GEOGRAFIA? MA È UNA MATERIA CHE SI STUDIA ANCORA?

RETHYMNO, una prefettura dell'isola di CRETA, una città piccola, fatta di strade di epoca veneziana, piena di negozi turistici, dominata (sullo sfondo della foto) dalla “FORTEZA” anch'essa di origine veneziana e poi occupata dagli ottomani (CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA)

Lettera a “Geograficamente” di LAURA EDGARDA LOMBARDI

Esimi Geografi, utilizzo volentieri questo spazio per condividere con voi una riflessione sulla spendibilità sul mercato del lavoro del titolo di studio in Geografia.

Mi sono laureata l’anno scorso presso l’università di Bologna, conseguendo la laurea magistrale in Geografia e processi territoriali ed a un anno dalla laurea, le possibilità concrete di trovare lavoro con il mio titolo di studio sono state solo due: l’iscrizione alla graduatoria di terza fascia per l’insegnamento di geografia nelle scuole superiori pubbliche e partecipare al bando Leonardo da Vinci.

In un anno ho inviato molti CV, a cui non ho mai ricevuto risposta e dai molti bandi pubblici consultati, ho “scoperto” che il nostro titolo di studio è totalmente sconosciuto all’amministrazione pubblica, visto che, tranne nell’ambito scolastico, la laurea in Geografia non compare mai come uno dei possibili titoli richiesti per partecipare ai concorsi.

In più sembra che nel mondo reale (intendo nella vita comune), la nostra materia sia quasi completamente sconosciuta, molto spesso se dico che ho studiato Geografia, ricevo come risposta “Geografia? Ma è una materia che si studia ancora all’università?”.

Per il momento, la mia sola consolazione è stata partecipare al tirocinio Leonardo da Vinci,  che mi ha dato la possibilità di mettere in pratica un po’ di cose imparate all’università e di collaborare con un museo greco.

La mia destinazione è stata Rethymno,   una prefettura dell’isola di Creta, una città piccola, fatta di strade di epoca veneziana, piena di negozi turistici, dominata dalla “Forteza” anch’essa di origine veneziana e poi occupata dagli ottomani nelle cui vicinanze sorge il Museo Archeologico, che oltre a conservare i reperti archeologici ritrovati nella prefettura, è stato la mia sede di tirocinio.

Al colloquio con le mie due tutor, due fantastiche archeologhe, mi hanno detto che mi avevano selezionato perché stavano cercando qualcuno con la laurea in Geografia (!) per svolgere una ricerca bibliografica su degli antichi insediamenti della prefettura di Rethymno che avevano scavato negli ultimi dieci anni. In pratica, sono dovuta andare in Grecia per sentirmi dire, che anche essere geografi ha la sua utilità. In poche parole, questo breve mio intervento non richiesto, vuole essere un invito a tutti i geografi che seguono questo blog a partecipare a programmi come il Leonardo da Vinci o EVS (European Voluntary Service) e per quelli che sono ancora all’università di sfruttare il più possibile i programmi di scambio con altre università europee  (Erasmus) ed extraeuropee (Overseas). Ne vale davvero la pena! Ed è veramente stimolante essere riconosciuti come geografi!

RETHYMNO, "FORTEZA"

Chiudo questo breve intervento con un quesito: Credete sia possibile coalizzarci per ottenere più ricono- scimento come geografi in Italia? Ad esempio: creare un albo, chiedere alle pubbliche amministrazioni  il riconoscimento per partecipare a concorsi pubblici, etc….Oppure il nostro destino è già segnato e dobbiamo solamente aspettare di insegnare? Aspetto di sapere le vostre considerazioni!  – LAURA

RETHYMNO, panorama dalla "FORTEZA" (CLICCARE SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA)
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13 thoughts on “GEOGRAFIA? MA È UNA MATERIA CHE SI STUDIA ANCORA?

