FAI (Fondo Ambiente Italiano), DOMENICA 13 OTTOBRE: RICORDATI DI SALVARE L’ITALIA!

la FAIMARATHON a FIRENZO dello scorso anno
la FAIMARATHON a FIRENZO dello scorso anno

TORNA LA FAIMARATHON, LA MARATONA CULTURALE DEL FAI

Domenica 13 ottobre potete contribuire a difendere l’arte, la natura e il paesaggio

   La Faimarathon non è una maratona sportiva, ma una passeggiata adatta a tutte le età tra le strade di oltre 90 città in tutta Italia, che svela chiese, palazzi, teatri, monumenti, luoghi d’interesse storico o artistico attraverso insoliti e interessanti itinerari.

   La Faimarathon è, quindi una maratona che si corre con gli occhi, l’occasione perfetta per riscoprire il nostro splendido Paese e i suoi tesori, un patrimonio d’arte e natura unico al mondo e una risorsa preziosa, il “motore” da cui far ripartire la nostra economia.

logo di FAIMARATHON 2013
logo di FAIMARATHON 2013

   La maratona culturale (quest’anno coinvolgerà 2mila volontari Fai) è un appuntamento della campagna nazionale di raccolta fondi FAI Ricordati di salvare l’Italia, che si terrà dal 7 al 27 ottobre 2013. Partecipando alla Faimarathon si potrà contribuire concretamente a difendere l’arte, la natura e il paesaggio italiano sostenendo il FAI – Fondo Ambiente Italiano.

   È possibile scoprire le città protagoniste della Faimarathon e iscriversi ora online (si risparmia), presso le Delegazioni FAI o direttamente nelle piazze prima della partenza.

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la FAIMARATHON (dello scorso anno) e la scoperta  delle MURA DI PADOVA
la FAIMARATHON (dello scorso anno) e la scoperta delle MURA DI PADOVA

DOMENICA 13 OTTOBRE 2013 TORNA LA FAIMARATHON IN PIU’ DI 90 CITTA’ ITALIANE

Partecipa all’unica maratona che si corre con gli occhi promossa da FAI e da Il Gioco del Lotto

Domenica 13 ottobre 2013 torna la FAIMARATHON, l’unica maratona che si corre con gli occhi organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in partnership con Il Gioco del Lotto.
Da oggi puoi scoprire tutte le città coinvolte, scegliere il tuo itinerario e iscriverti online risparmiando. Puoi anche avere la FAIMARATHON sul tuo smartphone con lApp gratuita per Iphone e Android.

La FAIMARATHON non è una maratona sportiva ma una passeggiata adatta a tutte le età tra le strade di oltre 90 città in tutta Italia, che svela chiese, palazzi, teatri, monumenti,luoghi d’interesse storico o artistico attraverso insoliti e interessanti itinerari.

La seconda edizione della FAIMARATHON quest’anno coinvolgerà 2mila volontari FAI.LOGO FAI

Partecipa alla FAIMARATHON: ci aiuti a salvare l’Italia

La FAIMARATHON è l’occasione perfetta per riscoprire il nostro splendido Paese e i suoi tesori, un patrimonio d’arte e natura unico al mondo e una risorsa preziosa, il “motore” da cui far ripartire la nostra economia. La maratona culturale è un appuntamento della campagna nazionale di raccolta fondi FAI “Ricordati di salvare l’Italia“.

Partecipando alla FAIMARATHON contribuirai concretamente a difendere l’arte, la natura e il paesaggio italiano sostenendo il FAI – Fondo Ambiente Italiano.

SCARICA L’APP

Utile, pratica, gratuita: è la nuova App FAIMARATHON disponibile per iPhone e Android. Con l’App potrai avere tutte le info in tempo reale sulla maratona culturale, navigare le mappe, iscriverti, sapere chi dei tuoi amici sta partecipando, seguire la FAIMARATHON anche sui social. Scarica l’App FAIMARATHON gratis: clicca qui

Iscriviti ora alla FAIMARATHON

Scopri le città protagoniste della FAIMARATHON e iscriviti ora online, risparmi! (Iscrizione singola € 5 anziché € 6, iscrizione di coppia o per una famiglia € 8 anziché 10). Puoi iscriverti anche presso le nostre Delegazioni FAI o direttamente nelle piazze prima della partenza.

