OCCUPAZIONE ITALIANA IN GRECIA – UN SENSO DI FRATELLANZA?

L’occupazione italiana in Grecia nel Dodecaneso duro’ dal 1912 al 1947, e interesso’ le isole di Stampalia, Scarpanto, Caso, Piscopi, Nisiro, Calino, Lero, Patmo, Coo, Simi, Calchi e Rodi.

Di questa occupazione, la traccia piu’ evidente rimasta nella cultura greca è la frase “una faccia, una razza”, a indicare che le due culture sono molto simili.

Doumanis in Myth and Memory in the Mediterranean (1997) esplora il mito dell’umanità italiana. Nel Dodecaneso, la locale espressione di “gente “, riferita agli Italiani corrisponde al mito internazionale che vede gli Italiani molto più’ umani di altre culture nazionali, in rapporto ad altre nazioni occupanti come i Turchi e i Tedeschi,  reputandoli molto più’ compassionevoli e civili.   Nel Dodecaneso, gli occupanti Italiani erano ricordati come “buoni”( itan kali) e  “civilizzati” (politismeni), perchè trattavano gli isolani con cortesia e rispetto. Le testimonianze orali, descrivono le relazioni tra Greci e Italiani come amichevoli, hanno dato frutto a matrimoni e hanno permesso hai locali di percepire una corrispondenza di valori tra occupanti e occupati.

Locandina del film  Mediterraneo
Locandina del film Mediterraneo

Il film Mediterraneo del 1991 di Salvatores, parla dell’occupazione italiana di una piccola isola dell’Egeo, da parte di un manipolo di soldati.  Il film è stato girato a Megisti, a sud-est di Rodi. All’inizio appare la citazione di Laborit “ In tempi come questi, la fuga  è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare” ed è dedicata alla generazione degli anni ’90, orfana di un impegno politico, con il bisogno di figure carismatiche da seguire e nuove forme di interiorità da esplorare. Al loro arrivo l’isola appare disabitata e si rivelano inadatti al compito militare a loro affidato. Sfruttando l’isolamento geografico, l’impossibilità di comunicazione con il comando dovuta alla radio in avaria, si dedicano ad attività del tutto estranee  alla guerra. Gli isolani, popolazione composta principalmente da donne, bambini, vecchi e da un prete ortodosso, ricompare all’improvviso e inizia a stringere relazioni con il plotone italiano.

La loro vita trascorre in questo modo  fino a che un giorno, tre anni dopo lo sbarco del plotone italiano nell’isola, un aereo da ricognizione italiano è costretto a compiere un atterraggio d’emergenza sull’isola e il pilota comunica la notizia dell’armistizio di Cassibile, siglato il 3 settembre 1943 ed entrato in vigore l8 settembre 1943 con il quale  gli Italiani si arrendevano agli alleati Anglo – Americani.

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