IL DOCUMENTARIO SU ALEX: vita e opere di ALEXANDER LANGER raccontate da LA STORIA SIAMO NOI (Rai 1) – Un modo intenso di vivere l’Europa unita (e anche il mondo) oltre ogni egoismo e chiusura – Strumenti e modi possibili per vivere oggi e domani la convivenza e la conoscenza di altre culture

Alexander Langer
Alexander Langer

   Raccontare e parlare della figura di Alexander Langer è cosa difficile, ma utile per chi non lo ha conosciuto (i più giovani, ma non solo) che, se lo avessero conosciuto, è sicuro si sarebbero innamorati della sua capacità di essere un “portatore di speranza”, anche sostenuta (questa capacità) da una connaturata gentilezza e disponibilità di Langer ad ascoltare “l’altro”, cioè chiunque da lui cercasse consiglio, un’opinione, un metodo per fare qualcosa di utile per la propria comunità.

   Pertanto, proprio a chi Langer non lo ha conosciuto, qualcosa di positivo può dare della sua figura personale, politica, storica, il documentario di RAI 1 contenuto nel programma LA STORIA SIAMO NOI mandato in onda lunedì mattina 27 maggio ( e sarà in replica a Dixit sul canale Raistoria venerdì 7 giugno alle ore 22 e l’11 giugno alle ore 16), e che forse (se non sarà cancellato) potete anche veder in questo link:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-11d1ae22-ea35-4b75-875f-668c1b839db3.html

alex langer

   E’ questo un interessante e anche commovente ricordo che in questi giorni la RAI dedica ad Alexander Langer, ma va detto che esso (documentario) non può essere esaustivo come rappresentazione della figura e “delle opere” di Alex (così veniva chiamato un po’ da tutti, dai diplomatici e membri del Parlamento europeo che ne apprezzavano le sua capacità, che da chiunque egli incontrasse e conoscesse nei suoi continui viaggi). Non può essere esaustivo il documentario data la complessità e il pathos del personaggio, che racchiudeva in se caratteristiche di uomo gentile e attento con “vero interesse” a chiunque li si avvicinava; di politico di grande capacità, tra l’altro esperto di legislazioni europee, dei meccanismi istituzionali internazionali; che parlava diverse lingue; visionario del futuro ma immerso nelle problematiche del presente; e sempre attento a conservare sincerità e onestà e rispetto; di cultore di appartenenze a mondi diversi, dato da un propensione ad approcciarsi a chiunque nella lingua-madre parlata dall’altro… Ebbene tentare una rappresentazione di Alexander Langer in un documentario di poco meno di 50 minuti è comunque impresa nobile e utile.

   Il fatto che Langer fosse “un operativo”, sempre in viaggio da una parte all’altra dell’Europa (e non solo), scrivendo articoli legati alla necessità di soluzioni a questioni gravi del momento (pensiamo come egli abbia vissuto drammaticamente, immergendosene, nella guerra civile balcanica dall’autunno del 1991 con la frammentazione della ex Iugoslavia fin su ai drammatici eventi conclusisi in quattro anni di carneficine poco dopo la sua morte avvenuta il 3 luglio 1995 (togliendosi la vita a Pian dei Giullari nella collina sopra Firenze…)… Il fatto che Langer fosse un “operativo” e abbia avuto poco tempo (forse niente) per scrivere e approfondire oltre i suoi articoli e le sue continue iniziative atte a creare “ponti” tra persone e popoli che si contrapponevano… tutto questo ci lascia poco di documentaristico, per le future generazioni, del suo immenso lavoro.

   Ancora non si è fatta chiarezza del “messaggio che rimane” nel percorse di vita di Alexander Langer che possa essere utile, adesso e in futuro, nell’operare comunitario che ciascuno, lo voglia o meno, ha in ogni forma nella quale si realizza la sua giornata. Per questo conoscere la vita di Langer e prenderne positivo spunto è un arricchimento notevole.

