UN MONDO DI MURI? – I CONFINI, le BARRIERE, che crescono di giorno in giorno – Non per motivi ideologici (comunismo, capitalismo…), ma PER FERMARE I POVERI, I DERELITTI DELL’UMANITÀ che aumentano sempre più – Una (TRISTE) PANORAMICA in questo POST di alcuni di questi TANTI CONFINI

Il 9 NOVEMBRE 1989, IL MURO CHE DIVIDEVA LA CITTÀ DI BERLINO IN DUE, costruito nel 1961, simbolo dell’incomunicabilità tra Occidente e Oriente, CROLLÒ. SEMBRAVA CHE DA QUEL MOMENTO NON CI SAREBBERO PIU’ STATI MURI… E INVECE….

   Vi proponiamo qui un Post dedicato ai tanti (troppi) CONFINI che, anziché diminuire, stanno sempre più aumentando nel mondo. E’ una rappresentazione fatta di immagini, foto, prese qua e là, e in ogni caso si tratta di una rappresentazione molto personale e assai parziale, limitata. Ciascuno di noi (voi) conosce e immagina muri (CONFINI) che rappresentano delimitazioni improprie, artificiali e artificiose, che in natura non esisterebbero. Siamo nell’epoca delle chiusure, dei populismi, delle “paure”… forse il tutto dato da un futuro incerto, con il crescere delle povertà, la crisi economica; “sviluppi possibili” nel creare ricchezza e prosperità che non sono bene identificabili… ALLORA C’È LA TENDENZA A CHIUDERSI, AD AVERE PAURA.

   ISOLAZIONISMO E NAZIONALISMO sono tentazioni pericolose: specie nelle loro conseguenze (a nostro avviso molto di più del contrario: cioè di togliere qualsivoglia “muro”). Ciò non vuol dire che non ci devono essere delle regole nella MOBILITÀ delle persone che si spostano da un luogo all’altro, che emigrano. Ma le barriere fisiche andrebbero sostituite con risposte concrete, autorevoli e meditate. Avendo un PROGETTO chiaro di nuova società, dei rapporti pacifici e solidali tra popoli, persone…. E con l’accettazione più ragionata di possibilità concrete di vivere felicemente, in modo ordinato, in un mondo multiculturale, multietnico.

   Ma limitiamoci qui a “vedere” alcuni dei CONFINI delle nostra epoca. Dividendo questo POST (fatto solo di immagini, foto) IN TRE PARTI:

1) I CONFINI-MURI CONTRO I POVERI E GLI IMMIGRATI (tema principale di quest’epoca);

2) GLI ALTRI CONFINI-LIMITI GEOPOLITICI che ancora persistono;

3) LE PROPOSTE E LE INIZIATIVE VIRTUOSE PER SUPERARE I CONFINI, “SALTARE IL MURO”

   Prospettando un’azione di tutti, nelle possibilità “micro o macro” di ciascuno, di dare una soluzione virtuosa alla “geografia dei troppi confini”, imparando a “saltare i muri”. (s.m.)

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In quel 9 novembre 1989 la folla festeggia la caduta del Muro

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85 ANNI PRIMA….

IL CONFINE E LA GUERRA

I CONFINI COME PRETESTO PER LE ARMI – «Non esistono confini politici naturali, perché tutti i confini politici sono artificiali, cioè creati dalla coscienza e dalla volontà dell’uomo», sostengono Gaetano Salvemini e Carlo Maranelli nel 1918, ossia in un’Italia massacrata da una guerra in cui entrò spinta dal programma di Vittorio Emanuele III che incitava i soldati a «piantare il tricolore d’Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra»

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NUOVE BARRIERE IN EUROPA

SETTEMBRE 2015: FILO SPINATO TRA SERBIA E UNGHERIA PER BLOCCARE LA ROTTA DEI MIGRANTI ATTRAVERSO I BALCANI

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Barriera di confine a MELILLA (tra Marocco e Spagna)

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BARDONECCHIA, TRAFORO DEL FREJUS – Un confine facilmente superato tra Italia e Francia……

Facilmente superato il confine, ma non per tutti…

Per andare in Francia, stesso luogo, Bardonecchia, stesso confine, ma qui d’inverno è propria dura…
Un migrante tra le due gallerie sul Col de L’Échelle (COLLE DELLA SCALA), partito da Bardonecchia verso la Francia
TRA ITALIA E FRANCIA E’ UN CONFINE RITORNATO (SOLO PER ALCUNI…)

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E CON L’AUSTRIA IL BRENNERO DIVENTERA’ UN CONFINE RIPRISTINATO?

