eventi-sismici-non-si-possono-prevedere-ma-almeno-facciamo-una-prevenzione-seria/

e poi anche:

https://geograficamente.wordpress.com/2009/04/15/ancora-sul-prevedere-i-terremoti-il-rischio-statistico-come-e-dove-costruire-antisismico/  )

Immagine (ripresa dal blog dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia http://ingvterremoti.wordpress.com/2012/05/29/ ) della SEQUENZA SISMICA DEL 20 E 29 MAGGIO in Emilia – CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

Ma, lo riconosciamo, più di tutto conta il sistema di prevenzione edilizio: IN CALIFORNIA TERREMOTI COME QUELLI DEL 20 E 29 MAGGIO SAREBBERO APPENA STATI PERCEPITI, SENZA ALCUNA CONSEGUENZA GRAVE, con costruzioni (come lì vi sono) altamente antisismiche. E’ pur vero che i bellissimi paesi emiliani così duramente colpiti hanno un patrimonio artistico che la California neanche non immagina: e si tratta di chiese, castelli, edifici antichi, dove ogni prevenzione antisismica certo non poteva esserci al momento della costruzione. Quel che preoccupa è che non sono caduti solo gli edifici storici, ma anche case di recente costruzione sono state gravemente danneggiate; e fa impressione vedere capannoni industriali nuovi sbriciolati dal sisma.

   L’evento terribile del terremoto, in una terra “seria” e operosa come l’Emilia, potrebbe diventare (pur nel dolore) l’occasione di un esempio nuovo di ricostruzione (e rilancio di un’edilizia compatibile), che potrebbe essere il volano di un nuovo sviluppo di un settore (come quello edile) altamente in crisi adesso, e che tornerebbe a lavorare con nuovi innovativi parametri di qualità che finora non si sono visti. (sm)

…………………………….

L’EMILIA ROMAGNA ANCORA COLPITA DAL TERREMOTO

(da “Il fatto Quotidiano” del 29/5/2012)

   L’Emilia Romagna ancora colpita dal terremoto. Nove giorni dopo la prima scossa di magnitudo 5,9 che alle 4 di mattino ha svegliato tutta l’Italia settentrionale, oggi altre tre scosse hanno superato il grado 5: quella più forte, alle 9, di magnitudo 5,8. La nuova sequenza sismica non si è originata lungo la stessa faglia del 20 maggio. “Da stamattina si è attivata una struttura un po’ più a ovest”, spiega Concetta Nostro, sismologa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Un fenomeno simile è successo anche all’Aquila, dove gli eventi sismici del 6, 7 e 9 aprile 2009 hanno interessato tre diverse strutture”.

MIRANDOLA, torre dell’orologio

“In Emilia Romagna – spiega Nostro – i sismi del 20 maggio hanno rotto delle faglie e rilasciato l’energia che poi si è propagata verso ovest, provocando la struttura delle strutture adiacenti”. Da qui le nuove scosse di oggi, rappresentate con il colore viola nella figura pubblicata dall’Ingv a questo link: la struttura interessata dalla sequenza odierna è accanto a quella all’origine del terremoto di nove giorni fa (colore giallo). In passato, tra l’attivazione di una struttura e di quelle adiacenti sono passati anche mesi: “In Friuli – ricorda la sismologa – il primo terremoto del maggio 1976 fu seguito da altri tre sismi di energia confrontabile: a settembre dello stesso anno, poi a maggio e settembre del 1977”.

   All’origine dei terremoti in Emilia Romagna – continua Nostro – c’è “un processo di deformazione che è coperto dalla Pianura Padana: la nascita di una serie di nuove piccole colline non ancora emerse e quindi non ancora visibili”. Le energie in gioco nei sismi di questi giorni sono quelle che gli scienziati si aspettano in base alla mappa di pericolosità sismica, dove all’Emilia Romagna è attribuito un livello di pericolosità media. “Nella stessa zona si sono verificati terremoti anche nel 1570 e nel 1639 – spiega la sismologa – In quei casi la magnitudo fu simile a quelle registrate ora, almeno secondo le stime fatte in base ai danni rilevati allora”. Anche se la Pianura Padana non è una delle zone più a rischio, tutta l’Italia è sismica. “Zone come l’Irpinia e l’arco calabro sono ad alta pericolosità: lì i terremoti possono essere ancora più forti e devastanti”.

