Notte Europea della Geografia 2019

Venerdì 5 aprile si terrà in tutta Europa la Notte Europea della Geografia 2019. L’evento geografico, ideato nel 2017 dal Comitato Nazionale Francese di Geografia e promossa da EUGEO, consiste in una costellazione di eventi sincroni che coinvolgono team di ricerca, laboratori, associazioni e appassionati. Per un giorno geografe e geografi di tutta Europa mostreranno al grande pubblico alcune delle attività di ricerca e didattiche, in cui sono quotidianamente impegnati.
La Notte mira a migliorare la visibilità e l’incisività della geografia e dei geografi nei confronti del grande pubblico e dei media, comunicando meglio il sapere geografico e la valenza della Geografia per la formazione a “tutto tondo” dei cittadini.

A livello nazionale la Notte è coordinata dall’Associazione dei Geografi italiani (AGEI) in collaborazione con altri enti e associazioni. Gli eventi e le attività proposte dai gruppi di ricerca e dalle associazioni italiane sono oltre 50 e si svolgono in tutta Italia. È stata inoltre redatta una mappa online dove è possibile consultare tutti gli eventi.

 

Il Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto in collaborazione con il progetto UniPadova Sostenibile dell’Università di Padova, il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale (DICEA), il Museo di Geografia del Dipartimento DiSSGeA, il Dipartimento DSEA, il Dipartimento di Geoscienze, il Dipartimento DAFNAE, le Associazioni Geograficamente e GIShub (Padova), l’Associazione AIIG Veneto, il progetto Spedizione A.M.A.Z.O.N.Y.A. (in collaborazione con National Geographic), l’iniziativa culturale degli studenti GIS and Science, i progetti innovativi Walls and Rivers e Unipedala e i progetti Europei Map4youth e MyGeo, propongono per tutta la giornata diversi laboratori, attività, dibattiti ed eventi totalmente gratuiti, aperti a grandi e piccoli e a tutti gli studenti universitari.

Durante la giornata non potrà mancare il volo con un drone che, alle 15.00, si alzerà su Porta Portello per ammirare dall’alto uno dei quartieri che ospitano alcune sedi dell’Università di Padova. Quest’anno la Notte della Geografia padovana darà spazio anche ai diritti delle persone diversamente abili: l’Associazione Geograficamente accompagnerà tutti coloro che vorranno partecipare nella mappatura, tramite smartphone, dei luoghi accessibili in sedia a rotelle.L’obiettivo è quello di aggiornare la cartografia opensource OpenstreetMap, prestando attenzione a chi si muove in sedia a rotelle.

Dalle 16.00 spazio anche ai più giovani, con il Mini Geo-Lab aperto a tutti i bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, per avvicinarsi al mondo della geografia giocando! Con “Padova underground” si andrà in esplorazione della Padova sotterranea e a camminare sul mound di origine antropica, costituito da depositi archeologici di età compresa tra l’età del Ferro e il Medioevo e spessi fino a 5-7 metri. La serata vedrà la presentazione del progetto Spedizione A.M.A.Z.O.N.Y.A. (“A.M.A.Z.O.N.Y.A. – Monitoring gas flaring impacts in the Yasuní Biosfere Reserve”), progetto   selezionato dalla National Geographic con cui il gruppo di ricerca Territori delle diversi ecologiche e culturali del Dipartimento ICEA accompagnerà tre studenti di Scienze Naturali, ora laureati, partire per l’Amazzonia ecuadoriana a mappare vecchi e nuovi siti industriali di gas flaring. L’esplorazione mira alla mappatura dei siti di gas flaring nell’area di influenza della Riserva della Biosfera Yasuní utilizzando immagini satellitari, analisi con i Sistemi Informativi Geografici, mappatura sul campo e misure ambientali. Contemporaneamente, presso il Museo di Geografia, si svolgerà l’evento IN VINO VARIETAS, dove sarà offerta ai partecipanti una degustazione ragionata di vini che introduca alla lettura geografica del prodotto attraverso delle riflessioni che approfondiscano i metodi di vinificazione, le zone di produzione e le proprietà dei vini. Alle 20.00, sempre dal Museo di Geografia, partirà la passeggiata per le vie del centro con l’evento Camminando per Padova ho incontrato il mondo, alla scoperta di luoghi o simboli che testimoniano la presenza di altre culture provenienti da varie parti del mondo con le quali siamo in continua relazione o che caratterizzano una parte di città. L’evento, promosso da AIIG Veneto e dall’associazione culturale Play, sarà accompagnato dal sound della Funk Fara Street Band. Durante la giornata spazio anche alla sostenibilità urbana presso il Laboratorio Drones for Good. Nel pomeriggio con il progetto innovativo degli studenti Unipedala (DSEA) si realizzerà un’escursione organizzata in bicicletta, dove, attraverso l’uso di geoapp, si prenderà traccia del percorso e di altri elementi di interesse per caratterizzare lo stato della ciclabile. A partire dalle 21.00 spazio agli eventi “Quanto verde c’è a Padova?”, in collaborazione con il progetto innovativo Walls and Rivers (DAFNAE) e l’evento Maphaton Map4youth. Quest’ultimo evento fa parte del progetto europeo Map4youth che si pone l’obiettivo di favorire la cittadinanza attiva tra giovani cittadini ed i decisori politici della città di Padova, con particolare attenzione al ripensamento e riqualificazione degli aree degradate nel Comune di Padova.

