EVENTI GEOGRAFICI – 6 APRILE 2018: LA NOTTE EUROPEA DELLA GEOGRAFIA

NOTTE DELLA GEOGRAFIA A PADOVA (IL 6 APRILE)
Venerdì 6 aprile, nell’ambito della Notte Europea della Geografia, iniziativa che coinvolge 30 città europee e 22 città italiane, il Master GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto dell’Università degli Studi di Padova in collaborazione con i Dipartimenti ICEA e DiSSGeA, l’Associazione AIIG Veneto, l’Associazione GIShub e l’Associazione Geograficamente, organizza 7 eventi a Padova che spaziano dal rilievo con drone, alla degustazione geo-ragionata di vini, dal maphaton dei territori dell’Amazzonia allo studio e visualizzazione di immagini satellitari per l’agricoltura.
Sarà un’occasione per toccare dal vivo i nuovi strumenti tecnologici ed interdisciplinari di cui la Geografia dispone e i diversi ambiti di ricerca e applicazione che la disciplina affronta.
Tutti gli eventi sono gratuiti e si concentreranno dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata.

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EVENTI IN PROGRAMMA a Padova il 6 aprile:
GLI EVENTI
PORTI E ONDE IN MINIATURA: visita tecnica al laboratorio Marittimo dell’Università degli Studi di Padova. Sarà possibile osservare un breve esperimento che studia l’interazione fra le onde e un pontile in scala ridotta
H 17.00 – 19.00 | Vasca Marittima, via Ognissanti 39 (PD)

MAPDRONE PD: rilievo fotogrammetrico di Porta Portello con drone DJI SPARK e successiva creazione del modello digitale dalla nuvola di punti
H 18.00 – 20.00 | Porta Portello (PD)

IN VINO VARIETAS. DEGUSTAZIONE GEO-RAGIONATA: sapori di vini e storie di vignaioli che tutelano e danno valore alla diversità ambientale e culturale del paesaggio italiano.
In collaborazione con 1901 – Enoteca Severino
h 18.30 – 20.30 | Museo di Geografia – Università di Padova, salone Palazzo Wollemborg, via del Santo 26 (PD)
Partecipazione gratuita limitata a 40 posti
Iscrizioni entro il 4 aprile all’indirizzo geografia.dissgea@unipd.it

GEODATA E IMMAGINI SATELLITARI PER L’AGRICOLTURA: attraverso una postazione interattiva saranno proiettati i risultati del progetto FSE Droni e Agroecosistemi 4.0 per visualizzare i #satelliti in orbita e scaricare immagini satellitari per le principali applicazioni in agricoltura e non solo
H 21.00 – 23.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)

IL PETROLIO, NOSTRO VICINO DI CASA. Scopriamo le attività di estrazione di idrocarburi attorno a noi con #GoogleEarthPro: attraverso l’uso avanzato di strumenti di Google Earth Pro, i partecipanti potranno esplorare la “geografia del petrolio” in Italia visualizzando e prendendo coscienza delle relazioni spaziali tra aree ad alta sensibilità ecologica e culturale e la produzione di idrocarburi H 21.00 – 23.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)

PROJECT(ion)S FOR PADOVA: attraverso l’uso di tecniche di video mapping, saranno proiettate sulle superfici di alcuni edifici e luoghi di Padova, visioni e proposte progettuali per quello stesso sito, rappresentando così su architetture reali alcune ipotesi di trasformazione
H 21.00 – 23.00 | Piazzetta Portello, via Marzolo 17 (PD)

AMAZONEYES | #MAPHATON: mappatura della #deforestazione e degli impatti ambientali della produzione di combustibili fossili nell’#Amazzonia ecuadoriana, una delle aree più biodiverse del pianeta
H 22.00 – 02.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)
Prenotazioni: geoamazoneyes@gmail.com

MUSEO DELLA GEOGRAFIA A PADOVA(nella foto: Salone del primo piano della Sezione di Geografia di via del Santo 26)