   Un blog geografico che vorrebbe interessarsi di “Europa e convivenza”, di “problematiche ambientali mondiali e locali”, di sviluppo sostenibile diffuso, di una comunicazione sempre più positiva tra le persone, i popoli che non si conoscono ancora abbastanza…. un blog come il nostro deve molto alle aperture culturali, politiche, che Alexander Langer ha saputo interpretare, capire e praticare delle soluzioni. Per questo vi invitiamo a vedere il documentario de “la storia siamo noi”, con tutti i limiti che esso possa avere. Ma se non altro può essere un inizio di approfondimento, uno strumento di buona azione “geografica” (perché la conoscenza del mondo porta sempre a buone cose). s.m.

un progetto in corso di fare un fumetto sulla storia, il pensiero e le opere di Alexander Langer, da parte di Nicola Gobbi e Jacopo Frey
un progetto in corso di fare un fumetto sulla storia, il pensiero e le opere di Alexander Langer, da parte di Nicola Gobbi e Jacopo Frey

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Per ALEX

(dalla Rubrica “Piccola Posta” di ADRIANO SOFRI su IL FOGLIO del 29/5/2013)

   Lunedì mattina “La storia siamo noi”, il prezioso programma di Giovanni Minoli, ha trasmesso su Rai Uno una puntata dedicata ad Alexander Langer. L’autrice, Cristina Fratelloni, ha raccolto con un’attenzione  affettuosa i documenti del lungo tenace viaggio di Alex, e le testimonianze di alcune delle innumerevoli persone che vi si incontrarono.

   Innumerevoli, davvero, perché Alex non si rassegnò a dare un limite ai suoi incontri ai suoi scambi, alle sue dedizioni. “Tutti”, era il suo impegno fin dalle prove dell’adolescenza. Sotto un simile impegno non si può che vacillare e alla fine cadere.

   La trasmissione ha mostrato le tappe di un itinerario che contiene una quantità di mutamenti, ma serba  una sorprendente fedeltà all’esordio. Alla renitenza ai confini che dividono, e alla passione per i confini in cui ci si incontra e si fraternizza e ci si scambia bandiere, desideri, fatiche.
Ponti da costruire e muri da abbattere, traduzioni da una lingua all’altra, da una sponda all’altra -come san Cristoforo, il traghettatore del bambino che si fa sempre più pesante sulla sua spalla, e tradimenti consapevoli e dichiarati delle identità in cui si vuole chiudere le persone per paura o ostilità agli altri, come nel censimento etnico indetto nella civile Bolzano-Bozen, e che si usò per estromettere il renitente Alex dalla candidatura a sindaco.

   Fu rivoluzionario di sinistra, Alex, a modo suo, per continuare quello che già aveva cominciato nel suo territorio di frontiere, e fu introduttore e pensatore della conversione ecologica dopo, non accettando di metter fine all’impegno militante quando se ne svelò il limite raggiunto, e di passare a vita privata.

SAN CRISTOFORO porta in spalla GESU' per attraversare il fiume
SAN CRISTOFORO porta in spalla GESU’ per attraversare il fiume

   E l’impegno per la pace, drammaticamente messo alla prova, quanto al ripudio assoluto di ogni impiego della forza internazionale a soccorso delle persone e dei popoli, e del diritto, dalla catastrofe così europea della ex-Jugoslavia.
Il programma ricorda la precipitazione della strage di Tuzla, città conviviale e ad Alex specialmente cara, e l’impulso che gliene venne -ma non fu che l’ultimo impulso dopo tanti mesi e ormai anni sofferti- a chiedere che si cessasse con l’omissione di soccorso.

   Pensò che allora la misura fosse stata troppo oltrepassata, e non vide, di lì a poco, la moltiplicazione dell’orrore e della viltà nel genocidio di Srebrenica. In fuga da quella città di sterminio, una ragazza scelse di fermarsi, di togliersi le scarpe, e di appendersi a un albero di montagna.

   Alex l’aveva fatto sulla collina fiorentina, nel paesaggio domestico e gentile della campagna, al ramo di un albicocco.
I testimoni ascoltati da Cristina Fratelloni hanno fatto bene a ricostruire anche le pene, le incomprensioni, le avversioni inspiegabili se non per il piccolo cinismo delle vanità, che si addensarono negli ultimi anni di militanza integra e generosa di Alex. Ho visto Reinhold Messner, suo amico grande, cedere per un momento al pianto a tanti anni da quel dolore.
Il fatto è che Alex fu molto amato e inutilmente -perché a quella gara non partecipava- avversato. Sabina, sua nipote, la cui voce è stata il filo che teneva insieme il racconto, ha spiegato di aver scoperto che cos’era Alex per gli altri in due circostanze. Al Parlamento europeo, dove salutava tutti sorridendo e tutti sorridendo lo ricambiavano, e l’ultimo degli Asburgo, l’imperatore mancato del mondo di ieri, riconosceva in lui una speranza per il mondo di domani.
E poi a Mostar, dove lei era arrivata volontaria e ignara, e il suo cognome le aveva spalancato le porte di un’umanità in cui Alex era di casa. Una volta avevo pensato che i nuovi ragazzi dovessero fare nuove magliette, e metterci su al posto che era stato onoratamente di Che Guevara, il corpo del ragazzo della Tien Anmen davanti alla bocca dei cannoni, o la faccia di lepre gentile intelligente e tenace di Alex.

