EVENTI GEOGRAFICI – 6 APRILE 2018: LA NOTTE EUROPEA DELLA GEOGRAFIA

NOTTE DELLA GEOGRAFIA A PADOVA (IL 6 APRILE)
Venerdì 6 aprile, nell’ambito della Notte Europea della Geografia, iniziativa che coinvolge 30 città europee e 22 città italiane, il Master GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto dell’Università degli Studi di Padova in collaborazione con i Dipartimenti ICEA e DiSSGeA, l’Associazione AIIG Veneto, l’Associazione GIShub e l’Associazione Geograficamente, organizza 7 eventi a Padova che spaziano dal rilievo con drone, alla degustazione geo-ragionata di vini, dal maphaton dei territori dell’Amazzonia allo studio e visualizzazione di immagini satellitari per l’agricoltura.
Sarà un’occasione per toccare dal vivo i nuovi strumenti tecnologici ed interdisciplinari di cui la Geografia dispone e i diversi ambiti di ricerca e applicazione che la disciplina affronta.
Tutti gli eventi sono gratuiti e si concentreranno dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata.

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EVENTI IN PROGRAMMA a Padova il 6 aprile:
GLI EVENTI
PORTI E ONDE IN MINIATURA: visita tecnica al laboratorio Marittimo dell’Università degli Studi di Padova. Sarà possibile osservare un breve esperimento che studia l’interazione fra le onde e un pontile in scala ridotta
H 17.00 – 19.00 | Vasca Marittima, via Ognissanti 39 (PD)

MAPDRONE PD: rilievo fotogrammetrico di Porta Portello con drone DJI SPARK e successiva creazione del modello digitale dalla nuvola di punti
H 18.00 – 20.00 | Porta Portello (PD)

IN VINO VARIETAS. DEGUSTAZIONE GEO-RAGIONATA: sapori di vini e storie di vignaioli che tutelano e danno valore alla diversità ambientale e culturale del paesaggio italiano.
In collaborazione con 1901 – Enoteca Severino
h 18.30 – 20.30 | Museo di Geografia – Università di Padova, salone Palazzo Wollemborg, via del Santo 26 (PD)
Partecipazione gratuita limitata a 40 posti
Iscrizioni entro il 4 aprile all’indirizzo geografia.dissgea@unipd.it

GEODATA E IMMAGINI SATELLITARI PER L’AGRICOLTURA: attraverso una postazione interattiva saranno proiettati i risultati del progetto FSE Droni e Agroecosistemi 4.0 per visualizzare i #satelliti in orbita e scaricare immagini satellitari per le principali applicazioni in agricoltura e non solo
H 21.00 – 23.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)

IL PETROLIO, NOSTRO VICINO DI CASA. Scopriamo le attività di estrazione di idrocarburi attorno a noi con #GoogleEarthPro: attraverso l’uso avanzato di strumenti di Google Earth Pro, i partecipanti potranno esplorare la “geografia del petrolio” in Italia visualizzando e prendendo coscienza delle relazioni spaziali tra aree ad alta sensibilità ecologica e culturale e la produzione di idrocarburi H 21.00 – 23.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)

PROJECT(ion)S FOR PADOVA: attraverso l’uso di tecniche di video mapping, saranno proiettate sulle superfici di alcuni edifici e luoghi di Padova, visioni e proposte progettuali per quello stesso sito, rappresentando così su architetture reali alcune ipotesi di trasformazione
H 21.00 – 23.00 | Piazzetta Portello, via Marzolo 17 (PD)

AMAZONEYES | #MAPHATON: mappatura della #deforestazione e degli impatti ambientali della produzione di combustibili fossili nell’#Amazzonia ecuadoriana, una delle aree più biodiverse del pianeta
H 22.00 – 02.00 | #LaboratorioD4G, via Ognissanti 39 (PD)
Prenotazioni: geoamazoneyes@gmail.com

MUSEO DELLA GEOGRAFIA A PADOVA(nella foto: Salone del primo piano della Sezione di Geografia di via del Santo 26)

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CARTA DEGLI EVENTI IN TUTTA EUROPA:

http://www.ageiweb.it/eventi-e-info-per-newsletter/carta-degli-eventi-della-notte-europea-della-geografia/

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GLI EVENTI DEL 6 APRILE IN ITALIA:

http://www.ageiweb.it/notte-della-geografia/eventi-proposti-per-la-notte-della-geografia/