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CARTA DEGLI EVENTI IN TUTTA EUROPA:

http://www.ageiweb.it/eventi-e-info-per-newsletter/carta-degli-eventi-della-notte-europea-della-geografia/

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GLI EVENTI DEL 6 APRILE IN ITALIA:

http://www.ageiweb.it/notte-della-geografia/eventi-proposti-per-la-notte-della-geografia/

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NOTTE EUROPEA DELLA GEOGRAFIA: LE FINALITA’
La Geografia italiana, con il Comitato Italiano UGI e in rete con comunità e comitati nazionali in Europa, partecipa alla Notte Europea della Geografia: ideata dal Comitato Nazionale Francese di Geografia e promossa da EUGEO, con una costellazione di eventi sincroni che coinvolgeranno team, laboratori, associazioni e appassionati nella serata/nottata del 6 Aprile 2018.
Da spazi più classicamente accademici a quelli più sociali e aperti alla città, vogliamo impegnarci, con il concorso di idee e iniziative gestite localmente, a rendere possibile un’affascinante edizione italiana distribuita in tutta Italia!
Questo evento mira a migliorare la visibilità e l’incisività della geografia e dei geografi nei confronti del grande pubblico e dei media, comunicando meglio il sapere geografico e la valenza della Geografia per la formazione a “tutto tondo” dei cittadini. Un evento che ci aiuti a rendere la ricerca geografica più accessibile, contribuendo a valorizzare il nostro lavoro scientifico e didattico.
Gli eventi proposti saranno per questo liberi e aperti a tutti i cittadini.

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THE BLUE MARBLE, NASA 1972, MISSIONE APOLLO 17 – BLUE MARBLE è una famosa fotografia della Terra scattata il 7 dicembre 1972 dall’equipaggio dell’APOLLO 17 (l’ultima missione del Programma Apollo) ad una distanza di circa 45 000 Km. È una delle immagini più distribuite nella storia della fotografia perché è una delle poche che ritraggono la terra completamente illuminata, in quanto al momento dello scatto il Sole era alle spalle degli osservatori. Da quella distanza, la Terra appariva agli astronauti come UNA BIGLIA (blue marble è traducibile dall’inglese come “biglia blu”). Questa foto è utilizzata dal mondo ambientalista come immagine della fragilità della Terra, e del pericolo della sua distruzione ambientale e della limitatezza delle sue risorse naturali

“(…) Lungi dall’essere un inventario polveroso di monti, confini e capitali, LA GEOGRAFIA SERVE A LEGGERE I PAESAGGI: «Vedere i negozi che chiudono e i centri commerciali, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle metropolitane quando fa freddo: questa è geografia», dice Carlo Brusa, docente di geografia all’Università del Piemonte Orientale. Materia principe per comprendere RAGIONI E MOVIMENTI DELLE MASSE CHE MIGRANO. O per disegnare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare nella COMPRENSIONE E nella PREVENZIONE DEI DISSESTI IDROGEOLOGICI. Per capire e intervenire non bastano Google Maps e gps. Possono servire, non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari», dice Brusa. Quelli, però, non li dà più neanche la scuola, dove alla riduzione delle ore si è sommata la trasformazione della materia, la sua «espropriazione» da parte di altre discipline”. (da “il Corriere della Sera” del 21/10/2017)

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FIRENZE: La notte europea della geografia a Firenze

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LA STORIA SI FA ANCHE A COLPI DI MAPPE

di Massimo Rossi, da “La Stampa” del 22/10/2016
Solitamente pensiamo a una carta geografica come a una rappresentazione esatta dei territori raffigurati, disattivando qualsiasi ulteriore riflessione in merito a possibili altre considerazioni. La mappa che non passa inosservata (o quantomeno incuriosisce) è intitolata “VEDUTA D’ITALIA” e risale al 1853, quasi un decennio prima dell’unità politica nazionale.

