Essere Geografo facendo Geologia

L’articolo scritto da Marvin riporta la sua esperienza didattica post Padova alla ricerca di una laurea specialistica adatta a noi geografi usciti dal corso di Geografia dei processi territoriali.

Sappiamo che la Geografia in Italia è ormai vista come “Scienza” secondaria e di poco conto e chi ne è appassionato e ha scelto la via accademica si trova spesso a doversi confrontare con il proprio futuro lavorativo. Molti pensano che questa materia debba restare una semplice passione mentre altri, come noi di Geograficamente, pensano che questa debba essere sfruttata e valorizzata sia nel campo personale sia in quello del lavoro. È per questo che si vuole ora fare presente della possibilità di continuare il percorso di studi (Laurea Magistrale) direzionandosi verso una materia apparentemente molto più scientifica della nostra: la Geologia. Continua a leggere

Geografia 2.0

Il termine ‘Condividere’, in tempi recenti, si è trasformato in un elemento chiave di molte iniziative di successo.

Con l’avvento del Web 2.0, esperienza basata sulla collaborazione di massa, si è passati dal “Wikinomics” al “Socialnomics”, dove i cittadini sono sensori volontari.
Nel corso degli ultimi decenni, la questione principale, per le applicazioni GIS è stata la disponibilità di una sana informazione territoriale. Oggi, l’ampia diffusione di dispositivi elettronici che forniscono informazioni geo-referenziate hanno portato alla produzione di una vasta serie di informazioni territoriali. Questa tendenza ha portato a una “wikificazione GIS”, dove la collaborazione di massa gioca un ruolo chiave nel contesto delle informazioni territoriali (hardware, software, dati e persone).

Alcuni autori (Goodchild, 2007) parlano di “volontari dell’informazione geografica”, mi vengono in mente gli amici di OpenStreetMap, che sfruttando strumenti per creare, montare, e diffondere le informazioni geografiche, contribuiscono volontariamente alla creazione di contenuti geografici, arricchendo così le mappe, contrassegnando le posizioni di eventi accaduti, le posizioni in cui si trovano determinate attività o loro stessi.

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ATLANTE TREVIGIANO

Vi segnalo, amanti della geografia, la mostra Atlante Trevigiano a Palazzo Bomben a Treviso presso la Fondazione Benetton Studi Ricerche, inaugurata venerdì 21 gennaio 2011.

Cartografie e iconografie di città e territorio dal XV al XX secolo, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con il patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Città di Treviso, Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici.

Il nucleo espositivo della mostra Atlante Trevigiano a Palazzo Bomben a Treviso è costituito dalla collezione Vianello Bote, una raccolta di stampe della città e del territorio trevigiano recentemente acquisita dalla Fondazione, in grado di coprire un arco temporale di quattro secoli.
I documenti cartografici e iconografici saranno al centro non solo dell’esposizione, ma di una più vasta operazione culturale volta alla restituzione di ogni singolo documento al contesto organico di appartenenza, per allargare lo sguardo conoscitivo alla storia europea della rappresentazione dei luoghi.

Per maggiori informazioni e orari vi rimando al sito di Trevisoinfo dal quale ho tratto questa breve introduzione alla mostra.

L’Humanitarian OpenStreetMap Team al lavoro per Haiti

A seguito del terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio 2010, il gruppo Humanitarian OpenStreetMap Team (HOT) si è attivato per realizzare la mappatura dell’isola, che ancora non aveva una copertura cartografica aggiornata ed adeguata in grado di rispondere alle esigente della carovana umanitaria dei soccorsi e degli aiuti.

Grazie alle immagini da satellite acquisite successivamente all’evento sismico ed alla loro liberazione, la comunità OSM – auto-coordinata attraverso il gruppo HOT – ha provveduto sia alla realizzazione di una mappa di base dell’isola che alla mappatura del danno e delle infrastrutture critiche per i soccorsi (ospedali, cimiteri, rete stradali, edifici, ecc.).