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NOTTE EUROPEA DELLA GEOGRAFIA: LE FINALITA’
La Geografia italiana, con il Comitato Italiano UGI e in rete con comunità e comitati nazionali in Europa, partecipa alla Notte Europea della Geografia: ideata dal Comitato Nazionale Francese di Geografia e promossa da EUGEO, con una costellazione di eventi sincroni che coinvolgeranno team, laboratori, associazioni e appassionati nella serata/nottata del 6 Aprile 2018.
Da spazi più classicamente accademici a quelli più sociali e aperti alla città, vogliamo impegnarci, con il concorso di idee e iniziative gestite localmente, a rendere possibile un’affascinante edizione italiana distribuita in tutta Italia!
Questo evento mira a migliorare la visibilità e l’incisività della geografia e dei geografi nei confronti del grande pubblico e dei media, comunicando meglio il sapere geografico e la valenza della Geografia per la formazione a “tutto tondo” dei cittadini. Un evento che ci aiuti a rendere la ricerca geografica più accessibile, contribuendo a valorizzare il nostro lavoro scientifico e didattico.
Gli eventi proposti saranno per questo liberi e aperti a tutti i cittadini.

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THE BLUE MARBLE, NASA 1972, MISSIONE APOLLO 17 – BLUE MARBLE è una famosa fotografia della Terra scattata il 7 dicembre 1972 dall’equipaggio dell’APOLLO 17 (l’ultima missione del Programma Apollo) ad una distanza di circa 45 000 Km. È una delle immagini più distribuite nella storia della fotografia perché è una delle poche che ritraggono la terra completamente illuminata, in quanto al momento dello scatto il Sole era alle spalle degli osservatori. Da quella distanza, la Terra appariva agli astronauti come UNA BIGLIA (blue marble è traducibile dall’inglese come “biglia blu”). Questa foto è utilizzata dal mondo ambientalista come immagine della fragilità della Terra, e del pericolo della sua distruzione ambientale e della limitatezza delle sue risorse naturali

“(…) Lungi dall’essere un inventario polveroso di monti, confini e capitali, LA GEOGRAFIA SERVE A LEGGERE I PAESAGGI: «Vedere i negozi che chiudono e i centri commerciali, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle metropolitane quando fa freddo: questa è geografia», dice Carlo Brusa, docente di geografia all’Università del Piemonte Orientale. Materia principe per comprendere RAGIONI E MOVIMENTI DELLE MASSE CHE MIGRANO. O per disegnare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare nella COMPRENSIONE E nella PREVENZIONE DEI DISSESTI IDROGEOLOGICI. Per capire e intervenire non bastano Google Maps e gps. Possono servire, non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari», dice Brusa. Quelli, però, non li dà più neanche la scuola, dove alla riduzione delle ore si è sommata la trasformazione della materia, la sua «espropriazione» da parte di altre discipline”. (da “il Corriere della Sera” del 21/10/2017)

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FIRENZE: La notte europea della geografia a Firenze

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LA STORIA SI FA ANCHE A COLPI DI MAPPE

di Massimo Rossi, da “La Stampa” del 22/10/2016
Solitamente pensiamo a una carta geografica come a una rappresentazione esatta dei territori raffigurati, disattivando qualsiasi ulteriore riflessione in merito a possibili altre considerazioni. La mappa che non passa inosservata (o quantomeno incuriosisce) è intitolata “VEDUTA D’ITALIA” e risale al 1853, quasi un decennio prima dell’unità politica nazionale.

VEDUTA D’ITALIA (1853, anonimo cartografo)

Il gesto rivoluzionario dell’anonimo cartografo arriva, ancora oggi, dritto nel segno prefissato. Ponendo il Sud in alto si innesca nel lettore un’altra visione, un altro punto di vista da cui guardare il mondo, ed è proprio questa una delle peculiarità della geografia, quella di organizzare e facilitare la comprensione del mondo, il rapporto tra i luoghi, le comunità insediate e gli ambienti geofisici.
La Veduta d’Italia, così come ogni mappa, è una macchina narrativa, un dispositivo tecnico e culturale in grado di comunicare e addirittura reificare, vale a dire rendere concreti concetti astratti come l’idea di nazione.
Il nostro cartografo confeziona un’immagine apparentemente neutra della penisola, protetta dalle Alpi e protesa nel Mediterraneo così come è “oggettivamente” leggibile nella geografia fisica, senza alcun riferimento a suddivisioni politiche come se la natura avesse “naturalmente” disegnato i confini.
Ma la natura non può essere consapevole di determinare un limes, una demarcazione; in natura non esiste discontinuità ed è sempre e solo l’uomo a decidere, arbitrariamente, di dividere un fiume longitudinalmente, o di usare lo spartiacque alpino per differenziare un “noi” sa un “loro”.
Lo storico Gaetano Salvemini e i geografo Carlo Maranelli dibattendo sulla questione adriatica nel 1918 sentenziarono: “Non esistono confini politici naturali, perché tutti i confini politici sono artificiali, cioè creati dalla coscienza e dalla volontà dell’uomo”.