VEDUTA D’ITALIA (1853, anonimo cartografo)

Il gesto rivoluzionario dell’anonimo cartografo arriva, ancora oggi, dritto nel segno prefissato. Ponendo il Sud in alto si innesca nel lettore un’altra visione, un altro punto di vista da cui guardare il mondo, ed è proprio questa una delle peculiarità della geografia, quella di organizzare e facilitare la comprensione del mondo, il rapporto tra i luoghi, le comunità insediate e gli ambienti geofisici.
La Veduta d’Italia, così come ogni mappa, è una macchina narrativa, un dispositivo tecnico e culturale in grado di comunicare e addirittura reificare, vale a dire rendere concreti concetti astratti come l’idea di nazione.
Il nostro cartografo confeziona un’immagine apparentemente neutra della penisola, protetta dalle Alpi e protesa nel Mediterraneo così come è “oggettivamente” leggibile nella geografia fisica, senza alcun riferimento a suddivisioni politiche come se la natura avesse “naturalmente” disegnato i confini.
Ma la natura non può essere consapevole di determinare un limes, una demarcazione; in natura non esiste discontinuità ed è sempre e solo l’uomo a decidere, arbitrariamente, di dividere un fiume longitudinalmente, o di usare lo spartiacque alpino per differenziare un “noi” sa un “loro”.
Lo storico Gaetano Salvemini e i geografo Carlo Maranelli dibattendo sulla questione adriatica nel 1918 sentenziarono: “Non esistono confini politici naturali, perché tutti i confini politici sono artificiali, cioè creati dalla coscienza e dalla volontà dell’uomo”.

   Tuttavia la Veduta d’Italia proclama esattamente il contrario e delinea non solo il “confine naturale” alpino, ma accoglie i desiderata dell’establishment politico-militare sabaudo: i territori alto atesini, giuliani, istriani e dàlmati, la Corsica e Nizza, fino a rivendicare, laggiù in fondo, con due toponimi, Malta e Tunisi.
Vittorio Emanuele III nel proclama diramato il 24 maggio 1915 si indirizzò ai soldati con queste parole: “A voi la gloria di piantare il tricolore d’Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra”, convocando l’elemento naturale a testimone delle irrinunciabili pretese nazionali.(…..) (Massimo Rossi)