   Un programma della mattina di Rai Uno è comunque il benvenuto.
Mi resta da dire che Alex, e tutti noi, in quella sua instancabile leggerezza di viaggiatore, di traduttore e di intralciatore a mani nude e alzate fra i furiosi, doveva tenere nascoste, come fa probabilmente ciascuno di noi –ma noi sorridiamo meno generosamente, e siamo meno pazienti, e cancelliamo più numeri dalla nostra agenda piena- fatiche e dolori intimi difficili da sostenere quanto e più delle guerre e delle umiliazioni  universali.

   Posti in cui riparare quando manca il respiro e ci si sente soffocare, cure vicine di cui si porta la responsabilità personale senza averla scelta, e perché sono le nostre, un rifiuto di ferire a costo di esserne feriti. Di questo nessuno può dire di sapere se non al paragone della propria intimità taciuta, e occorre ricordarlo solo per non ridurre le persone, gli altri, a una misura esteriore com’è anche la più nobile e degna e sentita delle esistenze militanti.

   Da Alex c’è tanto da imparare. E c’era e c’è da volergli bene, perché ne aveva bisogno, ne abbiamo bisogno. (Adriano Sofri)
// https://www.facebook.com/shares/view?id=10151398432501879

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LA STORIA SIAMO NOI SU RAI 1 RACCONTA ALEXANDER LANGER

   L’hanno definito “Il più impolitico dei politici”, ma anche il più coraggioso e il più generoso: lunedi 27 maggio alle 10 su Raiuno va in onda La storia siamo noi con “Alexander Langer: l’utopia concreta” (in replica a Dixit sul canale Raistoria venerdì 7 giugno alle ore 22 e l’11 giugno alle ore 16).

   Con le testimonianze, tra gli altri, di Massimo Cacciari, Reinhold Messner, Fabio Levi, Guido Viale, Marina Terragni, il fratello Peter, la nipote Sabina, la cognata Lidia, viene raccontata la vita di Langer, ecologista, pacifista, tra i fondatori di Lotta Continua, poi dei Verdi, che ha rappresentato due volte al Parlamento Europeo: un uomo senza patria e con molte patrie.

   Sudtirolese di Vipiteno, italiano di lingua tedesca, spende la vita per costruire ponti, unire popoli, creare un domani di pace e di confronto. Capisce prima di tutti che nell’89, con la caduta del muro di Berlino, era finito un mondo e che quanto stava accadendo nei Balcani, non era una guerra locale, ma un movimento sismico globale e perciò l’Europa non poteva far finta di niente. Comprende che solo una nuova politica ecologica, una conversione ambientale, potrà salvare il destino del pianeta e dei suoi abitanti. Langer intuisce tutto troppo in fretta. Viaggiatore instancabile, percorre milioni di chilometri per conoscere persone, nuove realtà, altri mondi. Fino a quando “più disperato che mai” decide di andarsene. A 49 anni, il 3 luglio 1995, si toglie la vita a Pian dei Giullari, appena fuori Firenze.

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VEDI LE INIZIATIVE CHE STA PORTANDO AVANTI LA FONDAZIONE “ALEXANDER LANGER” (con sede a Bolzano):

http://www.alexanderlanger.org/it

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L’EUROPA POSSIBILE DI ALEXANDER LANGER

By pepito sbarzeguti on May 24, 2011

(Jacopo Frey)

(….) L’Europa in cui viviamo effettivamente assomiglia alla “Fortezza Europa” di cui spesso si è parlato.

Lo sconforto aumenta se pensiamo che alla base dell’idea stessa di una Comunità Europea ci fu un ampio sforzo di intellettuali, militanti politici, che dedicarono le loro migliori energie per aprire la strada ad un’Europa unita che parlasse i linguaggi della pace, della convivenza e dell’incontro fra i popoli: pensiamo in questo senso ai fratelli Rosselli, ad Altiero Spinelli, che nel confino fascista scrisse il Manifesto per un’Europa libera e unita (più noto come Manifesto di Ventotene), o al pacifista Aldo Capitini e ai tanti altri che a questa idea cercarono di dare ‘anima e corpo’.