   Tuttavia la Veduta d’Italia proclama esattamente il contrario e delinea non solo il “confine naturale” alpino, ma accoglie i desiderata dell’establishment politico-militare sabaudo: i territori alto atesini, giuliani, istriani e dàlmati, la Corsica e Nizza, fino a rivendicare, laggiù in fondo, con due toponimi, Malta e Tunisi.
Vittorio Emanuele III nel proclama diramato il 24 maggio 1915 si indirizzò ai soldati con queste parole: “A voi la gloria di piantare il tricolore d’Italia sui termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra”, convocando l’elemento naturale a testimone delle irrinunciabili pretese nazionali.(…..) (Massimo Rossi)

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NON SAPERE DOVE SIAMO: LA GEOGRAFIA DIMENTICATA

di Antonella De Gregorio, da “il Corriere della Sera” del 21/10/2017
«La capitale dell’Africa? L’Egitto!». Non era una battuta, è successo davvero, nella casa più spiata d’Italia, quando una concorrente del Grande Fratello Vip ha voluto mostrare le sue conoscenze geografiche. Non è sola, la ragazza, ad avere una gran confusione in testa: tra gli studenti che hanno fatto la maturità 2017, qualcuno, per dire, ha asserito che Ginevra è una città della Francia. E un’indagine condotta da libreriamo.it su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni ha rivelato che per uno su tre la capitale dell’Austria è Berlino, la Mole Antonelliana si trova a Firenze e Zagabria è una città della Romania. Non solo nella casa del Grande Fratello, insomma, si affronta il mondo senza conoscerne forma e dimensioni, ma la malattia sembra essere ben diffusa e drammatica. Perché di un malessere si tratta: senza conoscenze di geografia, «viene a mancare una cornice culturale entro cui fondare i nostri giudizi», sostiene CARLO BRUSA, docente della materia all’Università del Piemonte Orientale.
Lungi dall’essere un inventario polveroso di monti, confini e capitali, la geografia serve a leggere i paesaggi: «Vedere i negozi che chiudono e i centri commerciali, le fabbriche abbandonate, i poveri nelle metropolitane quando fa freddo: questa è geografia», dice Brusa. Materia principe per comprendere ragioni e movimenti delle masse che migrano. O per disegnare le trasformazioni del territorio, definire i piani paesaggistici, aiutare nella comprensione e nella prevenzione dei dissesti idrogeologici. Per capire e intervenire non bastano Google Maps e gps. Possono servire, non far conoscere. «Non danno i fondamenti disciplinari», dice Brusa. Quelli, però, non li dà più neanche la scuola, dove alla riduzione delle ore si è sommata la trasformazione della materia, la sua «espropriazione» da parte di altre discipline.
«Di geografia parlano (malamente) gli storici, i filosofi, i sociologi. Mentre chi sarebbe più autorizzato, non è all’altezza», dice FRANCO FARINELLI, docente a Bologna e a lungo presidente dell’Associazione Geografi. Come si è arrivati a questo punto? «L’insipienza viene da lontano: l’ultimo colpo di scure è stato dato cinque anni fa dalla razionalizzazione prevista dalla legge Tremonti-Gelmini. La geografia è diventata la cenerentola della scuola, soprattutto nei licei e negli istituti tecnici. In alcuni professionali è addirittura scomparsa — spiega il docente —. Anche se le ore decuplicassero, però, pochi insegnanti saprebbero scalzare la banalità apparente del discorso cartografico».
Peraltro, i docenti con preparazione specifica sono una piccola comunità: 350 tra ricercatori e ordinari. Un manipolo di coraggiosi, che hanno studiato secondo cliché desueti nei pochi atenei dove il corso è attivo. Inutile dire che i più bravi trovano lavoro all’estero. Se li contendono le rinnovate accademie cinesi e i campus anglosassoni. Come Oxford, dove si è laureata, in Geografia, la premier May.
È ottimista, però, CESARE EMANUEL, rettore dell’ateneo di Novara, che ha di recente ospitato un convegno nazionale sulla disciplina: «Lo studio della geografia è in rimonta nei giovani. Perché ha teoria, metodi, un’osservazione spaziale che consente di mettere in luce problematiche che altri ambiti scientifici non hanno». Certo «bisogna imparare ad appassionare gli studenti», dice Brusa. Serve «una didattica nuova, che parta da escursioni e studi sul campo per arrivare a educare al mondo». Ed ecco che il problema, forse, non è più di tempo, ma di qualità. (Antonella De Gregorio)

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LA GEOGRAFIA SERVE ANCORA? (di Luca Piccin)