  1. chiara lunedì 22 ottobre 2012 / 18:31

    Ciao Laura,
    mi chiamo Chiara, leggendo il tuo intervento mi sono sentita vicina alla tua causa. Anche io come te sono laureata in geografia ( precisamente in scienze umane per l’ambiente il territorio e il paesaggio) alla Statale di Milano. La nostra ficgura purtroppo non ha valenza nel mondo del lavoro e mi ritrovo costretta a cercare tutt’altro poichè non vedo possibilità concrete nel mondo attuale dell’insegnamento. Credo però che seppure il nostro ambito di studi non sia tenuto in considerazione dalla Pubblica Amministrazione non si debba perdere la passione, nè la tenacia nel divulgare le nostre conoscenze. Quindi associamoci, formiamo gruppi di studio per confrontare le nostre esperienzo o idee, per mantenere vivo il nostro meraviglioso settore di studi troppo spesso dimenticato!

  2. pepe mercoledì 17 aprile 2013 / 18:08

    Ciao Laura,
    mi chiamo José Luis, e sono messicano. Prima che tutto vogliio dire che non parlo molto italiano, ma anche voglio dire che nel mio paese è una situazione simile.
    Ma ho bisogno di sapere un po’ più sulla situazione di geografia nel tuo paese, e vorrei sapere se tu mi puoi aiutare.

  3. Andrea Gagna mercoledì 31 luglio 2013 / 18:13

    Ciao a tutti,
    io mi sono laureato alla triennale di Sc. Geografiche per il Territorio, Turismo e Paesaggio Culturale a Genova, ormai 2 anni emmezzo fa. Decisi di non proseguire perchè venne introdotta la Magistrale “Valorizzazione culturale dell’Ambiente e del Territorio”, Magistrale che non ritenni in linea con i miei interessi e tantomeno spendibile nel mondo del lavoro. Qual’è la mia situazione attuale?
    Disoccupato. anzi; Inoccupato.
    Cosa mi ha dato la Geografia e cosa “potrebbe dare” al Pianeta? TUTTO.
    Studiarla all’Università è sicuramente qualcosa di affascinante e incredibile. Ti apre la mente. Terminato il percorso accademico il primo anno dalla Laurea l’ho vissuto malissimo e senza cognizione. Mandavo CV a caso e a tutti, mi presentavo a colloqui di ogni genere ed ero molto demoralizzato…Non riuscivo proprio a capire a che diavolo servisse la geografia al mondo del lavoro!!!!

    Poi ho scoperto su internet dell’esistenza dei G.I.S, i Sistemi Informativi Geografici. E da lì è cambiato tutto. Ho studiato a fondo i GIS e scoperto le innumerevoli potenzialità nel mondo lavorativo dell’ambito della pianificazione eco-sostenibile ambientale.
    Poi dai GIS ho trovato dei collegamenti con la Pianificazione energetica eco-sostenibile e in particolare nelle fasi della progettazione/monitoraggio degli Impianti Fotovoltaici e di quelli Eolici. Quindi ho fatto Corsi di GIS open source, e poi un Corso di 500 ore con stage finale sulle Fonti Rinnovabili a Genova.
    Infine ho trovato ulteriori collegamenti tra queste due cose e i Sistemi di Gestione ambientale, nonchè le Valutazioni di Impatto Ambientale…e allora altri Corsi….

    Morale della favola?

    Attualmente sto frequentando un Corso come “Tecnico Ambientale”, sempre finanziato dall’FSE previo superamento del Bando, a Imperia perchè vivo a Sanremo.

    Colloqui di lavoro da quando ho preso questi indirizzi “scientifici” ne ho fatti eccome ma sembra che nessuno sia disposto a investire 300 euro al mese su un giovane geografo “del nuovo millennio”…

    Ciò nonostante io ho 26 anni e vado avanti nella mia strada; le potenzialità e l’utilità della figura del Geografo nell’oggi così come nel domani è fondamentale e questo il Mondo del Lavoro lo deve capire!!! Stop!!! All’estero lo hanno già stra-capito!!!

    E allora? Allora dobbiamo muoverci noi Geografi Italiani, dobbiamo rimbocccarci le maniche e farci sentire!! Come?
    Attraverso i social network (la mia pagina FB è “Rilancio Italiano Professione Geografo”), Associazioni che ci riuniscano come “Geograficamente” e proponendo idee su idee a tutti!!!