BRENNERO: UN CONFINE CHE RITORNA?

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L’EUROTUNNEL SULLA MANICA: SEMBRAVA L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA…

IL TUNNEL FERROVIARIO SULLA MANICA

MA LA CHIUSURA NON E’ SOLO “BREXIT”; PRIMA DI TUTTO SONO I MIGRANTI CHE VOGLIONO ANDARE IN INGHILTERRA (SPESSO A RICONGIUNGERSI ALLE LORO FAMIGLIE)…

Migranti che tentano di andare in Inghilterra (per l’autostrada che porta all’imbarco dei traghetti per Dover o per il tunnel dei treni che passano sotto la Manica)

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“CONFINI IN EUROPA” (MA GLI IMMIGRATI NON C’ENTRANO)

IRLANDA ED EIRE DOPO LA BREXIT: UN NUOVO CONFINE?

   LA BREXIT VUOLE RIFARE IL CONFINE TRA LE DUE IRLANDE – 30.000 persone ogni giorno attraversano il confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord. …anche agricoltori che hanno i campi al di là del confine…. UNA PARTE E’ IN EUROPA, E L’ALTRA (CON LA BREXIT) NON PIÙ. COME FUNZIONERÀ? …Il confine si snoda attraverso l’Irlanda per 500 km, e ha una quantità di valichi doppia rispetto all’intera frontiera orientale dell’UE. Da una parte c’è l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito. A sud, c’è la Repubblica d’Irlanda. SI TROVERA’ UN ACCORDO PER NON (RI)FARE IL CONFINE??

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L ISTRIA DIVISA DA CROAZIA E SLOVENIA – Tra il GOLFO DEL QUARNARO e il GOLFO DI TRIESTE si staglia l’ISTRIA, la maggiore penisola presente nel MAR ADRIATICO. CONTESA TRA LA SLOVENIA, LA CROAZIA e, per una piccola porzione, l’Italia (Friuli Venezia Giulia e Veneto), L’ISTRIA È PER LA MAGGIOR PARTE DEL SUO TERRITORIO APPARTENENTE ALLA CROAZIA: UN REGIONE D’EUROPA DIVISA IN TRE.

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UNA STRADA SBARRATA A BELFAST OVEST, PER SEPARARE UN QUARTIERE CATTOLICO DA UNO PROTESTANTE

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NICOSIA, capitale di Cipro – CIPRO come Berlino nel 1961. NICOSIA è l’unica capitale d’Europa ad essere divisa da un muro. Da una parte c’è una città greca ricca e moderna e dall’altra una città turca molto più povera e arretrata.

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IL MEDITERRANEO DIVENTATO IL CONFINE SUD DELL’EUROPA…

MAR MEDITERRANEO, divenuto un confine nord-sud

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ALTRI MURI (CONFINI ESTREMI) NEL MONDO

LIMA (PERU’): IL “MURO DELLA VERGOGNA” CHE SEPARA I RICCHI DAI POVERI

EL POLÉMICO MURO QUE SEPARA A RICOS Y POBRES EN LIMA” – PAMPLONA/LIMA/PERÙ: IL MURO DELLA VERGOGNA – (…..) A Pamplona Alta si rovesciano i significati della verticalità relativi alla LIMA che raccoglie i frutti della crescita economica. Più si sale verso la vetta di VISTA HERMOSA più gli insediamenti si fanno recenti e le condizioni di vita estreme. (…) In cima, queste abitazioni precarie sorgono a ridosso di UN MURO ALTO TRE METRI e LUNGO DIECI CHILOMETRI, che le sovrasta e rende impossibile valicare il poggio. (…) È stato definito IL “MURO DELLA VERGOGNA”, perché SEPARA I POVERI DI VISTA HERMOSA DAI RICCHI ABITANTI DI LAS CASUARINAS, LA PIÙ ESCLUSIVA GATED COMMUNITY DI LIMA e forse dell’intero Perù, dove si vive in ville con piscina dal valore di milioni di dollari. (….) (Nicolò Cavalli, 12/6/2016, da INTERNAZIONALE  http://www.internazionale.it/ )