Ai morti e ai crolli nella zona di Modena si aggiunge la paura a molti chilometri di distanza…(…) (da “Il Fatto Quotidiano)

 ……………………………

SAN FELICE, TRA I FERITI E LE MACERIE

– Quel silenzio assordante degli sfollati – Le gru e i vigili del fuoco che scavano, gli squarci delle case – La nota prevalente non è la paura ma lo scoramento –

di ALDO CAZZULLO, da “IL CORRIERE.IT” del 29/5/2012

SAN FELICE (MODENA) – I letti d’ospedale sono adagiati sul prato, all’ombra degli alberi del giardino della scuola media “Giovanni Pascoli”. Sono quasi tutti anziani. Attacchi di panico, collassi, principi di infarto. Tutti raccontano la stessa storia: «Ne stavamo venendo fuori, pensavamo già a ricostruire, a ripartire, e ora..».

   Seduti attorno a un tavolo da campeggio, due operai senegalesi della NuovaGM, la fabbrica del paese. In un angolo del giardino, le donne islamiche, velate, con i bambini sulle ginocchia. Qui, a San Felice sul Panaro, gli uomini della Protezione civile stanno montando quindici tende da dieci posti l’una. Ma fa troppo caldo per starci dentro.

LA CODA – Si allunga la coda degli sfollati da registrare nel campo, precedenza a malati e disabili. La cucina da campo prepara i pasti per la cena. La nota prevalente non è la paura, ma lo scoramento. Non la disperazione; il silenzio.

   La strada per Medolla, il paese più colpito, è un’alternanza di sommersi e salvati. Case totalmente distrutte, squarci che danno su lavandini, letti, armadi, e case perfettamente intatte. Sulla statale 12, al limitare di Medolla, si fronteggiano due fabbriche. La parete di fondo della “Menu” è crollata, la vista si apre su centinaia di scaffali di cibi precotti; ma feriti non ce ne sono. Di fronte, la Ematronic, azienda biomedicale, è ancora in piedi. Se non fosse per la gru e i vigili del fuoco che scavano, si direbbe che non sia accaduto nulla. Il crollo è stato all’interno. Tre i corpi già recuperati. Si cerca un ultimo disperso. (Aldo Cazzullo)

……………………….

TERREMOTO IN EMILIA, NUOVE SCOSSE – SALGONO A 16 LE VITTIME, UN DISPERSO

da “IL MESSAGGERO.IT”

http://www.ilmessaggero.it/ del 29/5/2012

Alle 9 la scossa più forte di 5.8, alle 13 altre tre di oltre 5 gradi. Crollano i capannoni, si scava tra le macerie, 350 feriti. Una donna estratta viva dalle macerie a Cavezzo. Lutto nazionale il 4 giugno