» Trova il tuo itinerario

» Scarica l’App FAIMARATHON

» Il kit del maratoneta culturale 

FONDERIA SPAGNOLA, PALERMO,uno dei siti visitati da FAIMARATHON lo scorso anno
FONDERIA SPAGNOLA, PALERMO,uno dei siti visitati da FAIMARATHON lo scorso anno

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Vista dal-promontorio di PUNTA MESCO, LEVANTE, LIGURIA
Vista dal-promontorio di PUNTA MESCO, LEVANTE, LIGURIA

SALVARE L’ITALIA, SALVARE LE VIGNE

da “Il Corriere della Sera” del 7/10/2013

“Servono 40 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio italiano, prevenendo frane e inondazioni. Undici miliardi servirebbero solo per le emergenze. Ma ci sono solo 500 milioni”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando alla presentazione della campagna del Fai “Ricordati di salvare l’Italia”. L’ex ministro Corrado Clini era stato più pessimista dopo il terremoto in Emilia Romagna, nel 2012: “Sono necessari 41 miliardi in 15 anni”.

I dati riassunti dal Fai parlano da soli: “Il 10% della superficie italiana – circa 30mila chilometri quadrati – è a rischio idro-geologico: ultimi esempi in ordine di tempo sono le tragedie avvenute alle Cinque Terre, a Scaletta Zanclea, a Soverato”. Nonostante lo scarso impegno pubblico, si può fermare l’Italia del cemento, degli abusi, degli economostri anche in zone fluviali e marine, dei capannoni e delle terre abbandonate? La risposta del ministro Orlando è che “molto possono fare i privati, con campagne come quella del Fai”.  Il Fai ha avviato una raccolta fondi (via sms o chiamando il 45592) e ha organizzato per domenica prossima una “maratona con gli occhi”, visite a tesori ambientali e artistici in 90 città.

Quando non si ferma tutto per l’assenza di finanziamenti, ci pensa la burocrazia. Un intervento per tutti, quello del Fai a Punta Mesco, nel Parco delle Cinque Terre, un promontorio a picco sul mare ligure tra Levanto e Monterosso, paese compreso nella zona doc Cinque Terre e Cinque Terre Schiacchetrà. “Abbiamo ricevuto in dono 60 ettari con vigneti di Sciacchetrà e oliveti, una zona bellissima e difficile da coltivare – racconta Marco Magnifico, vice presidente del Fai – abbiamo iniziato a pulire ma poi ci siamo fermati perché la legge non consente di rimettere in sesto il territorio. E’ vietato. Il governatore Claudio Burlando non ci voleva credere. Così abbiamo dovuto trovare una via, una sorta di progetto pilota: on una convenzione regionale, si cercherà di dimostrare ovvietà, che rifare i muretti a secco, restaurare le case agricole e coltivare la terra abbandonata è utile”. Il piano-escamotage è stato firmato a luglio, a 4 anni dalla donazione della terra al Fai.

Sconfortante la descrizione del paesaggio italiano fatta da Andrea Caradini, presidente del Fai:

“Residenze per ricchi, dormitori per poveri, aree industriali, strade-mercato e villette hanno sepolto memoria e saperi dei luoghi e l’insieme di queste zone non formano più città ma localizzazioni di sistemi economici, che a macchia d’olio soffocano centri storici, privati della varietà tradizionale degli abitanti e degradati a riserve di storia per turisti mordi e fuggi: centurioni del Colosseo, navi da crociera a Venezia… Le campagen superstiti, abbandonate o industrialmente sfruttate, sono dissestate: chi più cura i versanti con muretti a secco, mantiene i pascoli e regola i corsi d’acqua?”.

Altri dati, le pillole di Paolo Pileri, prof di urbanistica ambientale a Milano:

LA PELLE DEL PIANETA

Tutta la produzione di cibo dipende da un sottile strato di suolo profondo dai 30 ai 100 cm. Una pelle delicatissima. Che calpestiamo.

IL SUOLO E’ UNA RISORSA AMBIENTALE NON RINNOVABILE

Per generare 2,5 cm di suolo occorrono 500 anni. Per rimuoverli 10 secondi di azione di una ruspa.

40 METRI QUADRATI IN UN BICCHIER D’ACQUA

Il tempo di bere un bicchier d’acqua e in Italia più di 40 metri quadrati di suolo sono cementificati. Per sempre.