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PERÙ
IL MURO DI LIMA CHE SEPARA I RICCHI DAI POVERI
18 aprile 2018, da INTERNAZIONALE
“Da questa parte del muro stiamo male, non abbiamo l’acqua, non abbiamo niente. Dall’altra parte invece hanno tutti la piscina”, dice Esteban Arimana. Se potesse camminare fino alla casa dove lavora come collaboratore domestico, Esteban Arimana impiegherebbe cinque minuti. Invece ogni giorno passa ore nel traffico di Lima, a causa della BARRIERA LUNGA DIECI CHILOMETRI che serpeggia sulle colline della capitale peruviana.
Il cosiddetto muro della vergogna DIVIDE PAMPLONA ALTA – una baraccopoli in cui vivono circa 96mila peruviani, per la maggior parte indigeni – dal DISTRETTO LA MOLINA, dove le case arrivano a costare milioni di euro. Secondo le autorità la barriera serve a proteggere la zona dall’avanzamento degli insediamenti abusivi, ma in realtà divide semplicemente i quartieri più ricchi dalle baracche costruite sulle colline della città.
Un mondo di muri è una serie del giornale brasiliano Folha de S. Paulo sulle barriere costruite per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà. Nel 2001 ne esistevano 17, oggi sono 70.
Da sapere:
L’aumento della popolazione a Lima dipende soprattutto dall’espansione degli “insediamenti giovani”, un tempo chiamati barriadas. Nel 1961 nelle baraccopoli vivevano duecentomila persone, nel 2007 gli abitanti erano 4,1 milioni, circa il 40 per cento della popolazione della città. Negli anni ottanta e novanta migliaia di persone arrivarono nella capitale peruviana per scappare dal conflitto tra l’organizzazione guerrigliera maoista Sendero luminoso, concentrata soprattutto nella zona delle Ande, e il governo. La costruzione del muro seguì il ritmo dell’espansione delle baraccopoli. Il primo tratto fu costruito nel 1985 dal collegio Immacolata concezione, amministrato dai gesuiti, per impedire che le costruzioni si avvicinassero troppo all’istituto.

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LA ZONA DEMILITARIZZATA DI SEPARAZIONE TRA LE DUE COREE

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UN TRATTO DEL MURO ERETTO TRA ISRAELE E I TERRITORI PALESTINESI A RAMALLAH

ISRAELE
LA VITA DEI PALESTINESI SI SCONTRA CON IL MURO COSTRUITO DA ISRAELE
28 febbraio 2018, da INTERNAZIONALE
“Con la costruzione del muro non possiamo più accedere ai nostri terreni. Tutto quello che avevamo ci è stato rubato. Piangiamo ma nessuno vede le nostre lacrime”, dice Umm Judah, docente palestinese in pensione.
Dal 2002 Israele ha cominciato a costruire una barriera di separazione in Cisgiordania. Dei 764 chilometri di muro pianificati, ne sono stati costruiti 570. La barriera è stata costruita quasi interamente sulle terre palestinesi e ha un impatto molto forte sulla vita delle persone: ogni giorno migliaia di palestinesi sono costretti a fare lunghe file ai checkpoint controllati dall’esercito israeliano per andare a lavorare in Israele.