La terra trema ancora in Emilia e questa volta la scossa, di magnitudo 5.8, ha seminato il panico in tutto il Nord Italia.Il bilancio provvisorio è di 16 vittime accertate, mentre il numero dei dispersi è sceso a uno. I feriti sono circa 350. In serata una donna è stata estratta viva dalle macerie a Cavezzo. Il prossimo 4 giugno sarà una giornata di lutto nazionale, come ha dichiarato il sottosegretario Antonio Catricalà, in un’informativa al Senato sul sisma.
…….
Ingv: previste repliche anche forti. Intanto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) mette in guardia: la sequenza delle repliche «sarà lunga e non si può escludere che possano avvenire altri forti terremoti, come quello avvenuto oggi», ha detto il presidente dell’Ingv, Stefano Gresta secondo il quale si tratta di «un terremoto che si inserisce in una sequenza. Spesso può accadere che durante una sequenza possano avvenire scosse di magnitudo confrontabili a quella della scossa principale».
……
La paura. La scossa di ieri 29/5 è stata avvertita in gran parte del Nord: dalla Toscana al Friuli, fino al Piemonte la gente è scesa in strada. Paura a Bologna, scuole evacuate a Firenze, paura nelle strade anche a Milano. La più colpita rimane l’Emilia, dove si registrano ancora vittime e crolli nelle zone già coinvolte dalla scossa delle 4.04 dello scorso 20 maggio. Il bilancio di allora era pesantissimo, 7 vittime e più di 6mila sfollati. Oggi, però, le cose sembrano essere andate anche peggio. Intanto la terra continua a tremare: dopo la prima, fortissima, avvertita anche in Austria, sono state registrate almeno altre 10 scosse. Alle 12.56 la terra trema ancora, per più di 30 lunghissimi secondi, con una magnitudo di 5.3 gradi richter. E poi ancora, alle 13 e alle 13.01, per alcuni secondi, con magnitudo 5.1.
VIDEO – LA SCOSSA IN DIRETTA
Vittime e dispersi. Sono almeno 16 le vittime accertate del sisma nel Modenese. Quattro a Cavezzo, tre operai a San Felice (nel crollo della azienda Meta), tre a Mirandola, un anziano a Concordia, colpito da un cornicione, uno a Cento, tre a Medolla. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa, mentre tentava di mettere in salvo una statua della Madonna. E due donne sono morte a Cavezzo. Una delle due è rimasta sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Precedentemente si era parlato di 17 morti perché Mohammad Agaar, l’operaio marocchino deceduto nel crollo del capannone della fabbrica Meta di San Felice e residente a Finale Emilia, era stato conteggiato due volte (in realtà a Finale non sarebbe deceduto nessuno). Ci sono anche dei feriti, circa 200. Sette i dispersi: uno a Mirandola, tre a Medolla e tre a Cavezzo.
I nomi. Le tre vittime del crollo del capannone all’azienda Meta di San Felice sul Panaro sono l’ingegner Gianni Bignardi, 62enne di Mirandola, che stava effettuando verifiche statiche sulla struttura, il caporeparto marocchino Mohamad Azarg, 46 anni e due figli, residente a Finale Emilia, e l’operaio indiano Kumar Pawan, 27 anni e due figli, residente a San Felice. Uno dei tre operai morti nel crollo di un capannone a Medolla è Paolo Siclari, di 37 anni, di Messina. sposato con Viviana Lo Furno il 10 aprile del 1999. Dal giugno del 2001 si era trasferito a lavorare al nord. Miracolosamente illeso un concittadino di Siclari che lavora nella stessa azienda, la Haemotronic, Alessandro Sghembari. Al momento della scossa si era recato al bagno, una circostanza che gli ha probabilmente salvato la vita.
Alcune delle vittime sono morte per il crollo di capannoni industriali che non erano stati precedentemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio. Un altro capannone industriale è crollato a Medolla, sempre nel modenese: si scava nelle macerie, alla ricerca dei dispersi. Ed è stato estratto vivo uno dei due operai dispersi nella ditta Bbg di Mirandola, colpita dal sisma. Non è morto, contrariamente a quanto detto in precedenza, il parroco del duomo di Carpi. Non vi sarebbero neanche danni strutturali al Duomo della cittadina.
Ottomila sfollati in Emilia. Il sisma di oggi ha provocato ottomila sfollati che si aggiungono ai seimila della scossa dello scorso 20 maggio, per un totale di 14mila, come ha detto Catricalà in Senato. Saranno allestiti entro la serata 4mila nuovi posti per gli sfollati. La Protezione civile si è attivata per rafforzare con un migliaio di posti le strutture già esistenti, mentre grazie all’aiuto di altre Regioni saranno attrezzati 5 nuovi campi di accoglienza con 1.250 posti. In aumento anche gli alberghi disponibili a ospitare la popolazione delle zone colpite. A Crevalcore due treni speciali con cuccette e posti letto sono stati destinati all’accoglienza di circa 450 sfollati. Nel mantovano gli sono 1300 e saranno accolti in una tendopoli da 500 posti allestita a Moglia e altre nei comuni vicini, per circa 1500 posti.
VIDEO – I crolli
