Focus GRECIA: storia e tradizioni musicali

In questo post sono raccolti due contributi di LAURA EDGARDA LOMBARDI che parlano della Grecia, raccontando il suo passato legame con l’Italia durante  l’occupazione nel Dodecanneso ed il suono della musica Rebetika, riproposto anche da Vinicio Capossela nel suo ultimo album.

L’OCCUPAZIONE ITALIANA IN GRECIA. UN SENSO DI FRATELLANZA?

L’occupazione italiana in Grecia nel Dodecaneso duro’ dal 1912 al 1947, e interesso’ le isole di Stampalia, Scarpanto, Caso, Piscopi, Nisiro, Calino, Lero, Patmo, Coo, Simi, Calchi e Rodi.

Di questa occupazione, la traccia piu’ evidente rimasta nella cultura greca è la frase “una faccia, una razza”, a indicare che le due culture sono molto simili.

Doumanis in Myth and Memory in the Mediterranean (1997) esplora il mito dell’umanità italiana. Nel Dodecaneso, la locale espressione di “gente “, riferita agli Italiani corrisponde al mito internazionale che vede gli Italiani molto più’ umani di altre culture nazionali, in rapporto ad altre nazioni occupanti come i Turchi e i Tedeschi,  reputandoli molto più’ compassionevoli e civili.   Nel Dodecaneso, gli occupanti Italiani erano ricordati come “buoni”( itan kali) e  “civilizzati” (politismeni), perchè trattavano gli isolani con cortesia e rispetto. Le testimonianze orali, descrivono le relazioni tra Greci e Italiani come amichevoli,  hanno dato frutto a matrimoni e hanno permesso hai locali di percepire una corrispondenza di valori tra occupanti e occupati.

Copertina del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores

Il film Mediterraneo del 1991 di Salvatores, parla dell’occupazione italiana di una piccola isola dell’Egeo, da parte di un manipolo di soldati.  Il film è stato girato a Megisti, a sud-est di Rodi. All’inizio appare la citazione di Laborit “ In tempi come questi, la fuga  è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare” ed è dedicata alla generazione degli anni ’90, orfana di un impegno politico, con il bisogno di figure carismatiche da seguire e nuove forme di interiorità da esplorare. Al loro arrivo l’isola appare disabitata e si rivelano inadatti al compito militare a loro affidato. Sfruttando l’isolamento geografico, l’impossibilità di comunicazione con il comando dovuta alla radio in avaria, si dedicano ad attività del tutto estranee  alla guerra. Gli isolani, popolazione composta principalmente da donne, bambini, vecchi e da un prete ortodosso, ricompare all’improvviso e inizia a stringere relazioni con il plotone italiano.

Plotone italiano del film Mediterraneo

La loro vita trascorre in questo modo  fino a che un giorno, tre anni dopo lo sbarco del plotone italiano nell’isola, un aereo da ricognizione italiano è costretto a compiere un atterraggio d’emergenza sull’isola e il pilota comunica la notizia dell’armistizio di Cassibile, siglato il 3 settembre 1943 ed entrato in vigore l8 settembre 1943 con il quale  gli Italiani si arrendevano agli alleati Anglo – Americani.

 

IL REBETIKO: UN GENERE MUSICALE GEOGRAFICO

L’anno scorso, Vinicio Caposela ha pubblicato un cd dal titolo Rebetiko Mou, in onore di questo genere musicale urbano, il Rebetiko. Mentre il mondo intero, segue le vicende economiche della Grecia, questo cantate ha deciso di rendere omaggio alla nazione che è la culla cultura della civiltà occidentale. Nel genere musicale Rebetiko, vengono utilizzati diversi strumenti musicali, il cui principale è il Bouzouki. L’origine del nome di questo genere musicale non  è chiara.

In questo post, vorrei delineare la storia del rebetiko, in particolare seguendo la cronologia dei cantanti.