A questo link è possibile visualizzare nel dettaglio tutti gli eventi della Notte della Geografia di Padova e iscriversi agli eventi (si ricorda che gli eventi sono gratuiti ma è necessaria l’iscrizione). Per rimanere aggiornati è possibile inoltre collegarsi all’evento facebook della #GeoNight.

 

 

 

Spedizione OS-Tienshanica 2019: partecipa anche tu e vieni a scoprire le meravigliose montagne del Tien Shan

Ti piacerebbe scoprire assieme a noi il meraviglioso Kirghizistan? Prepara lo zaino e vieni a con noi a seguire le tracce del Barone Osten-Sacken.

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Esattamente 150 anni fa nel 1869, veniva pubblicato il Sertum Tianshanicum, un’opera di botanica straordinaria a metà strada tra il diario di viaggio e la monografia scientifica che ancora oggi è il punto di partenza di ogni indagine naturalistica dell’Asia centrale. Gli autori erano il noto botanico Ruprecht e il geografo, naturalista ed esploratore Barone Osten-Sacken.

Negli anni immediatamente precedenti il Barone aveva condotto una delle prime vere esplorazioni dell’Asia centrale tra i monti del Tien Shan, le Montagne Celesti, in quello che oggi è noto come Kirghizistan.

Egli attraversò e descrisse paesaggi al tempo ignoti, percorsi da pochi esploratori russi che avevano affrontato le steppe dei kirghisi e le invalicabili montagne del gruppo himalaiano che da lì si spinge fino nelle terre indiane.

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Osten-Sacken raccolse campioni naturalistici, fece misurazioni climatiche e geografiche importanti e descrisse oltre 70 specie nuove per la scienza che andarono a completare la sua grande opera del Sertum Tianshanicum.

I monti del Tien Shan sono ancora oggi terre poco esplorate in cui il turismo di massa non è mai arrivato anche se il Kirghizistan è un paese oltremodo accogliente, che si sta aprendo piano piano al mondo dopo gli anni della supremazia russa e guardando con attenzione un futuro in cui la Cina si avvicina sempre di più politicamente e commercialmente.

Cosa rimane oggi delle grandi steppe erbose e dei picchi innevati descritti da Osten-Sacken? Si riesce ancora ad intravedere tra le rocce la sfuggente sagoma del misterioso leopardo delle nevi che trova qui uno dei pochi santuari rimasti al mondo? Vi sono ancora specie nuove da scoprire e quante ne sono scomparse?

Per rispondere a queste domande nel 2018 due nostri soci, la geografa Rachele Amerini e il naturalista Roberto Battiston, hanno ripercorso una parte del viaggio del Barone attraversando a cavallo i passi dell’Ala Tau spingendosi fino al lago ghiacciato di Son Kul.

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Quest’anno una nuova spedizione si appresta a partire per esplorare la valle di Naryn dove Osten-Sacken descrisse gli ambienti più selvaggi ed incontaminati, sulla favolosa Via della Seta fino a giungere al confine con la Cina, dove inizia il misterioso Deserto del Taklamakan Una spedizione aperta, portata avanti come missione scientifica della World Biodiversity Association in collaborazione con Geograficamente e patrocinata dal Master in GIScience e droni per la gestione del territorio di Padova.

Il gruppo che prenderà parte a questa epica spedizione si sta formando in questi giorni ed è possibile candidarsi per farne parte. Non sono richieste esperienze pregresse ma buona volontà e spirito di avventura, chiunque li possieda potrà dare il suo contributo. Non si tratta di un viaggio organizzato ma di un’occasione unica di affiancarsi ad una vera spedizione scientifica, condividere le scoperte, le emozioni e le difficoltà. Le analisi sul campo saranno infatti l’occasione di condividere conoscenze e tecniche per mappare luoghi remoti e conoscere animali e piante di queste regioni in quello che è stato allestito come un “field workshop”.

Le iscrizioni sono aperte e chiudono il 28 febbraio per un viaggio che partirà dall’Italia il prossimo 20 Aprile.