    Grazie a tutti e www i Geografi!!!

    Gagna Andrea

  4. mdelfabbro mercoledì 31 luglio 2013 / 22:25

    Cara Laura, anch’io sono nella tua stessa situazione… in mano una laurea di cui vedo la potenziale utilità nella società ma ignorata dal mercato del lavoro… E allora, pur cercando qualsiasi lavoro che possa darmi un minimo di indipendenza, cerco di continuare a coltivare gli studi che ho fatto, le competenze che ho acquisito… Se vi interessa ho creato un gruppo su yahoo dedicato a scambiarsi informazioni… si chiama geograf*unimi (l’ho aperto con colleghi della statale di Milano ma naturalmente è aperto a tutti/e!). Non bisogna scoraggiarsi, bisogna invece fare programmi a lungo termine… e assumere il fatto di aver scelto una laurea con molti meno sbocchi di altri indirizzi.
    Matteo

  5. lilas mercoledì 11 dicembre 2013 / 9:23

    ciao a tutti io sto terminando la triennale in beni culturali e la mia idea era quella di iscrivermi l’anno prossimo a geografia e processi territoriali a Bologna ma da quello che leggo un pò dappertutto mi vengono dei dubbi.Eppure sento sempre più parlare di opportunità di lavoro nella green economy e secondo me lo studio dei processi territoriali per lo sviluppo del paese e del paesaggio in maniera consapevole e non disordinata come è stato fatto fino ad ora è importantissimo e ancor di più io credo che lo studio e l’utiizzo dei gis compete ai geografi e ai pianificatori e non esclusivamente agli ingegneri..insomma ad ognuno il suo lavoro.

    • Andrea mercoledì 11 dicembre 2013 / 21:24

      Ciao Lilas; tutto quello che dici è tremendamente vero. La Geografia, una scienza fondamentale oggi giorno in tutto ciò che riguarda la gestione sostenibile del territorio e di infinite altre problematiche, che però non viene assolutamente valorizzata abbastanza dal mondo del lavoro…Ti potrei dire che qui da noi è abbastanza “palese”…Se pensi a quanto il nostro Stato, da sempre, investi nello sviluppo dei Piani della Protezione Civile…In realtà questa superficialità ambientale, questa mancanza di una “cultura ambientale” porta proprio a un deprezzamento continuo della nostra scienza, una materia che i nostri ministeri ormai la stanno rendendo al 100 % umanistica, e quindi aimè non idonea nel mondo aziendale….
      Eppure, ciò nonostante io continuo a insistere sulla Geografia e sul suo volto “scientifico”, cioè tutti gli aspetti che tu stesso elenchi, a partire dall’applicazione per lo sviluppo della green economy, ai GIS..etc..
      E io sono fermamente convinto di riuscire prima o poi a far capire anche a tutti gli altri professionisti di settore che sono “tradizionalmente” riconosciuti e conosciuti da tutti e di che epoca in epoca, che anche tutto ciò che è inerente lo studio e l’analisi geografica spetta e DEVE spettare a un Geografo professionista e che il suo intervento è e DEVE essere fondamentale.
      Non è possibile andare avanti verso una direzione sempre più contraria a quella delle nazioni evolute; all’estero, dai nostri cugini il Geografo è una professione a tutti gli effetti, riconosciuta al pari di quella dell’Ingegnere…Da noi invece oltre che a non esserlo, la si sta riducendo esclusivamente all’ambito culturale umanistico…quindi letterario…

      Il nostro Pianeta oggi ha bisogno come il pane di esperti in Geografia e in futuro ne avrà sempre più bisogno!
      Il problema non è tanto la potenzialità di una Laurea in Geografia quanto la sua spendibilità e le idee innovative che ognuno di giovani geografi ha la responsabilità di mettere in atto per far trasmettere il messaggio!!
      Come si può iniziare tutto ciò?