4,5 PERSONE PER 1 CAMPO DA CALCIO

Cementificare un campo agricolo grande come uno da calcio significa rinunciare a produrre cibo per 4,5 persone. Per sempre, non per 90 minuti.

IL SUOLO LAVORA SILENZIOSO ALLA NOSTRA SICUREZZA

Un ettaro di suolo, se non cementificato, trattiene spontaneamente fino a 3,8 milioni di litri d’acqua. Ci vorrebbero 143 TIR, una coda in autostrada lunga quasi 2 chilometri, per portar via l’acqua non trattenuta da quell’ettaro.

PIU’ CONSUMIAMO SUOLO, MENO RESPIRIAMO

La perdita di aree naturali e agricole produce un’emissione di CO2eq. che pesa c.a. il 10% del totale delle emissioni di CO2 in atmosfera.

C’E’ PIU’ CARBONIO NEL SUOLO CHE IN ATMOSFERA (1)

La quantità di carbonio nel suolo libero è 2,6 volte maggiore di quella presente in atmosfera.

C’E’ PIU’ CARBONIO NEL SUOLO CHE IN ATMOSFERA (2)

Nei primi 30 cm di un suolo agricolo si accumulano 60 tonnellate di carbonio per ettaro. In un suolo urbanizzato zero.

PIU’ CASE MA NON PIU’ POPOLAZIONE

Dagli anni ’60 a oggi la superficie urbanizzata in Italia è cresciuta del 146%. La popolazione del 17%.

SEMPRE PIU’CEMENTO PER TUTTI

Dagli anni ’60 a oggi ogni cittadino italiano ha in dote 173 m2 di cemento in più (il doppio rispetto al 1956). Più costi. Più consumi. Meno cibo. Meno ossigeno.

NESSUNO SA, EPPUR CI SONO

Sono sempre di più gli appartamenti vuoti pronti per essere riusati. Ma nessuno li conta. E tutti invece consumano nuovo suolo.

GUAI A CHI TOCCA LA RENDITA FONDIARIA

Nelle grandi città italiane gli oneri di urbanizzazione sono pari al 4-8% del valore di mercato del costruito. In molte città tedesche sfiora il 30%. Speculazione all’italiana? Da oltre cinquant’anni!!!!

LA BIODIVERSITA’ CI SALVA. E IL SUOLO PURE

Oltre il 25% di tutte le specie viventi del pianeta vive nel suolo, un vero e proprio scrigno di biodiversità. E la biodiversità, si sa, è anche ciò che ci salva dalle malattie.

CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO, PERDITA DI OCCUPAZIONE

In soli 10 anni (2000-2010) in Italia si sono consumati oltre 300.000 ettari di suoli prevalentemente agricoli. Nello stesso periodo le giornate di lavoro in agricoltura sono diminuite di 59 milioni. C’è relazione?

MONTAGNA ABBANDONATA

Un quarto dei comuni italiani sono in montagna e sono piccoli (< 5000 ab.). Gestiscono il 28% del paesaggio con solo 3 milioni di abitanti (6% della popolazione). E di montagna non si parla se non per disgrazie o maltempo.

UNO, NESSUNO, 5683. UN PAESAGGIO GOVERNATO PER PEZZETTI

Più del 54% del paesaggio italiano è governato da 5.683 piccoli piani urbanistici non coordinati tra loro, quelli dei piccoli comuni con meno di 5000 abitanti, il 70% dei comuni. Ma il paesaggio è uno.

UN PAESAGGIO FATTO A PEZZETTI

Quasi un terzo del paesaggio italiano è governato da 3.522 piccolissimi piani urbanistici non coordinati tra loro, quelli dei comuni con meno di 2000 abitanti, il 44% dei comuni. E il paesaggio è sempre uno.

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One thought on “FAI (Fondo Ambiente Italiano), DOMENICA 13 OTTOBRE: RICORDATI DI SALVARE L’ITALIA!

  1. Agata sabato 12 ottobre 2013 / 14:12

    E quanto si può guadagnare da un’idea?
    Investita come?
    Gli “sprechi” di cui parla “striscia la notizia”?
    Altro che una pizza e un bicchiere d’acqua?
    Meglio non scoraggiarci, correct?

    Perdonate queste domande &
    ad maiora

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