Scarica qui il programma completo e non perdere questa occasione davvero unica: http://bit.ly/ostienshanica

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Ucraina e Crimea…. il passo falso dell’Occidente di Filippo Rustichelli

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Quello che accade, quello che è accaduto, quello che accadrà…… ad oggi dopo diverse settimane in cui si è accesa la miccia ucraina, il paese resta paralizzato e in fiamme. Ogni giorno sembra di assistere a quella che è una vera e propria guerra civile. E dire che l’Ucraina era il granaio della Russia. Ad oggi i rapporti tra i due paesi non potrebbero essere più complicati. Prima la Crimea, adesso le regioni russofone dell’Est. Donetsk, Kharkov, e Slaviansk. nomi di città che prima ai più erano sconosciute, adesso rimbalzano di continuo in un complesso rimbalzino mediatico. Potremmo scrivere un papiro sulla situazione in atto…. tuttavia l’argomento presenta una semanticità esasperante di problemi. Problemi storici: la Crimea è sempre stata una zona russofona e per i Russi era ed è sempre importante per motivi strategici. Nikolaj Gogol’ nei suoi racconti di Sebastopoli, citava la famosa piazzaforte e base navale, uno dei due centri portuali e militari più importanti. La Russia, parliamoci chiaro, potrebbe dotarsi del porto di Novorossijsk, che si trova a Est rispetto della Crimea. Ma Sebastopoli e la flotta russa sul Mar Nero e la sua conformazione strategica sono un obiettivo irrinunciabile agli occhi dello Zar Putin. La conformazione montuosa della Crimea gli dà ragione….. un boccone troppo scottante per lasciarselo scappare… Crimea, penisola di dominazioni varie: genovese, tartara, russa, ucraina e poi di nuovo russa. Crimea, luogo magico pieno di castelli e località turistiche.

La popolazione è russa perlopiù, e quando dagli scranni della Rada di Kiev, il parlamento Ucraino, si sono alzate le voci degli ultranazionalisti di Kiev, i russofoni di Crimea, hanno temuto una possibile ingerenza nei loro confronti. A Putin non è parso vero e subito ha cercato di mettere in cattiva luce il nuovo governo eletto del premier Yatseniuk. Come piazza Tahrir al Cairo, Maidan a Kiev è diventata il simbolo della seconda rivoluzione Ucraina. Nella rivoluzione arancione, la Thatcher ucraina, la Yulia Tymoshenko aveva accusato il presidente Kuc’ma e il premier Yanukovich di brogli elettorali… alla fine i rivoltosi avevano avuto la meglio con la testa di Kuc’ma e il tacito accordo di Yanukovich. Emblema di questa rivoluzione il volto butterato del candidato premier Yushenko, avvelenato con la diossina…. e anche qui c’è stata probabilmente la mano morta dello zar…   Nella seconda rivoluzione ucraina tanti sono i problemi: a cominciare dalla Crimea che è diventata russofona, tre ministri del governo neo eletto sono di estrema destra, con simpatie ai nazisti. L’attenzione del mondo si è basata su una trilaterazione geografica: cartografando, potremmo dire che i tre punti del triangolo della discordia ucraina sono Kiev, Sebastopoli e ora Donetsk. Prima Kiev brucia per giorni, ma si pensa ” sono le solite manifestazioni di piazza !”, poi le rivendicazioni d’indipendenza della Crimea e l’infiltrazione russa di elementi militari nelle basi della regione,  ora in terzo luogo il fuoco divampa nelle regioni del Donbass, tra Donetsk e Lughansk., gli oblast ( le regioni) e le medesime città, russofone, dove è presente una popolazione operaia. A questo punto ci chiediamo  ” che senso ha la neo repubblica di Donetsk?” ma chiediamoci pure ” cosa pensava di fare l’Occidente?” Putin rischia con i suoi movimenti di creare una guerra civile; ma i russi agiscono nell’ombra e fanno terra bruciata da dentro, appoggiando i filorussi. La Borsa di Mosca perde il 12% del suo capitale, le quotazioni scendono. Di questi giorni il rapimento degli Osservatori Osce a Slaviansk, il che non fa che aumentare l’allerta. L’Occidente dal canto suo ci aveva già provato nel 2004, e in Georgia, ma la Russia ha sempre risposto con la forza. Il passo falso dell’Occidente: intervenire in una zona di orbita russa. Putin è intervenuto militarmente per scongiurare che un paese cuscinetto entrasse nell’orbita occidentale( ricordiamoci la storia dello Scudo Anti Missile di Bush). Annettere un paese nella zona Nato o comunque favorire la sua entrata in funzione anti russa ha esasperato il Cremlino. E’ Scoppiata una mini guerra fredda… i risvolti e gli esiti? speriamo non si trasformi in un bagno di sangue…. In seguito riaggiornerò la questione…..!!!