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NON SAPERE DOVE SIAMO: LA GEOGRAFIA DIMENTICATA

di Antonella De Gregorio, da “il Corriere della Sera” del 21/10/2017
«La capitale dell’Africa? L’Egitto!». Non era una battuta, è successo davvero, nella casa più spiata d’Italia, quando una concorrente del Grande Fratello Vip ha voluto mostrare le sue conoscenze geografiche. Non è sola, la ragazza, ad avere una gran confusione in testa: tra gli studenti che hanno fatto la maturità 2017, qualcuno, per dire, ha asserito che Ginevra è una città della Francia. E un’indagine condotta da libreriamo.it su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni ha rivelato che per uno su tre la capitale dell’Austria è Berlino, la Mole Antonelliana si trova a Firenze e Zagabria è una città della Romania. Non solo nella casa del Grande Fratello, insomma, si affronta il mondo senza conoscerne forma e dimensioni, ma la malattia sembra essere ben diffusa e drammatica. Perché di un malessere si tratta: senza conoscenze di geografia, «viene a mancare una cornice culturale entro cui fondare i nostri giudizi», sostiene CARLO BRUSA, docente della materia all’Università del Piemonte Orientale.
Lungi dall’essere un inventario polveroso di monti, confini e capitali, la geografia serve a leggere i paesaggi: «Vedere i negozi che chiudono e i centri commerciali, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle metropolitane quando fa freddo: questa è geografia», dice Brusa. Materia principe per comprendere ragioni e movimenti delle masse che migrano. O per disegnare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare nella comprensione e nella prevenzione dei dissesti idrogeologici. Per capire e intervenire non bastano Google Maps e gps. Possono servire, non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari», dice Brusa. Quelli, però, non li dà più neanche la scuola, dove alla riduzione delle ore si è sommata la trasformazione della materia, la sua «espropriazione» da parte di altre discipline.
«Di geografia parlano (malamente) gli storici, i filosofi, i sociologi. Mentre chi sarebbe più autorizzato, non è all’altezza», dice FRANCO FARINELLI, docente a Bologna e a lungo presidente dell’Associazione Geografi. Come si è arrivati a questo punto? «L’insipienza viene da lontano: l’ultimo colpo di scure è stato dato cinque anni fa dalla razionalizzazione prevista dalla legge Tremonti-Gelmini. La geografia è diventata la cenerentola della scuola, soprattutto nei licei e negli istituti tecnici. In alcuni professionali è addirittura scomparsa — spiega il docente —. Anche se le ore decuplicassero, però, pochi insegnanti saprebbero scalzare la banalità apparente del discorso cartografico».
Peraltro, i docenti con preparazione specifica sono una piccola comunità: 350 tra ricercatori e ordinari. Un manipolo di coraggiosi, che hanno studiato secondo cliché desueti nei pochi atenei dove il corso è attivo. Inutile dire che i più bravi trovano lavoro all’estero. Se li contendono le rinnovate accademie cinesi e i campus anglosassoni. Come Oxford, dove si è laureata, in Geografia, la premier May.
È ottimista, però, CESARE EMANUEL, rettore dell’ateneo di Novara, che ha di recente ospitato un convegno nazionale sulla disciplina: «Lo studio della geografia è in rimonta nei giovani. Perché ha teoria, metodi, un’osservazione spaziale che consente di mettere in luce problematiche che altri ambiti scientifici non hanno». Certo «bisogna imparare ad appassionare gli studenti», dice Brusa. Serve «una didattica nuova, che parta da escursioni e studi sul campo per arrivare a educare al mondo». Ed ecco che il problema, forse, non è più di tempo, ma di qualità. (Antonella De Gregorio)

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LA GEOGRAFIA SERVE ANCORA? (di Luca Piccin)