Le prime canzoni rebetika trattano principalmente della violazione della legge, dei gesti d’amore, di droga, di prigione e di immigrazione, sull’hashis, fumerie d’oppio e narghiles. Le condizioni di vita in Grecia, negli anni ’20 del secolo scorso, sono determinate da fattori quali l’immigrazione interna ed esterna, e dalla catastrofe dell’Asia Minore nel 1922.  Le canzoni dei rifugiati, nate dalla catastrofe dell’Asia Minore, in combinazione con le canzoni popolari, le canzoni delle isole e gli altri tipi di musica di cui sopra diventano il substrato che mentre l’elemento sociale è limitata nel contenuto.  In questo periodo il più’ famoso cantante di rebetika è Markos Vamvakaris.   Nel 1937 Vasilis Tsitsanis appare così come Manolis Hiotis, quasi nello stesso periodo. Nel 1936 la censura imposta dal regime Metaxa sulla canzone “Varvara” di Tountas, l’anno successivo una censura generalizzata trova nel Rebetiko  la sua vittima. Il contenuto cambia necessariamente.

Markos Vamvakaris

Le canzoni scritte durante l’occupazione, non vengono registrate perché le fabbriche restano chiuse fino al 1946. Da allora, Titanismo Vasilis insieme a Marika Ninou, Manolis Hiotis, Giorgos Mitsakis, Giannis Papaioannou dominano la scena. Ma la maggior parte dei vecchi rebetes vengono spinti fuori dalle luci della ribalta. Durante l’occupazione, molti dei compositori Smyrniot (ad esempio Panagiotis Tountas) muoiono, ma altri, quelli che rappresentano lo stile Pireo, sono vivi e cercano di guadagnarsi da vivere con difficoltà. Markos Vamvakaris cita nella sua autobiografia che “aveva l’abitudine di andare a tutte le isole e le feste”. Nuovi importanti cantanti appaiono nel 1940 come Sotiria Mpellou e nel 1950 Stelios Kazantzides e Grigoris Bithikotsis. Il Rebetiko causa sempre maggiore sensazione nella popolazione. Ciò si traduce espandendo i suoi argomenti e il cambiamento dei luoghi in cui è ascoltato. La maggior parte dei ricercatori concludono che il Rebetiko è morto nella metà del 1950.

Nel 1960 il  Rebetiko rivive come un fantasma. Gli articoli e tutti gli sforzi vivaci di alcuni studenti, hanno avuto come risultato che le case discografiche registrassero nuove canzoni di  rebetika. Fra i più vecchi vengono registrati anche Grigoris Bithikotsis e Sotiria Bellou. I rebetes (i cantanti di rebetika), come ad esempio Markos e Stratos, hanno ottenuto nuovi successi nei luoghi di intrattenimento. Nel frattempo, serate musicali con canzoni rebetika hanno iniziato ad essere organizzate,  soprattutto tra studenti, che hanno avuto l’opportunità di incontrare vecchi cantanti rebetes. Nel 1961 Hristianopoulos fa circolare un saggio che gli rivendica il titolo triplo d’onore: per la prima letteratura rebetika, per la prima antologia di Rebetika versificazione e, per quanto riguarda la sua forma ristampato è interessato, per la prima monografia su tale materia. Nel 1968 Elias Petropoulos fa circolare il libro ‘”Canzoni di Rebetika”. Questo è stato il libro che ha stabilito il termine “rebetika” riguardo queste canzoni.

Locandina del film Rembetiko

Basato su una storia vera, il film Rebetiko è stato diretto dal regista  Costas Ferris e prodotto nel 1983. Questo dramma musicale parla della vita della cantante Marika Ninou a partire dalla sua nascita a Smirne (Turchia) nel 1917.  Parallelamente descrive la storia della Grecia e del genere musicale Rebetiko.  Marika fu deportata in Grecia insieme a tutti gli altri Greci di Smirne in Grecia quando aveva sette anni, e dopo pochi anni con loro hanno iniziato una carriera come musicista e cantante in un night club/bar.   Nel breve spazio di un decennio, Marika diventa testimone dell’omicidio di sua madre da parte di suo padre.  Scappata da casa, inizia una relazione con un amico musicista suonatore di bouzouki, Babis, da cui ha un bambino. Alla fine il successo arriva  ma poi il compagno di Marika è esiliato per motivi politici, e le loro strade si dividono. Durante la seconda guerra mondiale, Marika parte per l’America in tour.

Per una storia completa di questo genere musicale, vi consiglio il sito internet :

http://www.rebetiko.gr/

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