      Laureandosi in Geografia e dopo indirizzare la propria formazione sulla Green Economy, i GIS, le Valutazioni di Impatto Ambientale, i sistemi di Gestione Ambientale e tutto quello che scoprite avere a che fare con la Geografia!!

      Quindi Lilas; diventa Geografo! E’ un investimento! eccome se lo è!!

      Ciao e in bocca al lupo!!

      Alla Pagina Fb https://www.facebook.com/R.I.ProfessioneGeografo
      puoi rimanere sempre aggiornato sulle applicazioni della geografia nei diversi settori del mondo del lavoro!!

  6. Francesco venerdì 27 giugno 2014 / 11:34

    Ciao a tutti,
    per darvi un’idea di quanto la Geografia sia snobbata anche dal mondo universitario, vi porto la mia esperienza personale.
    Nel 2009, dopo il Diploma, mi iscrissi al corso di laurea triennale di “Geografia dei Processi Territoriali” all’Università di Padova. Era l’unico corso che mi interessava realmente, avendo sempre amato la materia sin da piccolo.
    Poche settimane dopo l’inizio delle lezioni, a noi studenti di Geografia ci venne comunicato dal Preside della Facoltà (Lettere e Filosofia) e del Corso, che il corso, per la mancanza del numero minimo di iscritti previsti dal ministero (70, se ricordo bene), avrebbe chiuso. Per quell’anno le matricole di Geografia erano 23 dunque, come quasi ogni anno, inferiori anche al numero minimo previsto della Facoltà per l’attivazione del corso (una trentina di iscrizioni, vado a memoria).
    La disattivazione del corso sarebbe stata immediata, con noi studenti obbligati a scegliere tra una serie di opzioni alternative: a) trasferirsi a Bologna, al corso di “Geografia e processi Territoriali” b) passare al corso giudicato “affine” di “Progettazione e Gestione del Turismo Culturale” con un piano di studi che comprendeva 60 cfu di Geografia, c) ritiro, con rimborso della tassa di iscrizione.
    Inutile dire che abbiamo provato in tutti i modi di far tornare sui propri passi il Rettore (appena nominato): manifstazioni; presenza alle assemblee di Facoltà; riunioni a tutti i livello; ricorsi giudiziari. Volevamo almeno rinviare di un anno la disattivazione del corso, comunque consentita, perchè la chiusura a corso già iniziato ci sembrava folle (era nelle capacità del Rettore di poter derogare la disattivazione del corso, ma non volle rischiare sanzioni dal Ministero, per via della FUTURA Legge Gelmini).
    La decisione di chiudere il corso ovviamente coinvolse tutti gli studenti di Geografia, non solo le matricole, che dovettero seguire i corsi che sarebbero stati chiusi entro un’anno (non tutti) e comunque si videro chiudere la maggior parte dei laboratori.
    Io scelsi di continuare l’Università a Padova (la mia città), nel Corso di Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, con il piano di studi “personalizzato”, con l’idea di proseguire con la Magistrale a Bologna (a Padova c’era solo la triennale).
    Dopo le prime difficoltà iniziali, dovute ad un periodo di “crisi” personale per la chiusura del corso, ripresi a studiare, fino alla Laurea, avvenuta lo scorso Settembre.
    Una volta laureato decisi di non iscrivermi (subito) alla magistrale di Geografia a Bologna, ma di prendermi il tempo necessario per capire bene che strada prendere per il mio futuro.
    In questi mesi ho studiato lingue (cominciando lo studio del Tedesco e perfezionato L’inglese), mi sono tenuto in “allenamento” anche con lo studio della Geografia, ho fatto un paio di viaggi all’estero, mi sono informato attentamente sul mercato del lavoro attuale (facendo anche seminari e workshop), ho lavoricchiato e sono diventato Stagista e poi volontario di Legambiente Padova.
    Ora devo prendere una decisione.
    Riprendo gli studi, iscrivendomi alla Magiustrale di Geografia a Bologna, portando così a termine quello che avevo inziato nel 2009, o cerco seriamente un lavoro, facendo magari dei corsi professionalizzanti?
    Io sarei fortemente propenso a proseguire gli studi, visto anche la desolante situazione attuale. Rinviare di un paio d’anni, l’accesso al mercato del lavoro, con un titolo in più, spendibile all’estero e poi vedere che fare. Andare all’estero è l’ipotesi più probabile. Oppure tornare a Padova per fare il Dottorato di Geografia. O farlo all’estero.
    Si accettano consigli 😉
    Grazie dell’attezione, e in bocca al lupo a tutti i Geografi italiani!
    Francesco.