(…) la negazione finale e fatale dell’homo geographicus, non è altro che la negazione del RAPPORTO UOMO/NATURA o natura/uomo.
Ed è proprio questo rapporto che mi ha spinto ad iscrivermi al corso di laurea in geografia dei processi territoriali all’università di Padova. Correva l’anno 2004-2005. Io venivo da un anno in falegnameria dopo aver abbandonato gli studi sociologici in quel di Trento. Fu durante il bellissimo corso di epistemologia della geografia tenuto dall’indimenticato Prof. Mauro Varotto, che scoprii le difficoltà che avrei dovuto affrontare, ovvero la presenza di una lobby di architetti che aveva da tempo preso in mano (in Italia) le tematiche geografiche, in particolare quelle di applicazione pratica come la pianificazione. D’altronde, molti di noi, non hanno avuto altra scelta che iscriversi allo IUAV di Venezia per proseguire gli studi oltre la laurea triennale ; l’alternativa era di andare via, lasciare la regione. Io ho scelto quest’ultima strada, complice la fortuna di aver ottenuto la borsa Erasmus per l’isola de La Réunion. Come Laura infatti, è stato un viaggio in un’isola lontana che mi ha fatto capire dell’utilità della Geografia; si potrebbe dire che questo viaggio per noi è stato come un’utopia che diventa realtà.
Al ritorno in patria, supero gli ultimi quattro esami con il massimo punteggio e senza troppi sacrifici, ottenendo persino la lode in ecologia. Neanche il tempo di ottenere il diploma, un venerdì di settembre, e il lunedì successivo sono già occupato! A quattro anni di distanza questa è pura fantascienza…
In realtà, un’agenzia fotografica a 9 km da casa mi aveva accolto per svolgere un lavoro di foto editing, ovvero verificare la corrispondenza tra la didascalia e le immagini dei cataloghi che svariati reporter fornivano per poi essere pubblicati su riviste e siti web di diversi paesi. Questo fu possibile grazie a un annuncio posto al dipartimento Morandini, in cui si cercava qualcuno con competenze in geografia del paesaggio… Complice il fresco ritorno da un viaggio esotico e il relativo gusto per l’avventura, in un contesto di relativo benessere (ancora non si parlava di crisi), decisi dopo sole tre settimane di rimettere a data ulteriore la vita in ufficio, preferendo sbarcare il lunario coi lavori campestri durante i periodi vuoti.
Dopo due anni di avventura in terra transalpina (uno di vacanza-studio in famiglia e l’altro di lavoro in seguito a disguidi burocratici) approdo finalmente al master di Geografia a Montpellier : tra le otto opzioni disponibili è la ricerca che suscita il mio interesse. Mai scelta fu più riuscita : il mio lavoro sul ruolo di Slow Food nella valorizzazione dei prodotti tipici e le dinamiche territoriali in Francia e in Italia mi ha permesso infatti di ottenere nel dicembre 2010 il premio Louis Malassis per i giovani ricercatori, rimesso dal Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo.
Nel 2010-2011, io e la mia compagna di sempre, decidiamo di tornare sull’isola dove lei era nata e dove io ero sbarcato quattro anni prima. Contrariamente all’anno precedente, il corso di “Genio Urbano e Ambiente” non è stato all’altezza delle aspettative, malgrado il carattere multidisciplinare e uno stage al CIRAD, centro di ricerca in agronomia e sviluppo con cui ancor oggi collaboro saltuariamente. In effetti, vivere su un’isola come la Réunion puo’ sembrare idilliaco, e per certi versi lo è veramente… Ma non più che in qualunque altro luogo del pianeta, perché abitare significa prendersi cura del nostro ambiente di vita… E queste sono tematiche che interessano senz’altro i geografi, ma anche e soprattuto tutti gli esseri umani.
Oggi io continuo a lottare quotidianamente per vivere, cosi come lotto per ottenere una borsa di dottorato, senza troppo mercanteggiare gli argomenti che voglio difendere, cosa che mi espone a rischi innumerevoli. Nessuno può dirmi quale sarà l’esito di queste lotte, ma il sapere che possiedo e che ho attivamente ricercato e affinato con il tempo, costituisce il bagaglio più importante che mi porto dietro. Questo sapere geografico (ma non solo) trova applicazione quotidiana, perché quel rapporto di cui parlavo sopra è una sorgente di riflessione per chiunque, anche per coloro che non consultano enciclopedie o cartografie. Noi geografi siamo allora in posizione privilegiata, benché in un contesto storico che spinge a svilire il rapporto tra l’uomo e la terra, cosi come tutte le altre dimensioni del vivere, ad una tutt’altro che nobile compravendita. Non è dunque la sola Geografia ad essere minacciata.
La crisi che viviamo non è unicamente finanziaria o economica, è anche crisi ambientale, identitaria, legata al collasso della catena dei significati di fronte allo svolazzare folle delle immagini nelle geografie reticolari della comunicazione globale. La nostra reazione a questo imbarbarimento, a questa perdita di civiltà, ha tutto da guadagnare se associata alla Geografia, in quanto sapere capace di incitare al ragionamento e al voler riappropriarsi di questo rapporto che si vorrebbe cancellare attualmente.
In quanto geografo, concludo allora affermando che: sappiano i nostri nemici che non si potranno ancora a lungo trattare in separata sede l’Umanità e la Natura. La presa di coscienza che l’Umanità è essa stessa parte della Natura è già in atto. In quanto geografo non posso che lavorare quotidianamente per favorire questo nobile processo. (Luca Piccin –

da https://geograficamente.wordpress.com/2012/04/26/a-cosa-serve-la-geografia/ )

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