Inoltre, grazie alle migliaia di informazioni (post, mail, sms, tweet) che hanno inondato la rete nei giorni successivi al terremoto, il team di mappatori ha potuto indicare accampamenti di sfollati, edifici crollati, ospedali, reti stradali e molte altre informazioni, offrendo soluzioni pratiche per le associazioni umanitarie che devono muoversi sul posto. Sul sito www.openstreetmap.org si possono scaricare mappe generare, e tuttora in fase di realizzazione, messe a disposizione di tutti gli interessati.
Interessante notare come, tra le oltre 500 persone sparse nel mondo impegnate nella mappatura di Haiti, vi sia anche l’italiana Geologyx, nelle persone di Simone Gadenz e Maurizio Latini.

La comunità OSM, riuscendo a sfuttare sinergicamente le numerose competenze dei volontari, sta sviluppando e offrendo soluzioni pratiche per l’uso dei dati in campagna: mappe statiche in formato pdf, file per GPS e palmari, shapefile per i cartografi, ecc., sono stati, e sono tuttora generati e messi a disposizione di tutti gli interessati.

OSM è diventata presto uno dei punti di riferimento principali per il reperimento dati cartografici e geografici durante la crisi; anche il coordinamento con gli altri soggetti di carattere tecnologico (Ushahidi, Sahana), organizzativo (CrisisMappers), umanitario ha funzionato in modo corretto ed efficace.

Molti commenti entusiasti hanno sancito il successo dell’iniziativa HOT a Haiti. Altri hanno riconosciuto carenze di coordinamento e possibili migliorie per incrementare le prestazioni e l’affidabilità del sistema di crowdsourcing. Senza ombra di dubbio OSM ha dimostrato un altissimo potenziale per la raccolta e gestione dei dati in post disastro.

L’iniziativa ha avuto un tale successo che è stata oggetto di discussione nel recente congresso Gi4DM tenutosi a Torino. Il lavoro del team mondiale di mappatori, comunque, prosegue: da Haiti stanno arrivando i feedback di coloro che stanno operando sul posto e che permettono di incrementare, approfondire e anche correggere le informazioni cartografiche della tragedia sull’isola caraibica.

Mapping Party Cison di Val Marino

Scorcio sul Ruio, il torrente che attraversa Cison di Valmarino
Scorcio sul Ruio, il torrente che attraversa Cison di Valmarino

Ciao a tutti,

con colpevole e imperdonabile ritardo vi riporto la nostra (come Associazione) prima esperienza in un Mapping Party, datata 5 ottobre 2008. Per l’occasione abbiamo scelto un piccolo ma bellissimo borgo dell’alta Marca Trevigiana che ci ospitasse e ci facesse da “cavia” (senza conseguenze per esso…): Cison di Valmarino, borgo medioevale incastonato ai piedi delle Prealpi,  affiacciato sulla Val Mareno.

La giornata è iniziata presto, alle 8 avevamo già preso possesso della base, la biblioteca gentilmente messa a disposizione dal Comune, poi dopo esserci divisi il “lavoro” siamo partiti. I primi a partire sono stati i sentieristi, in quanto avevano il compito più arduo e più lungo: i sentieri in montagna; li abbiamo caricati con un po’ di viveri e poi, gps e fogli con indicazioni alla mano li abbiamo sguinzagliati in montagna. Il Resto dei mappatori si è diviso il centro storico di Cison (2 coppie a piedi), le frazioni (una coppia in macchina) e il sentiero “la Via dei mulini” (1 coppia a piedi). Poco prima di pranzo ci siamo ritrovati e Luca Menini, nostro socio e membro di Gfoss.it, ha tenuto una piccola conferenza (eravamo tutti mappatori con l’aggiunta di qualche, purtroppo pochi, indigeno) sui mapping party e informazione geografica libera. Continua a leggere

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO – Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato

Vi riporto il manifesto nazionale del movimento nazionale contro il consulmo del territorio, mi sembra una novità lodevole per l’andazzo generale nel nostro paese. Qui trovate il link al sito, molto ben fatto e ricco di informazioni, dove tra l’altro potete firmare la petizione.

stopalconsumoditerritorio

Manifesto nazionale

Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.). Continua a leggere