   Sebbene più contemporaneo, fra questi ‘europeisti’ possiamo inserire anche il sudtirolese Alexander Langer, militante pacifista e non violento, pioniere della politica ambientale e ‘padre nobile’ dei Verdi italiani, scomparso per suicidio nel 1995. Langer, pur non avendo mai partorito delle opere complete a livello teorico (i testi di riferimento sul suo pensiero sono difatti raccolte di scritti uscite postume), ha prodotto nel corso della sua vita una serie di articoli in cui più volte è tornato sull’idea di Europa: dalle aspirazioni di un ragazzo che nei primi anni Sessanta collaborava con i giornali studenteschi, agli interventi come europarlamentare alla fine degli anni Ottanta, si riaffaccia costantemente nelle sue parole l’idea di un’Europa che possa essere vera patria per tutti e che sia capace di garantire unità, rispetto per le differenze e aiuto, anche per il cosiddetto ‘Sud del Mondo’.

   La forza delle parole trovò un’ulteriore testimonianza nel suo faticoso impegno, purtroppo fallimentare, per la pacificazione del conflitto dei Balcani: l’ultima grande guerra che ha insanguinato l’Europa, in cui si è giocata la drammatica riconferma che l’Europa Unitaria non può che continuare ad essere che un’aspirazione e progetto di pace.

   Uno dei sui ultimi interventi, scritto nei giorni del drammatico assedio di Sarajevo, titolava per l’appunto: “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”. L’amara riflessione che da tale lettura ricaviamo è che lì l’Europa è morta e che oggi continua a morire con ogni respingimento di barcone dalla Tunisia.foto alex

   Ma noi, figli di un’istituzione e di un’idea morenti, possiamo ritrovare la speranza proprio in un suo scritto che risale, addirittura, al 1964; qui Langer ci offre uno scenario alternativo possibile: “la gioventù europea è l’unica che possa realizzare l’obiettivo dell’unione, perché dopotutto rappresenta la popolazione dell’Europa futura […].

   Il nostro atteggiamento nei confronti dell’Europa è spesso influenzato da posizioni oramai superate: dal nazionalismo, dal disinteresse, dalla chiusura (il nostro scarso interesse a conoscere i giovani di altri popoli), dal pessimismo e dal rifiuto. Dobbiamo superare queste barriere e aprirci in modo nuovo all’Europa, la nostra vera patria”.
Riferimenti utili:

Alexander Langer, Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, (a cura di Edi Rabini e Adriano Sofri), Palermo, Sellerio, 2011 [1^ed. 1996] Alexander Langer, La scelta della convivenza, Roma, Edizioni e/o, 1995 Fabio Levi, In viaggio con Alex. La vita e gli incontri di Alexander Langer (1946-1951), Milano, Feltrinelli, 2007 Giorgio Grimaldi, Alexander Langer: speranze e proposte per un’Europa federale, in www.giovanemissione.it

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ALEXANDER LANGER, IL FUMETTO SULLA SUA VITA. L’AMBIENTALISTA CHE VOLEVA LA PACE

di Martina Castigliani, 21/2/2013, “Il Fatto Quotidiano”

– Nicola Gobbi e Jacopo Frey, uno allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’altro studente di Storia all’Alma Mater, hanno vinto il premio Reality Draws per pubblicare la biografia del leader dei Verdi suicidatosi il 3 luglio del 1995. “Uomo di frontiera senza frontiere, vorremmo riuscire ad esprimere i suoi pensieri” –

   Raccontare la storia con un fumetto. È l’impresa che hanno scelto Jacopo Frey e Nicola Gobbi, studenti marchigiani a Bologna. Vincitori dell’edizione 2012 del concorso Reality Draws, sceneggiatore e disegnatore di 25 e 26 anni, hanno deciso di narrare la vita di Alexander Langer, pensatore e uomo politico del novecento italiano, anche se in pochi lo ricordano.

  alex Il Premio Reality Draws, promosso da Anci, Presidenza del Consiglio dei Ministri e comune di Ravenna, è una selezione nazionale per giovani talenti dell’arte del fumetto. Nato in collaborazione con importanti realtà italiane, da l’associazione Mirada al Centro Fumetto Andrea Pazienza, ha come obiettivo quello di mettere in luce giovani penne e matite pronte a raccontare storie con nuovi metodi narrativi. Frey e Gobbi, selezionati dopo un lungo percorso, ora hanno in mano un premio che vale una pubblicazione con la casa editrice Comma 22 e la possibilità di firmare una storia che in pochi sono riusciti a scrivere.