    • Andrea Gagna venerdì 27 giugno 2014 / 17:43

      Ciao Francesco,
      ho letto attentamente la tua storia personale e l’ho trovata molto interessante e veritiera.
      Mi rendo pienamente conto che un giovane che oggi giorno nel nostro Paese, vuole studiare Geografia all’Università e dopo lavorare nel settore corrispondente, non può che essere disorientato…E i motivi sono quelli che più volte si sono tirati in ballo e che non coinvolgono quasi o nulla i giovani stessi…
      Ecco il mio consiglio per la tua particolare situazione: lascia stare le specializzazioni e/o approfondimenti accademici, perchè credimi se ti dico che nel settore in cui una preparazione geografica è spendibile e può essere necessaria avere la triennale, la magistrale, il Master, il dottorato o altro non serve davvero a nulla…e questo l’ho constatato personalmente e dalle esperienze dei miei colleghi di Genova…Non è importante nemmeno il voto con cui sei uscito, se dal 92 in su…Questa è la realtà dei fatti. Nell’esiguo settore privato aziendale italiano in cui c’è necessità di giovani qualificati in discipline geografiche e da formare, ovvero quello dei servizi legati alla “Information Technology” e più nello specifico a quella dei sistemi Informativi Geografici, quello che conta è la formazione professionale.
      Formazione sia autonoma e sia tramite Corsi Formativi Professionali e stage ivi compresi (vedi alcuni corsi FSE, anche se non prettamente inerenti i GIS…ma credimi che una volta entrato nell’ottica ti accorgi che i GIS si possono applicare a tutto ma proprio tutto!) o senza stage.
      Quindi anche a livello di investimento, non si parla di cifre esorbitanti, se si usano questi due canali. Io consiglio anche sempre di formarsi con corsi che prevedono l’utilizzo di tecnologia open-source.
      Tieni conto che però all’Estero è tutta un’altra musica…
      All’estero la Geografia è una risorsa in continua valorizzazione e quindi diffusione…Nei Paesi avanzati parlare di GIS è come da noi parlare di CAD…
      Quindi è chiaro che se hai la possibilità di fare un master/corso professionale all’estero sui GIS sarebbe il massimo!
      Infine è giusto mettere in chiaro una cosa; in Italia puoi inserirti o almeno provare a farlo, con una formazione geografica e sui GIS quasi esclusivamente sul lato “analisti-programmatori Applicativi GIS”. Come è successo a me. Dico questo perchè in questo ambito informatico praticamente non esistono persone formate ma c’è molta richiesta e ce ne sarà sempre di più…Poi anche se vieni preso inizi con il marasma dei contratti a progetto ma quello è un’altro discorso..
      I veri “tecnici GIS”, cioè coloro che utilizzano il GIS per lavorare, aimè in Italia sostanzialmente non esistono..sono davvero pochi…Il loro lavoro è fatto da altri professionisti…
      All’Estero invece c’è spesso tanto lavoro anche per i Tecnici GIS.

      spero di esserti stato d’aiuto.

      Ti consiglio di seguire la mia pagina FB apposita 😉

      https://www.facebook.com/R.I.ProfessioneGeografo

      Ti ringrazio per l’aver condiviso la tua esperienza.