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TEXAS: UN TRATTO DELLA BARRIERA CHE DIVIDE STATI UNITI E MESSICO

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I MURI DI TRUMP:

TRUMP E IL RITORNO AI DAZI NEL COMMERCIO (8 marzo 2018)

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Attuali Confini nel commercio mondiale

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LE NUOVE RESIDENZE “CHIUSE” NELLE NOSTRE CITTA’ 

GATED COMUNITY (COMUNITA’ CON IL MURO)

GATED COMUNITY, “comunità con cancello”: il nuovo quartiere di Treviso “San Martino”

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BORGO RONCHE, a Fontanafredda (Pordenone) – QUARTIERE FORTIFICATO

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I CONFINI RIDICOLI

MARMOLADA: Veneto o Trentino?

 

La Marmolada, soprannominata la Regina delle Dolomiti, è un gruppo montuoso delle Alpi che raggiunge la quota massima nella Punta Penia (3.343 m). Si trova tra le province di Belluno (Veneto) e di Trento (Trentino-Alto Adige). Il fiume Cordevole la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente.

MARMOLADA – “Rivolgo un invito al collega Ugo Rossi: questa partita si chiuda qui, si sta rasentando il ridicolo”. E’ la replica del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al presidente della Provincia autonoma di Trento relativamente alla nuova disputa sui confini della Marmolada.

“Stare qui a raccontare al mondo intero che litighiamo sui confini – ha aggiunto Zaia – è un puntiglio che non fa bene né al Veneto né al Trentino”. “Il mio invito – ha concluso – è di trovare un accordo, ANCHE SE SANNO TUTTI CHE LA MARMOLADA È IN VENETO(?!?…n.d.r.).

A riaprire la disfida sui confini del ghiacciaio una delibera con la quale il COMUNE DI CANAZEI (TRENTO) ha disconosciuto l’intesa del 2002 tra Veneto e Trentino che ‘avvantaggiava’ il territorio di ROCCA PIETORE, comune di confine bellunese su cui sorgono gli impianti di risalita. Ora la Giunta regionale veneta ha dato incarico all’avvocatura di impugnare la delibera davanti al Tar del Lazio.

(Marmolada, nuovo scontro tra Veneto e Trentino, da www.lavocedelnordest.eu/ – 10 maggio 2017)

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I CONFINI DI UNA VOLTA (LIMITI ALLORA DA OLTREPPASSARE PER IL CONTRABBANDO QUOTIDIANO) 

VAL DI BRENTA: il confine con l’Austria era un CONFINE DI ATTIVITA’ DI CONTRABBADO DEL TABACCO

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LE GALLERIE CHE SUPERANO I CONFINI (NEL BENE E NEL MALE)

IL CASO DELLA COSTRUENDA GALLERIA DEL BRENNERO

Confini che si superano LA COSTRUZIONE DELLA GALLERIA DEL BRENNERO

   LA GALLERIA DEL BRENNERO – La nuova linea ferroviaria da Monaco a Verona, assieme al traforo di base del Brennero, sarà la via di comunicazione più costosa e imponente tra il sud e il centro Europa. La GALLERIA DI BASE DEL BRENNERO rappresenta la parte centrale -“il cuore”- della futura Nuova Ferrovia del Brennero tra Monaco e Verona. CON UNA LUNGHEZZA COMPLESSIVA DI 64 KM la galleria tra INNSBRUCK/TULFES (AT) e FORTEZZA (IT) sarà tra le galleria più lunghe del mondo.

   E’ sicuramente un CONFINE CHE SI SUPERA….. Qualche ritrosia rimane, perché si attraversa un territorio alpino senza neanche accorgersene: una mobilità che IGNORA IL VIAGGIO e si concentra solo sulla DESTINAZIONE (per la mobilità delle merci ok, ma per i viaggiatori…) – LE GALLERIE SONO UTILI, MA FANNI PERDERE IL SENSO DEL TERRITORIO E DEL VIAGGIO – …64 chilometri di attraversamento, “non luogo”, sono tanti… (s.m.)