Colpita l’Emilia, dove si sono registrati nuovi crolli nelle zone già duramente colpite dal sisma del 20 maggio, in particolare a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Il duomo e la chiesa di San Francesco a Mirandola sarebbero crollati. A Bologna, dove domani e dopodomani le scuole rimarranno chiuse, moltissime le persone corse fuori da case e uffici e scese per le vie del centro storico. Diverse anche le scuole e i dipartimenti universitari dove le lezioni erano da poco iniziate e dove studenti e insegnanti sono stati fatti evacuare. Paura anche a Reggio Emilia: gli studenti sono usciti dalle scuole e il sindaco Graziano Delrio ha suggerito di lasciarli fuori fino a quando la situazione non sarà più tranquilla. Moltissime le chiamate ai vigili del fuoco. La zona più colpita è quella di Reggiolo e Luzzara, nella bassa sul confine con Modena, che già aveva subito danni nella prima scossa.
Ancora danni ai monumenti, in particolare in Lombardia, nel mantovano (CONTINUA A LEGGERE).
LA MAPPA – L’epicentro della scossa
Mobilitati i militari del Genio. Cinquanta militari del Genio Ferrovieri di Bologna, con relativi mezzi, sono stati mobilitati per far fronte all’emergenza terremoto di oggi e si uniscono a quelli già in azione dai giorni scorsi. Una ventina di genieri con 4 mezzi si sono già diretti a Cappelletta del Duca, presso San Felice sul Panaro.
La scossa è stata registrata alle ore 9 con magnitudo 5.8. Secondo gli esperti della sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa «fa parte della sequenza in atto». L’epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena). Il sisma è stato abbastanza superficiale, ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri: proprio per questo la scossa è stata avvertita così chiaramente in un’area così ampia. Ma la terra ha continuato a tremare: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1). Il terremoto è stato anche avvertito anche in Austria. Lo ha comunicato l’agenzia stampa Apa, citando l’Istituto di meteorologia e geodinamica di Vienna. L’Austria dista dall’epicentro circa 350 chilometri.
Le tre forti scosse intorno alle 13. La prima scossa è avvenuta alle 12.56 nella zona di Mirandola ad una profondità di 6,8 chilometri. Una seconda scossa di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 13 ed una terza, sempre di magnitudo superiore a 5, è avvenuta alle 13.01. Sono in corso i calcoli per stabilire la magnitudo esatta.
Nuova faglia. Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all’origine del sisma, avvenuto sul margine occidentale dell’arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. «Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità», ha detto il sismologo dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato.
Gabrielli: non era una scossa di assestamento. La violenta scossa di terremoto che si è abbattutta oggi alle 9 sull’Emilia «non è stata una scossa di assestamento, ma un nuovo terremoto», indipendente cioè da quello altrettanto violento che si è verificato il 20 maggio sempre in Emilia. È quanto ha precisato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, nel corso del summit sull’emergenza sisma appena conclusosi nel centro provinciale della protezione civile di Modena, a Marzaglia. Il fatto è stato poi confermato da Catricalà in Senato. «Dobbiamo riazzerare le lancette» ha aggiunto Gabrielli, rimarcando che la priorità al momento è «il soccorso ai dispersi». Quanto alle vittime, secondo Gabrielli «il bilancio finale non sarà insignificante». Intanto si teme per le sorti di altre 4 o 5 persone di cui non si ha più notizia.
Numero per le donazioni. Da ieri, come preannunciato da Gabrielli, è attivo il numero telefonico 45500 per inviare sms di solidarietà a favore delle popolazioni terremotate dell’Emilia. In questo modo si potrà donare 2 euro per ogni sms inviato.
Trasporti. Sono state riaperte tutte linee ferroviarie interessate dal terremoto. Sta tornando alla normalità la circolazione dei treni sulla Bologna-Verona, Bologna-Padova, Bologna-Piacenza e Verona-Modena. Lo rendono noto le Ferrovie dello Stato. Il transito dei convogli, che in alcuni tratti procede a velocità ridotta, è stato sospeso per circa 30 minuti per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture e i necessari controlli a seguito della scossa tellurica. Nessuna conseguenza per la circolazione sulla rete autostradale. Lo rende noto Autostrade per l’Italia, aggiungendo che immediatamente dopo la scossa tellurica sono state attivate le procedure di verifica dell’ infrastruttura.
   A Milano numerosi palazzi del centro, compresa la sede della Regione Lombardia, il cosiddetto Pirellone, sono stati fatti evacuare per ragioni di sicurezza poco dopo la scossa. Evacuati anche molti uffici nell’hinterland.
   Dalla Toscana alla Val d’Aosta. La scossa è stata avvertita forte anche a Firenze. In molte scuole fiorentine è scoppiato il panico, sono state interrotte le lezioni e sono stati predisposti i piani di evacuazione, la gente è scesa nelle strade. Dopo la seconda scossa di terremoto, avvertita distintamente in tutta la città, per precauzione è stato evacuato il nuovo Palazzo di giustizia che sorge nell’area di Novoli.