 

 

La storia del mondo in dodici mappe – Jerry Brotton

97e  Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra    visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo libro, Jerry   Brotton sostiene che, lungi dall’essere meri strumenti della scienza, le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere, all’autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari. I disegnatori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Questo libro analizza il significato di dodici mappe del mondo riprese dalla storia globale, a partire dalle rappresentazioni mistiche della storia antica e per finire con le immagini di derivazione satellitare contemporanee. Ricrea gli ambienti e le circostanze in cui queste carte sono state fatte, mostrando come ciascuna di esse trasmetta un’immagine estremamente personale del mondo: la prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme del “mappamundi” di Hereford del XIV secolo; la più antica mappa coreana che mostra la Terra intera, compresa l’Europa; la prima autentica visione del mondo globalizzato del portoghese Diogo Ribeiro agli inizi del XVI secolo; la proiezione negli anni Settanta del Novecento che aveva l’ambizione di dare uguale dignità al “terzo mondo” e il pianeta secondo Google. Brotton rivela come ogni mappa abbia tanto influenzato quanto riflesso gli eventi contemporanei e come, leggendole, si possano meglio comprendere gli universi che le hanno prodotte.

La recensione di Alessandro Baricco:  http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/12/02/una-certa-mappa-del-mondo-cosi-luomo.html

Buona lettura!

ADOTTA UN TERRAZZAMENTO. La nascita di proposte innovative per la tutela del paesaggio


Di proposte per la tutela del paesag- gio, il nostro Bel Paese ne vanta pa- recchie. Capita di sentirne di tutti i colori, spesso, anzi spessissimo, sono proposte e punto: proposte per modi- ficare il territorio (ma non erano per tutelare il paesag- gio?), proposte per costruire (vedi post sotto) torri e grat- tacielo, proposte per stravolgere, questa volta sì, il paesaggio. E non parliamo dell’ambiente, per ora. Ma questo lo si sapeva già. Ne sappiamo anche qualcosa di progetti che non portano a nulla se non a banalizzare e a teatralizzare.

 Per i luoghi in abbandono è facile cadere in queste trappole. Pur di salvare queste terre si è disposti a fare di tutto, anche a snaturarle, vendendone l’anima al diavolo. Non è facile trovare soluzioni virtuose che conducano a una resurrezione del paesaggio con i connotati e le valenze originarie. Anzi, la tendenza è quella di progettare una ri-funzionalizzazione delle opere in esso presenti con il rischio di cadere nelle trappole di cui sopra.

 Vogliamo allora presentarvi un progetto innovativo da questo punto di vista, che tenta di salvare queste aree dall’abbandono ricollocandole nel contesto della società contemporanea, con uno sguardo sempre teso al passato.

 Adotta un terrazzamento. Sostieni la montagna del Canale di Brenta. Questo lo slogan con cui il comitato ci presenta il progetto, ufficializzato a fine 2010, che coinvolge in un lavoro sinergico (in atto da parecchi anni) il Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, lo IUAV e l’Amministrazione Comunale di Valstagna.

 Si tratta di un progetto volto al recupero del paesaggio rurale del Canale attraverso l’adozione di alcuni dei terrazzamenti. L’iniziativa prevede due tipi di adozione: l’adozione diretta, con la quale si mette il terrazzamento a disposizione dell’affidatario (in comodato d’uso) che si occuperà della manutenzione e della messa a coltura dell’appezzamento (suoi saranno i prodotti ottenuti); l’adozione a distanza, che consente di dare un contributo per i lavori di manutenzione (svolti da squadre di giovani locali) di uno o più appezzamenti.

 A segnare il successo dell’iniziativa, nel mese di marzo 2011 si contavano 20 terrazzamenti adottati e tornati alla coltivazione.

Per maggiori informazioni: www.adottaunterrazzamento.org

GIS Day 2009 al CIRGEO

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18 novembre 2009. Il GIS Day è una giornata, celebrata a livello mondiale, con lo scopo di diffondere la cultura geografica e le tecnologie GIS. Istituzioni, Associazioni, Enti, Aziende, Università e Scuole per l’occasione organizzano convegni e seminari aperti alla popolazione. L’iniziativa è sponsorizzata da National Geographic Society, Associaton of American Geographers, University Consortium for Geographic Information Science, United States Geological Survey, Library of Congress ed ESRI.

Il CIRGEO (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Cartografia, Fotogrammetria, Telerilevamento e S.I.T. dell’Università di Padova) propone ogni anno un interessante incontro con esperti di svariati settori che utilizzano strumenti geografici. Quest’anno anche Geograficamente è stata invitata a partecipare all’evento: coglieremo l’occasione per presentare il progetto “Cartografare il territorio” che vede protagonista, una volta tanto, la Geografia nelle scuole. 

Per il programma della giornata e per iscriversi:

http://www.formazione.cirgeo.unipd.it/eventi.asp?idevento=5