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CONFINI CHE FARE?  PROPOSTE PER SALTARE IL MURO (I MURI)

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PERCHÉ NEL MONDO SI COSTRUISCONO SEMPRE PIÙ MURI

28/11/2016, da INTERNAZIONALE
“I MURI SI POSSONO SCAVALCARE, AGGIRARE, OLTREPASSARE SCAVANDO TUNNEL SOTTERRANEI. Eppure molti paesi del mondo continuano a costruirne di nuovi. Quando fu abbattuto il muro di Berlino, nel 1989, esistevano solo 15 muri, OGGI SONO 70”. Il ricercatore statunitense Reece Jones, che studia i confini da oltre 15 anni, spiega perché costruire muri è inutile per fermare i migranti: più diventa difficile superare un confine e più chi vuole oltrepassarlo prenderà rotte pericolose, con un conseguente aumento del numero di morti.

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DOVE I CONFINI NO ESISTONO PIU’ (COME NELLA CONURBAZIONE MILANESE):

DOVE I CONFINI NON ESISTONO PIU DI FATTO: i flussi della CONURBAZIONE CITTA’ METROPOLITANA MILANESE

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SUPERARE I CONFINI DEI TROPPI E PICCOLI COMUNI:

SUPERARE I CONFINI DEI 571 COMUNI DEL VENETO ( E DEGLI 8MILA D’ITALIA), con meno comuni raccolti in nuove città

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L’IMPORTANZA DEI SALTATORI DI MURI (il caso di Alex Langer e di tutti i mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiere)

L’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera (Alex Langer)

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NUOVE VEDUTE DEI CONFINI

“….La MAPPA che abbiamo scelto per parlarvi della mostra “LA GEOGRAFIA SERVE A FARE LA GUERRA?” (tenutasi a Treviso da novembre 2016 a marzo 2017) non passa inosservata o, quantomeno, incuriosisce. È intitolata “VEDUTA D’ITALIA” e risale al 1853, quasi un decennio prima dell’unità politica nazionale. Il gesto rivoluzionario dell’anonimo cartografo arriva, ancora oggi, dritto nel segno prefissato. PONENDO IL SUD IN ALTO si innesca nel lettore un’altra visione, un ALTRO PUNTO DI VISTA DA CUI GUARDARE IL MONDO, ed è proprio questa una delle PECULIARITÀ DELLA GEOGRAFIA, quella di organizzare e facilitare la comprensione del mondo, il rapporto tra i luoghi, le comunità insediate e gli ambienti geofisici. LA VEDUTA D’ITALIA, COSÌ COME OGNI MAPPA, È UNA MACCHINA NARRATIVA, un dispositivo tecnico e culturale in grado di comunicare e addirittura reificare, vale a dire RENDERE CONCRETI CONCETTI ASTRATTI COME L’IDEA DI NAZIONE. Il nostro cartografo confezionale un’IMMAGINE APPARENTEMENTE NEUTRA DELLA PENISOLA, PROTETTA DALLE ALPI E PROTESA NEL MEDITERRANEO così come è “oggettivamente” leggibile nella geografia fisica, senza alcun riferimento a suddivisioni politiche come se la natura avesse “naturalmente” disegnato i CONFINI….” (MASSIMO ROSSI, da “La Stampa” del 22/10/2016)

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Progetto DOLOMITI SENZA CONFINI (nella foto il ponte sulla ferrata “Croda dei Toni”)

“DOLOMITI SENZA CONFINI” è un’iniziativa partita nell’ agosto-settembre 2016 dai gestori di rifugi austriaci e italiani e da guide alpine delle due nazionalità, che hanno messo insieme le forze per cercare di realizzare dal basso un PROGETTO DI UNIONE DEI SENTIERI DOLOMITICI TRA ITALIA E AUSTRIA. Cercando di progettare e costruire un circuito lungo circa novanta chilometri che hanno chiamato «DOLOMITI SENZA CONFINI» e si snoda fra le vette austriache della VALLE DI GAIL, nel TIROLO ORIENTALE, per poi varcare il confine, toccare le crode dell’ALTA VAL PUSTERIA e dell’ALTO BELLUNESE, fino a lambire le TRE CIME DI LAVAREDO. COLLEGHERÀ DUE STATI, TRE REGIONI, TREDICI RIFUGI D’ALTA QUOTA, TRE MALGHE E DODICI VIE FERRATE – (nella FOTO: il ponte sulla ferrata “CRODA DEI TONI” – da “il Corriere della Sera” del 25/9/2016-)