   Ad Aosta alcuni piani del palazzo regionale sono stati evacuati a scopo precauzionale. Il sisma è stato avvertito anche in Trentino, in modo particolare ai piani alti degli edifici. Evacuati anche qui uffici e scuole, così come a Genova e nel levante ligure. Molte sono state le chiamate al centralino della centrale 115 dei vigili del fuoco da parte di cittadini allarmati. Telefoni in tilt anche in Umbria e Marche.
Martedì 29 Maggio 2012 – 09:23 – Ultimo aggiornamento: 21:38 (da “IL MESSAGGERO.IT)

 ………………………………….

NUOVA TREMENDA SCOSSA, IL SISMOLOGO: “PROBABILE ROTTURA DI UN’ALTRA FAGLIA”

da “il Resto del Carlino.it di Modena” del 29/5/2012

– Il sisma, infatti, è avvenuto sul margine occidentale dell’arco di 40 chilometri attivato il 20 maggio scorso, quando invece più colpito era stato il lato orientale. Boschi: “Scosse continueranno per settimane” –

Modena, 29 maggio 2012 – Secondo il sismologo dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato, potrebbe essere stata la rottura di una nuova faglia a determinare il terremoto di magnitudo 5,8 che ha sconvolto questa mattina l’Emilia.

   Il sisma è avvenuto sul margine occidentale dell’arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso. Allora, le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. “Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità”.

“Quest’ultima forte scossa non e’ legata direttamente a quella avvertita nei giorni scorsi in Emilia, ma nasce indubbiamente dalla stessa realtà dinamica della zona: sono conseguenze dello stato di tensione e di sforzo in cui si trova questa regione, determinata dalla dinamica dell’interno della Terra e della crosta terrestre che è in continua evoluzione e crea situazioni del genere”. E’ quanto spiega il sismologo Enzo Boschi, raggiunto dall’Adnkronos a Bologna, dove ha avvertito chiaramente la scossa che questa mattina ha avuto nuovamente come epicentro la provincia di Modena.

   “In genere, dopo una forte scossa, si registrano solo scosse di assestamento – premette Boschi – Ma in Italia è già successo che due scosse forti, più o meno della stessa entità, si siano registrate a distanza di pochi giorni, basti ricordare il terremoto in Umbria. E in Friuli si registrarono a distanza di pochi mesi. Quindi non si può escludere neanche questa volta, in Emilia. Il sistema libera energia: può farlo in un solo colpo, in più di uno oppure in piccole fasi successive”.

   Quanto al terremoto avvertito ieri mattina un pò in tutto il Centro-Nord, per Boschi “è normale che le scosse si avvertano anche in un raggio molto esteso, da Milano a Bolzano o a Firenze: questo non deve meravigliare. Ancora non siamo in grado di quantificare le scosse che si succederanno in quella zona. Penso che continueremo ancora, almeno per settimane, a osservare scosse successive, come spesso succede in questi casi. Quello che è di particolare interesse – sottolinea il sismologo – è che anche la scossa di oggi, di magnitudo 5.8, non abbia superato quota 6, a conferma di quanto abbiamo sempre pensato con un certo margine di confidenza e che cioè in queste zone si possono generare terremoti al massimo di magnitudo 6 ma non oltre”.

………………………..