   “Abbiamo cominciato così, – racconta Gobbi, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, – studiando e analizzando i movimenti politici degli anni ‘70 e poi ci siamo imbattuti nella vita di Langer”. Un lungo percorso di studio e di approfondimento che ha accompagnato gli ultimi due anni dei ragazzi. “Il fumetto, – continua Gobbi, – è uno strumento narrativo che offre molte opportunità. La nostra intenzione è quella di mescolare due piani, da una parte le vicende storiche e politiche, dall’altra la vita personale dello stesso Langer”. E se in un libro tradizionale passare dall’esperienza istituzionale ai pensieri intimi rischia di essere un’impresa impossibile, diverso è il caso del fumetto dove con un disegno si aprono parentesi e piani paralleli: “Intendiamo muoverci per grandi aree tematiche, dal pacifismo, all’ambiente fino alla storia politica, ma con alcuni espedienti tecnici e fantastici cercheremo di illustrare anche il travaglio interiore del personaggio”.

   Alexander Langer, nato a Sterzing (Vipiteno), padre viennese e madre italiana, si ritrova a vivere immerso nelle vicende della questione altoatesina. Viaggiatore leggero e resistente mite. Così lo ricordano gli amici e compagni delle battaglie politiche, ma anche fondatore dei Verdi, ex attivista di Lotta Continua e studioso delle questioni interetniche. Alexander Langer è il convinto parlamentare europeo nella patria del particolarismo. “Ho studiato a lungo la storia e gli scritti di Langer, – aggiunge lo sceneggiatore Jacopo Frey, studente di Storia all’Università di Bologna, – e vorrei raccontarlo attraverso il fumetto proprio per rendere popolare una figura che nata come tale poi ha rischiato di divenire elitaria. Uomo di frontiera senza frontiere, vorremmo riuscire ad esprimere i suoi pensieri”.

   Far parlare Langer, con i silenzi, le riflessioni, ma anche le criticità e le contraddizioni. Un uomo del passato, che con la sua storia può rendere attuali battaglie di civiltà troppo presto abbandonate dalle classi dirigenti contemporanee. “La forza e la bellezza di Langer sono state quelle di essere un pioniere della questione ambientale e di averla posta facendone un programma politico mai disgiunto dal discorso sulla non violenza e la convivenza tra popoli”. Testimone attivo della storia, ha vissuto il ‘68 da giovane insegnante, militante di organizzazioni cattoliche e gruppi interetnici. “Quello che vogliamo raccontare, – continua Frey, – è proprio questa sua capacità dopo gli anni complessi del ‘68 di non chiudersi nel privato, ma di restare nel pubblico con un’attitudine costruttiva. Cercheremo di cominciare da lì, dalla capacità di affrontare quel momento non come un fallimento, ma un come punto di partenza”.

   Ma non ci sono solo i successi nella storia del viaggiatore leggero che cercava la pace. Ci sono coerenza, voglia di continuare e poi dolore e un peso che ad un certo punto non si riesce più a sopportare. Si uccide Langer, si uccide il 3 luglio del 1995 in Toscana e lascia orfani i militanti dei Verdi, ma anche tanti giovani che verranno dopo e che in quella fine disillusa vedranno infrangersi una vita che era esempio di speranza. “La sua storia, – concludono i due artisti, -è un cammino, un passaggio di interrogativi e nodi critici. Ha dovuto scontrarsi con la realtà da uomo politico e ha dovuto farlo più volte. Racconteremo quei punti proprio per stimolare domande in chi legge. Non abbiamo risposte, solo voglia di disegnare una storia dimenticata”. Il fumetto è ancora in costruzione, ma in quelle tavole non mancherà il racconto dell’adesione ai Verdi nonostante la diffidenza verso la forma partito o il voto a favore dell’intervento in Bosnia da parte della Nato. Tasselli della vita di Alexander Langer che più che punti neri, ne disegnano l’umanità. (Martina Castigliani)

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alexander langer
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