      Gagna Andrea

  7. Francesco martedì 22 luglio 2014 / 14:37

    Ciao Andrea,
    grazie della risposta. Come pensavo, il panorama italiano per gli aspiranti geografi è, purtroppo, desolante. So che per il mercato del lavoro, in Italia, l’unico o quasi sbocco concreto è quello di diventare Tecnico GIS, professione potenzialmente diffussissima, ma che anche questa, in realtà, risulta essere poco richiesta.
    E’ un peccato, perchè penso che anche nel mondo aziendale il geografo dovrebbe trovare spazion, magari come comsulente o qualcosa di simile.
    Il mio sogno sarebbe quello di riuscire a fare un dottorato all’estero, per questo vorrei continuare lo studio.

  8. una mamma giovedì 2 ottobre 2014 / 10:44

    mio figlio di quasi 10 anni mi ha appena comunicato di voler studiare geografia all’università….io non sapevo neanche dell’esistenza di questo corso, stavo cercando info su internet e mi sono ritrovata a leggere i vostri post…..ragazzi tenete duro perché le vostre scelte e collaborazioni saranno da apri pista ai futuri nuovi geografi di domani.
    Ognuno ha diritto ad inseguire i suoi sogni…

    In bocca al lupo a tutti.

  9. Andrea Gagna giovedì 2 ottobre 2014 / 19:40

    Io penso che al di là di tutto, al di là del fatto che la nostra Laurea sia poco o nulla considerata, se si crede nella Geografia, se la Geografia e tutti gli annessi sono la propria passione, bhe allora BISOGNA studiare Geografia all’Università e laurearsi!
    Altrimenti come fanno a restare aperti Corsi di Laurea che non vengono più per nulla presi in considerazione??
    Chi mi conosce sa come sono riuscito a inserirmi nel Mondo del Lavoro (precario) partendo da una Laurea in Geografia di impronta umanistica e poi specializzandomi con Corsi Professionali tecnici sui principi cartografici digitali, quindi passando da altre scienze affini come la Geomatica, la Cartografia Numerica fino ad arrivare ai GIS e infine alla programmazione informatica di Applicativi GIS.
    Lavorare in quest’ambito in Italia è davvero difficile, ma non impossibile. Lavorare come insegnante di Geografia è davvero ormai utopistico..
    All’estero una laurea in Geografia ti apre tantissime porte invece!!

    Quindi il mio augurio è che si continui a studiare seguendo le proprie passioni, e quindi Geografia se lo è, e poi al massimo ci si qualifichi e specializzi tramite Corsi Professionali su tecnologie GIS open source a basso costo e Corsi di formazione professionale gratuiti e comprensivi di lezioni + stage aziendale, finanziati dal Fondo Sociale Europeo. (io ne ho fatti due per la cronaca).

    Grazie del tuo intervento “una mamma”!!!

  10. anna sovera venerdì 23 dicembre 2016 / 15:41

    Ciao, ho visto quest tuo articolo e proo a farti una domanda. Che percorso di scuola superiore ritieni adatto per un ragazzo che volesse poi fare geografia al’università? Mio figlio ama moltissimo la geografia, ma pare che nessuna scuola superiore la caghi gran che. Grazie.

  11. Tullia Ascari lunedì 23 gennaio 2017 / 10:22

    Ciao Anna,
    sono una prof di geografia dell’indirizzo AFM il cui figlio studia geografia all’università. All’AFM ci sono tre ore settimanali, ma solo nel biennio; nell’Istituto Tecnico del Turismo la materia è presente tutto il quinquennio. I licei purtroppo come affermi la snobbano, anche laddove avrebbe piena cittadinanza (scienze umane o linguistico). E’ integrata nel biennio nella geostoria, ma spesso i suoi spazi sono erosi dalla storia. Ovviamente ciò è frutto di scelte culturali miopi e superate, su cui da decenni c’è ampio dibattito, che però purtroppo solo sporadicamente appare sui media main-stream. Mio figlio ha fatto il linguistico, scelta secondo me valida per formare una sensibilità geografica: ha imparato la passione per popoli e culture. L’approccio all’AFM è orientato alla geografia economica e politica: una botta di realtà che serve per la vita, al di là dell’università. Deve valutare l’insieme dei suoi talenti e propensioni per capire quale approccio è più adatto al suo tipo di intelligenza e ai suoi interessi. Spero di esserti stata di aiuto
    Tullia

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