MUORE PER SALVARE LA STATUA DELLA MADONNA – ROVERETO SUL SECCHIA PIANGE IL SUO PARROCO

– Don Ivan Martini, 65 anni, ha perso la vita nella sua chiesa crollata, Santa Caterina, mentre cercava di mettere al sicuro gli arredi. Illesi i vigili del fuoco che erano con lui –

da “LA REPUBBLICA.IT” del 29/5/2012

ROVERETO SUL SECCHIA – Un prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell’architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, è come se fosse un pezzo del paese.

   Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto, uno dei paesi della Bassa modenese maggiormente colpita dal sisma, è morto in mattinata nella sua chiesa crollata. Proprio come i due frati di Assisi (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw), morti il 26 settembre 1997 insieme a due funzionari della soprintendenza delle Belle arti (Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci) sepolti dagli affreschi di una delle chiese più belle del mondo crollati durante un sopralluogo all’altare maggiore.
Don Ivan voleva bene alla sua chiesa e a ciò che c’era dentro. La parrocchia di Santa Caterina era stata danneggiata e resa inagibile dal precedente sisma, ma si doveva fare un sopralluogo per salvare un po’ di arredi che c’erano dentro. Così stamattina, accompagnato da due vigili del fuoco, è entrato nella chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. E’ lì che il forte terremoto lo ha sorpreso. Don Ivan è stato colpito dal crollo, di una pietra o di una trave, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due vigili del fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo.
Don Ivan, di origini cremonesi, era attivo nella diocesi di Carpi dal 1985, era stato parroco di Budrione e Migliarina e dal 2003 era arciprete parroco a Rovereto sul Secchia, frazione di Novi di Modena. Era noto anche per il suo impegno pastorale fra i carcerati e collaborava col cappellano del carcere di S. Anna di Modena.
Rovereto così, in mezzo a tanti danni riportati dalle strutture, piange la sua unica vittima, il suo parroco, al quale il paese voleva bene. Non è per niente facile fare il prete fra comunisti e immigrati che chiamano Dio con un altro nome. “Don Ivan era uno veramente in gamba”, racconta un suo parrocchiano, accompagnando l’elogio ad un gesto esplicito, ma non certo irrispettoso, che descrive il coraggio col quale esercitava la sua missione.
E’ rimasto ferito, invece, un altro parroco che è stato coinvolto da un crollo nel duomo di Carpi. In un primo momento si era temuto per la sua vita, si era addirittura diffusa la notizia della sua morte. In realtà ha riportato solamente qualche lieve danno fisico e una grandissima paura, come il resto dei suoi parrocchiani.

 …………………………….

TERREMOTO EMILIA: “COLPA DI NUOVE COLLINE NON ANCORA EMERSE IN PIANURA PADANA”

– All’origine delle scosse degli ultimi 10 giorni, secondo Concetta Nostro (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), un processo di deformazione ancora coperto. “Non è la stessa faglia del 20 maggio, un fenomeno simile a quello dell’Aquila” –

di Luigi Franco | Emilia Romagna | 29 maggio 2012

da “IL FATTO QUOTIDIANO” –  http://www.ilfattoquotidiano.it/

   L’Emilia Romagna ancora colpita dal terremoto. Nove giorni dopo la prima scossa di magnitudo 5,9 che alle 4 di mattino ha svegliato tutta l’Italia settentrionale, oggi altre tre scosse hanno superato il grado 5: quella più forte, alle 9, di magnitudo 5,8.

   La nuova sequenza sismica non si è originata lungo la stessa faglia del 20 maggio. “Da stamattina si è attivata una struttura un po’ più a ovest”, spiega Concetta Nostro, sismologa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Un fenomeno simile è successo anche all’Aquila, dove gli eventi sismici del 6, 7 e 9 aprile 2009 hanno interessato tre diverse strutture”.

   “In Emilia Romagna – spiega Nostro – i sismi del 20 maggio hanno rotto delle faglie e rilasciato l’energia che poi si è propagata verso ovest, provocando la struttura delle strutture adiacenti”. Da qui le nuove scosse di oggi, rappresentate con il colore viola nella figura pubblicata dall’Ingv a questo link: la struttura interessata dalla sequenza odierna è accanto a quella all’origine del terremoto di nove giorni fa (colore giallo). In passato, tra l’attivazione di una struttura e di quelle adiacenti sono passati anche mesi: “In Friuli – ricorda la sismologa – il primo terremoto del maggio 1976 fu seguito da altri tre sismi di energia confrontabile: a settembre dello stesso anno, poi a maggio e settembre del 1977”.

