ISLOMANIA: una malattia tipicamente greca – Fenomeno di DEURBANIZZAZIONE in Grecia

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Articolo di LAURA EDGARDA LOMBARDI

Chi è stato in Grecia per un determinato periodo di tempo e ha avuto a che fare con i greci, sa che la maggior parte delle persone che vivono nelle grandi città del continente (Atene, Salonicco, Patrasso, Larissa e Volos) sono seconde o terze generazioni di isolani, provenienti dalle “sperdute”isole greche.

Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, molti greci abbandonavano la vita tranquilla e rurale delle isole per cercare fortuna nelle grandi città.

In questi anni di crisi economica, i loro figli e nipoti stanno affrontando un percorso inverso: dalla città, in cui ora è diventato impossibile vivere a causa della crisi economica – visto che come dicono i dati di gennaio il 48% dei greci sotto i 25 anni è disoccupato1 – vanno a vivere nelle isole che i loro stessi antenati avevano abbandonato.

Uno studio della Kapa Research2 – hanno intervistato 1286 residenti a Salonicco ed Atene – ha dimostrato che 7 persone su 10 desidera spostarsi in altre province per iniziare una nuova vita, la maggior parte di loro per lavorare nel campo dell’agricoltura, coltivando olive, producendo olio oppure per vendere prodotti agricoli e il rimanente per lavorare nel settore turistico o culturale.

Negli ultimi anni i greci stanno riscoprendo le isole come luoghi dove andare a vivere dignitosamente perché garantiscono più possibilità di sopravvivenza delle città che nei decenni passati, erano state mete dei flussi di immigrazione interna. I cittadini, che fino a poco tempo fa, dicevano di andare nelle isole a “civilizzare” gli isolani esclusi dalla modernità ora tornano nelle isole per vivere da isolani, cercando uno stile di vita più economico, semplice e naturale3

Lawrence Durell, nel suo Riflessioni su una Venere marina (Foto1953) parlava di una malattia, l’ISLOMANIA, descritta da Gideon, non classificata dalla scienza medica ufficiale che intossica e affligge lo spirito, per cui le persone trovano qualcosa di irresistibile nelle isole (anche lui, parlava di isole greche…) Questa malattia, da cui anch’io sono stata contagiata un paio di anni fa, porta a vedere le isole come luoghi paradisiaci, di cui si vedono solamente gli aspetti buoni. Si ricordano solamente la spiaggia, il mare tranquillo, il senso di protezione e sicurezza di vivere in una comunità piccola, la natura in molte parti incontaminata, ma mai il senso di noia, il bisogno di adattare i propri interessi a quel poco che di solito offre un’isola e alla sensazione di sentirsi in gabbia durante il periodo invernale perché il mare mosso e il vento spesso non permettono a navi ed aerei di partire.

Le isole sono molto cambiate rispetto ai tempi di Durrel: i greci che ad esempio, decideranno di trasferirsi nell’Egeo troveranno i dipartimenti universitari dell’università dell’Egeo ( università multi-campus con sedi nelle isole di Lesvos, Chios, Samos, Rodi e Syros), giovani in servizio militare che credono di essere in punizione perché sono mandati in isole di confine a centinaia di chilometri di distanza dai loro cari, immigrati che hanno attraversato su navi improbabili il mare per arrivare in Europa e turisti per la maggior parte di origine tedesca o belga. Il fenomeno della deurbanizzazione in Grecia ha quindi delle caratteristiche fondamentalmente diverse da quello che avviene in Italia: oltre a una migliore qualità della vita si possono trovare quali tutti i comfort della vita di città. 

Che il 2012 permetterà di raccogliere qualche dato in più sull’islomania in Grecia?

Laura Edgarda Lombardi

1A. Papapostolou, Youth Dream of Emigration; Few Do It in Greek Reporter, http://greece.greekreporter.com/2012/04/29/youth-dream-of-emigration-few-do-it/

2Ansamed, Crisis: More Greeks drawn by village life, survey says http://ansamed.ansa.it/ansamed/en/news/nations/greece/2012/03/28/visualizza_new.html_157851340.html 28.03.2012

3A.Dabilis, Greeks Giving Up on Cities, Heading Back to Villages in Greek Reporter

http://greece.greekreporter.com/2012/03/28/greeks-giving-up-on-cities-heading-back-to-villages/

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