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SUI CONFINI (CHE IN NATURA NON ESISTONO)

dall’intervista al geografo CLAUDIO CERRETTI, tratto da un video della MOSTRA di Treviso: “La geografia serve a fare la guerra?” della Fondazione Benetton (tenutasi tra novembre 2016 e marzo 2017). 
“Il confine naturale non esiste. Il problema di demarcare, definire o delimitare è un problema culturale, non naturale. In natura non esiste discontinuità, la natura è continua, non c’è discontinuità tra terra e mare, tra un fiume che scorre e le sue rive, si tratta sempre di un continuum.  Ogni confine è politico. E’ evidente che c’è stata una fase nel corso della storia culturale occidentale in cui si è ritento che la volontà di Dio, o della natura, a seconda delle inclinazioni, potesse aver effettivamente disegnato delle aree, delle regioni “naturali” per destinarle a una civiltà, a un popolo, a un paese, a uno stato. Petrarca o Dante, all’inizio del Trecento, parlano chiaramente delle Alpi che distinguono e delimitano l’Italia da tutto il resto, ma rappresentano un riferimento a un’idea che poi si è trascinata ed è stata pesantemente strumentalizzata fino al Novecento e ancora tantissime persone continuano a crederci, ma non c’è assolutamente nulla di naturale. Si tratta sempre di qualcosa di convenzionale, di arbitrario, come qualunque altro confine politico” (Claudio Cerretti, geografo, 5 luglio 2016)
“Se la linea di confine corrisponde al corso di un fiume anche quest’ultimo viene disegnato praticamente come una linea su una carta, quindi le due cose tendono a coincidere, ma è un equivoco. Un fiume non è una linea priva di dimensione, poiché ha un suo letto, un suo bacino idrografico dato dall’insieme degli affluenti che portano acqua al fiume e separarlo per la lunghezza è un’insensatezza.
Le catene montuose come le Alpi o i Pirenei, discretamente lineari, hanno più versanti e separarle per la lunghezza, da un punto di vista naturale, non ha nessun senso. Basta prendere una carta a grande scala delle Alpi o dei Pirenei per vedere che in realtà nulla di naturale viene effettivamente seguito, né la linea di displuvio, né la linea di cresta. Le linee di confine che corrono lungo le catene montuose non sono “naturali” nel senso di sinuose, ma in realtà sono delle spezzate, dei segmenti rettilinei di qualche chilometro che vanno da un picchetto a un altro e non hanno, evidentemente, nulla di naturale”. (Claudio Cerretti, geografo, 5 luglio 2016)

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EPILOGO POETICO-LETTERARIO DI QUESTO POST

(dedicato al SUPERAMENTO DEI MURI)

(da “il cielo sopra Berlino”, film del 1987 di Wim Wenders)

IL CIELO SOPRA BERLINO. Nel 1987, in quel cielo unito su quella città divisa, il regista Wim Wenders immaginò due angeli, divenuti protagonisti del film

C’ERA UNA VOLTA UN MURO CHE SEPARAVA UNA CITTÀ IN DUE. Quella città si chiamava Berlino, e di unito, in quel luogo, vi era solo il cielo sopra di lei.
Cassiel e Damiel, i due angeli, vagano per le strade di Berlino
…ascoltano i pensieri di quel popolo solo, sperduto, straniero nella propria città…..
Dopo varie peripezie uno degli angeli Damiel si innamora di una giovane donna, e con l’appoggio di Peter Falk, che nel film interpreta sé stesso, decide di “tuffarsi nella storia del mondo” e di guardarlo finalmente non dall’alto ma ad altezza d’occhio, rinunciando alla sua immortalità.
Ed è in quel momento che le immagini si colorano. Il mondo assume la sua vera forma, il suo vero sapore, e così Damiel si libera di quella trascendenza angelica, che aveva il filtro bianco e nero.

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Il 9 novembre 1989, quel muro, costruito nel 1961, simbolo dell’incomunicabilità tra Occidente e Oriente, crollò.

 

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