   All’origine dei terremoti in Emilia Romagna – continua Nostro – c’è “un processo di deformazione che è coperto dalla Pianura Padana: la nascita di una serie di nuove piccole colline non ancora emerse e quindi non ancora visibili”. Le energie in gioco nei sismi di questi giorni sono quelle che gli scienziati si aspettano in base alla mappa di pericolosità sismica, dove all’Emilia Romagna è attribuito un livello di pericolosità media. “Nella stessa zona si sono verificati terremoti anche nel 1570 e nel 1639 – spiega la sismologa – In quei casi la magnitudo fu simile a quelle registrate ora, almeno secondo le stime fatte in base ai danni rilevati allora”.

   Anche se la Pianura Padana non è una delle zone più a rischio, tutta l’Italia è sismica. “Zone come l’Irpinia e l’arco calabro sono ad alta pericolosità: lì i terremoti possono essere ancora più forti e devastanti”.

Ai morti e ai crolli nella zona di Modena si aggiunge la paura a molti chilometri di distanza: i palazzi hanno tremato in tutte le città del Nord, come Milano, dove alcuni uffici sono stati momentaneamente evacuati.

   “Il capoluogo lombardo – dice Nostro – è in una zona considerata a bassa pericolosità sismica e nella storia è stata colpita da pochi terremoti epicentrali. Ma può risentire di terremoti in zone adiacenti a pericolosità maggiore, come ad esempio il Veneto o proprio l’Emilia Romagna”.

   Impossibile fare previsioni su che cosa accadrà nei prossimi giorni. E’ probabile che continueranno le cosiddette scosse di assestamento, ma non si può dire nulla sull’eventuale attivazione di altre strutture adiacenti. I consigli utili sono i soliti: “Lavorare sulla prevenzione. E nelle zone colpite essere prudenti e seguire le indicazioni della Protezione civile che è presente sul posto”.

 ………………………………

LA MOBILITAZIONE CONTRO IL 2 GIUGNO – “DESTINATE QUEI SOLDI AI TERREMOTATI” – NAPOLITANO: LA PARATA SARÀ SOBRIA

da “LA STAMPA.IT” del 29/5/2012

– Da Twitter alla politica rimbalza l’appello per annullare la festa Il Colle: celebrazione dedicata alle vittime del terremoto –

   Migliaia di firme per chiedere lo stop della parata del 2 giugno in segno di rispetto per i terremotati. L’appello «#no2giugno» corre su Twitter, e rimbalza tra i profili fino ad entrare nei “trending topics”, la classifica dei temi caldi della rete.

   Ma l’iniziativa si allarga e viene sposata anche dalla politica finché, in serata, Giorgio Napolitano annuncia: «Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perchèla Repubblica deve dare conferma della sua vitalità,forza democratica,serenità e fermezza con cui affronta le sfide».
La mobilitazione era iniziata in mattinata sulla rete. «Chiediamo al Presidente della Repubblica di annullare la parata militare a Roma – si legge in uno dei messaggi che stanno girando in queste ore – Chiediamo al Papa di annullare il viaggio a Milano. Chiediamo di destinare tutti quei soldi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Basta buttare via i nostri soldi per cose inutili, rimetteteli davvero a disposizione del paese e dei suoi cittadini».
All’appello hanno risposto «presente» le forze politiche dell’opposizione, dalla Lega all’Idv fino ai partiti della sinistra. Il ministro dell’Ambiente Clini è scettico: «Non so se la soppressione della parata può avere un effetto positivo».

   Secondo i calcoli del quotidiano online “Il futurista” le celebrazioni a Roma costerebbero fino a 3 milioni di euro. «Il quesito che viene posto va rispettato ma solo il presidente della Repubblica può decidere» apre il sindaco di Roma Gianni Alemanno. In serata, la decisione del Colle.

……………………..

nuovo terremoto in Emilia – LA MAPPA DELL’EPICENTRO – cliccare sull’immagine per ingradirla
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...