Ucraina e Crimea…. il passo falso dell’Occidente di Filippo Rustichelli

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Quello che accade, quello che è accaduto, quello che accadrà…… ad oggi dopo diverse settimane in cui si è accesa la miccia ucraina, il paese resta paralizzato e in fiamme. Ogni giorno sembra di assistere a quella che è una vera e propria guerra civile. E dire che l’Ucraina era il granaio della Russia. Ad oggi i rapporti tra i due paesi non potrebbero essere più complicati. Prima la Crimea, adesso le regioni russofone dell’Est. Donetsk, Kharkov, e Slaviansk. nomi di città che prima ai più erano sconosciute, adesso rimbalzano di continuo in un complesso rimbalzino mediatico. Potremmo scrivere un papiro sulla situazione in atto…. tuttavia l’argomento presenta una semanticità esasperante di problemi. Problemi storici: la Crimea è sempre stata una zona russofona e per i Russi era ed è sempre importante per motivi strategici. Nikolaj Gogol’ nei suoi racconti di Sebastopoli, citava la famosa piazzaforte e base navale, uno dei due centri portuali e militari più importanti. La Russia, parliamoci chiaro, potrebbe dotarsi del porto di Novorossijsk, che si trova a Est rispetto della Crimea. Ma Sebastopoli e la flotta russa sul Mar Nero e la sua conformazione strategica sono un obiettivo irrinunciabile agli occhi dello Zar Putin. La conformazione montuosa della Crimea gli dà ragione….. un boccone troppo scottante per lasciarselo scappare… Crimea, penisola di dominazioni varie: genovese, tartara, russa, ucraina e poi di nuovo russa. Crimea, luogo magico pieno di castelli e località turistiche.

La popolazione è russa perlopiù, e quando dagli scranni della Rada di Kiev, il parlamento Ucraino, si sono alzate le voci degli ultranazionalisti di Kiev, i russofoni di Crimea, hanno temuto una possibile ingerenza nei loro confronti. A Putin non è parso vero e subito ha cercato di mettere in cattiva luce il nuovo governo eletto del premier Yatseniuk. Come piazza Tahrir al Cairo, Maidan a Kiev è diventata il simbolo della seconda rivoluzione Ucraina. Nella rivoluzione arancione, la Thatcher ucraina, la Yulia Tymoshenko aveva accusato il presidente Kuc’ma e il premier Yanukovich di brogli elettorali… alla fine i rivoltosi avevano avuto la meglio con la testa di Kuc’ma e il tacito accordo di Yanukovich. Emblema di questa rivoluzione il volto butterato del candidato premier Yushenko, avvelenato con la diossina…. e anche qui c’è stata probabilmente la mano morta dello zar…   Nella seconda rivoluzione ucraina tanti sono i problemi: a cominciare dalla Crimea che è diventata russofona, tre ministri del governo neo eletto sono di estrema destra, con simpatie ai nazisti. L’attenzione del mondo si è basata su una trilaterazione geografica: cartografando, potremmo dire che i tre punti del triangolo della discordia ucraina sono Kiev, Sebastopoli e ora Donetsk. Prima Kiev brucia per giorni, ma si pensa ” sono le solite manifestazioni di piazza !”, poi le rivendicazioni d’indipendenza della Crimea e l’infiltrazione russa di elementi militari nelle basi della regione,  ora in terzo luogo il fuoco divampa nelle regioni del Donbass, tra Donetsk e Lughansk., gli oblast ( le regioni) e le medesime città, russofone, dove è presente una popolazione operaia. A questo punto ci chiediamo  ” che senso ha la neo repubblica di Donetsk?” ma chiediamoci pure ” cosa pensava di fare l’Occidente?” Putin rischia con i suoi movimenti di creare una guerra civile; ma i russi agiscono nell’ombra e fanno terra bruciata da dentro, appoggiando i filorussi. La Borsa di Mosca perde il 12% del suo capitale, le quotazioni scendono. Di questi giorni il rapimento degli Osservatori Osce a Slaviansk, il che non fa che aumentare l’allerta. L’Occidente dal canto suo ci aveva già provato nel 2004, e in Georgia, ma la Russia ha sempre risposto con la forza. Il passo falso dell’Occidente: intervenire in una zona di orbita russa. Putin è intervenuto militarmente per scongiurare che un paese cuscinetto entrasse nell’orbita occidentale( ricordiamoci la storia dello Scudo Anti Missile di Bush). Annettere un paese nella zona Nato o comunque favorire la sua entrata in funzione anti russa ha esasperato il Cremlino. E’ Scoppiata una mini guerra fredda… i risvolti e gli esiti? speriamo non si trasformi in un bagno di sangue…. In seguito riaggiornerò la questione…..!!!

 

 

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