Geografia 2.0

Il termine ‘Condividere’, in tempi recenti, si è trasformato in un elemento chiave di molte iniziative di successo.

Con l’avvento del Web 2.0, esperienza basata sulla collaborazione di massa, si è passati dal “Wikinomics” al “Socialnomics”, dove i cittadini sono sensori volontari.
Nel corso degli ultimi decenni, la questione principale, per le applicazioni GIS è stata la disponibilità di una sana informazione territoriale. Oggi, l’ampia diffusione di dispositivi elettronici che forniscono informazioni geo-referenziate hanno portato alla produzione di una vasta serie di informazioni territoriali. Questa tendenza ha portato a una “wikificazione GIS”, dove la collaborazione di massa gioca un ruolo chiave nel contesto delle informazioni territoriali (hardware, software, dati e persone).

Alcuni autori (Goodchild, 2007) parlano di “volontari dell’informazione geografica”, mi vengono in mente gli amici di OpenStreetMap, che sfruttando strumenti per creare, montare, e diffondere le informazioni geografiche, contribuiscono volontariamente alla creazione di contenuti geografici, arricchendo così le mappe, contrassegnando le posizioni di eventi accaduti, le posizioni in cui si trovano determinate attività o loro stessi.

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L’Humanitarian OpenStreetMap Team al lavoro per Haiti

A seguito del terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio 2010, il gruppo Humanitarian OpenStreetMap Team (HOT) si è attivato per realizzare la mappatura dell’isola, che ancora non aveva una copertura cartografica aggiornata ed adeguata in grado di rispondere alle esigente della carovana umanitaria dei soccorsi e degli aiuti.

Grazie alle immagini da satellite acquisite successivamente all’evento sismico ed alla loro liberazione, la comunità OSM – auto-coordinata attraverso il gruppo HOT – ha provveduto sia alla realizzazione di una mappa di base dell’isola che alla mappatura del danno e delle infrastrutture critiche per i soccorsi (ospedali, cimiteri, rete stradali, edifici, ecc.).

Inoltre, grazie alle migliaia di informazioni (post, mail, sms, tweet) che hanno inondato la rete nei giorni successivi al terremoto, il team di mappatori ha potuto indicare accampamenti di sfollati, edifici crollati, ospedali, reti stradali e molte altre informazioni, offrendo soluzioni pratiche per le associazioni umanitarie che devono muoversi sul posto. Sul sito www.openstreetmap.org si possono scaricare mappe generare, e tuttora in fase di realizzazione, messe a disposizione di tutti gli interessati.
Interessante notare come, tra le oltre 500 persone sparse nel mondo impegnate nella mappatura di Haiti, vi sia anche l’italiana Geologyx, nelle persone di Simone Gadenz e Maurizio Latini.

La comunità OSM, riuscendo a sfuttare sinergicamente le numerose competenze dei volontari, sta sviluppando e offrendo soluzioni pratiche per l’uso dei dati in campagna: mappe statiche in formato pdf, file per GPS e palmari, shapefile per i cartografi, ecc., sono stati, e sono tuttora generati e messi a disposizione di tutti gli interessati.

OSM è diventata presto uno dei punti di riferimento principali per il reperimento dati cartografici e geografici durante la crisi; anche il coordinamento con gli altri soggetti di carattere tecnologico (Ushahidi, Sahana), organizzativo (CrisisMappers), umanitario ha funzionato in modo corretto ed efficace.

Molti commenti entusiasti hanno sancito il successo dell’iniziativa HOT a Haiti. Altri hanno riconosciuto carenze di coordinamento e possibili migliorie per incrementare le prestazioni e l’affidabilità del sistema di crowdsourcing. Senza ombra di dubbio OSM ha dimostrato un altissimo potenziale per la raccolta e gestione dei dati in post disastro.

L’iniziativa ha avuto un tale successo che è stata oggetto di discussione nel recente congresso Gi4DM tenutosi a Torino. Il lavoro del team mondiale di mappatori, comunque, prosegue: da Haiti stanno arrivando i feedback di coloro che stanno operando sul posto e che permettono di incrementare, approfondire e anche correggere le informazioni cartografiche della tragedia sull’isola caraibica.