Il Giardino segreto del Caucaso… 20 anni di Nagorno-Karabakh di Filippo Rustichelli

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In una delle zone più impervie del globo, il Caucaso, la guerra è sempre stata di casa. Un teatro bellico che ha avuto come attori Turchi Selgiuchidi e Mongoli, Turchi contro Persiani, il sultano Bayazid la Folgore che insegue l’armata di Tamerlano, le battaglie tra i russi e i turchi, i tentativi della dinastia safavide persiana di conquistare le impervie alture dell’Azerbaigian, che non si chiamava poi così… e poi la prima Guerra Mondiale,lo sterminio armeno, la Seconda e infine le più terribili: le tre guerre del Caucaso. Le due guerre cecene e la guerra armeno-azera. Il Caucaso e la sua miriade di popoli. Il Caucaso e le repubbliche autonome russe, colpite da una terribile guerra tra russi e ceceni. La Russia anch’essa mosaico di popoli, di repubbliche autonome, di odi e di rancori, con conflitti religiosi che si esacerbano spesso nelle aree montuose. Non stiamo parlando della Calmucchia o del Tatarstan, ma di repubbliche caucasiche come la Cabardino-Balcaria, l’Inguscezia, la Cecenia. Queste hanno avuto più risalto con i bombardamenti di Grozny o la strage di Beslan, dove i guerriglieri islamici si fecero esplodere coi bambini all’interno di una scuola. Oggi vorrei parlare di Nagorno-Karabakh, invece, una minuscola repubblica autoproclamatasi indipendente, dopo la terribile guerra armeno-azera ( 1992-1994 ). Il Caucaso è suddiviso in tre Stati: Armenia, Georgia ed Azerbaigian. La Georgia, la terra dove sembra sia nata la vite, con la sua bella capitale Tbilisi, l’Armenia, con il suo glorioso passato religioso, fatto di conventi e chiese della religione armena, il suo passato di grande popolo, la memoria del popolo armeno sopravvissuto allo sterminio da parte dell’Impero Ottomano nei suoi ultimi anni di vita e infine l’Azerbaigian, la cui capitale Baku, prospiciente al Mar Caspio, è un’antica fortezza città-fortezza con il palazzo degli Shirvanshah, protetto dall’Unesco, e prospera l’Azerbaigian, con i suoi barili di petrolio. Purtroppo questa prosperità non si accosta a un indice di sviluppo umano. Nei blog azeri, l’Armenia è vista con odio, come una malattia. L’Armenia presenta una popolazione cristiana, l’Azerbaigian ha un ceppo linguistico e storico attinente alla Turchia e anche all’Iran.

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La guerra armeno-azera ha fatto scaturire però la repubblica del Nagorno-Karabakh, e Graziella Vigo, giornalista e fotografa milanese ha creato un reportage sulle persone, sui luoghi, sui templi e sulle colline tappezzate a vite del Giardino Segreto del Caucaso.
Fu Stalin a creare la RSSF Transcaucasica, fu l’Urss a scatenare quelli che sarebbero i conflitti interetnici che poi si sono manifestati nel lungo periodo. Poi la dissoluzione dell’Urss e l’arrivo di Shervarnadze in Georgia, la dittatura degli Aliyev in Azerbaijian fecero il resto.
Come nei Balcani, anche nel Caucaso ( e sono due aree montuose ), si può veramente parlare di ” polveriera “.
In breve, dopo alcuni massacri di pulizia etnica esplosi tra armeni e azeri, la provincia del Nagorno Karabakh, si rese indipendente (1988). Già durante l’epoca stalinista c’erano state tensioni inter etniche e guerre nella regione, ma poi l’Armata Rossa aveva provveduto a punire col pugno di ferro i due contendenti.
Nel 1991 l’Azerbaigian decise di lasciare l’Unione e diede vita alla repubblica di Azerbaigian. Il 2 settembre il soviet del Nagorno Karabakh decise di non seguire l’Azerbaigian e votò per la costituzione di una nuova entità statale autonoma. Il 26 novembre il Consiglio Supremo dell’Azerbaigian riunito in sessione straordinaria approvò una mozione per l’abolizione dello statuto autonomo del Karabakh ma la Corte Costituzionale sovietica due giorni dopo la respinse in quanto non più materia sulla quale l’Azerbaigian poteva legiferare. Il 10 dicembre 1991 la neonata repubblica del Nagorno Karabakh votò il referendum confermativo al quale fecero seguito le elezioni politiche per il nuovo parlamento.
Il 6 gennaio 1992 venne ufficialmente proclamata la repubblica, il 31 dello stesso mese cominciano i bombardamenti azeri sull’Artsakh. Alla fine della guerra, nel 1994, il Nagorno-Karabakh si consolida come repubblica de facto non ancora riconosciuta peraltro dalla comunità internazionale. Il massacro di Khojaly fu uno dei più terribili episodi: l’esercito armeno uccise 500 600 tra donne e bambini, che uscivano fuori dal villaggio tramite un convoglio umanitario. I Russi appoggiarono gli armeni, mentre turchi, iraniani e i mujaheddin di Gulbuddin Hekmatyar (noto signore della guerra afghano) appoggiavano gli azeri. A fine conflitto l’esercito armeno respinse gli azeri nel 1994, e dal successivo accordo di Bishek ( capitale del Kirghizistan), finalmente il Nagorno Karabakh ottenne l’agognata indipendenza.
Per gli armeni del Nagorno-Karabakh il territorio ricompreso nei confini dell’oblast’ sovietico e dal quale è nata la nuova repubblica non ha mai fatto parte ufficialmente della nuova repubblica dell’Azerbaigian la quale peraltro nel suo Atto Costitutivo del 1991 rigettava l’ esperienza sovietica e si richiamava alla prima repubblica democratica (1918-20) nella quale il Karabakh non fu mai compreso perché venne assegnato all’Azerbaigian (sovietico) solo nel 1921.
Oggi il paese vive sempre sotto una continua allerta, con una capitale moderna, Stepanakert, e il resto del paese circondato da colline, piene di vitigni, povere, ma dove la gente crede a un futuro; un futuro senza guerra, un futuro prospero.

IL LAGO DI SEVAN

Fonte: Gabriella Vigo, Karabakh – Il giardino segreto, Marsilio Editore

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