(…) la negazione finale e fatale dell’homo geographicus, non è altro che la negazione del RAPPORTO UOMO/NATURA o natura/uomo.
Ed è proprio questo rapporto che mi ha spinto ad iscrivermi al corso di laurea in geografia dei processi territoriali all’università di Padova. Correva l’anno 2004-2005. Io venivo da un anno in falegnameria dopo aver abbandonato gli studi sociologici in quel di Trento. Fu durante il bellissimo corso di epistemologia della geografia tenuto dall’indimenticato Prof. Mauro Varotto, che scoprii le difficoltà che avrei dovuto affrontare, ovvero la presenza di una lobby di architetti che aveva da tempo preso in mano (in Italia) le tematiche geografiche, in particolare quelle di applicazione pratica come la pianificazione. D’altronde, molti di noi, non hanno avuto altra scelta che iscriversi allo IUAV di Venezia per proseguire gli studi oltre la laurea triennale ; l’alternativa era di andare via, lasciare la regione. Io ho scelto quest’ultima strada, complice la fortuna di aver ottenuto la borsa Erasmus per l’isola de La Réunion. Come Laura infatti, è stato un viaggio in un’isola lontana che mi ha fatto capire dell’utilità della Geografia; si potrebbe dire che questo viaggio per noi è stato come un’utopia che diventa realtà.
Al ritorno in patria, supero gli ultimi quattro esami con il massimo punteggio e senza troppi sacrifici, ottenendo persino la lode in ecologia. Neanche il tempo di ottenere il diploma, un venerdì di settembre, e il lunedì successivo sono già occupato! A quattro anni di distanza questa è pura fantascienza…
In realtà, un’agenzia fotografica a 9 km da casa mi aveva accolto per svolgere un lavoro di foto editing, ovvero verificare la corrispondenza tra la didascalia e le immagini dei cataloghi che svariati reporter fornivano per poi essere pubblicati su riviste e siti web di diversi paesi. Questo fu possibile grazie a un annuncio posto al dipartimento Morandini, in cui si cercava qualcuno con competenze in geografia del paesaggio… Complice il fresco ritorno da un viaggio esotico e il relativo gusto per l’avventura, in un contesto di relativo benessere (ancora non si parlava di crisi), decisi dopo sole tre settimane di rimettere a data ulteriore la vita in ufficio, preferendo sbarcare il lunario coi lavori campestri durante i periodi vuoti.
Dopo due anni di avventura in terra transalpina (uno di vacanza-studio in famiglia e l’altro di lavoro in seguito a disguidi burocratici) approdo finalmente al master di Geografia a Montpellier : tra le otto opzioni disponibili è la ricerca che suscita il mio interesse. Mai scelta fu più riuscita : il mio lavoro sul ruolo di Slow Food nella valorizzazione dei prodotti tipici e le dinamiche territoriali in Francia e in Italia mi ha permesso infatti di ottenere nel dicembre 2010 il premio Louis Malassis per i giovani ricercatori, rimesso dal Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo.
Nel 2010-2011, io e la mia compagna di sempre, decidiamo di tornare sull’isola dove lei era nata e dove io ero sbarcato quattro anni prima. Contrariamente all’anno precedente, il corso di “Genio Urbano e Ambiente” non è stato all’altezza delle aspettative, malgrado il carattere multidisciplinare e uno stage al CIRAD, centro di ricerca in agronomia e sviluppo con cui ancor oggi collaboro saltuariamente. In effetti, vivere su un’isola come la Réunion puo’ sembrare idilliaco, e per certi versi lo è veramente… Ma non più che in qualunque altro luogo del pianeta, perché abitare significa prendersi cura del nostro ambiente di vita… E queste sono tematiche che interessano senz’altro i geografi, ma anche e soprattuto tutti gli esseri umani.
Oggi io continuo a lottare quotidianamente per vivere, cosi come lotto per ottenere una borsa di dottorato, senza troppo mercanteggiare gli argomenti che voglio difendere, cosa che mi espone a rischi innumerevoli. Nessuno può dirmi quale sarà l’esito di queste lotte, ma il sapere che possiedo e che ho attivamente ricercato e affinato con il tempo, costituisce il bagaglio più importante che mi porto dietro. Questo sapere geografico (ma non solo) trova applicazione quotidiana, perché quel rapporto di cui parlavo sopra è una sorgente di riflessione per chiunque, anche per coloro che non consultano enciclopedie o cartografie. Noi geografi siamo allora in posizione privilegiata, benché in un contesto storico che spinge a svilire il rapporto tra l’uomo e la terra, cosi come tutte le altre dimensioni del vivere, ad una tutt’altro che nobile compravendita. Non è dunque la sola Geografia ad essere minacciata.
La crisi che viviamo non è unicamente finanziaria o economica, è anche crisi ambientale, identitaria, legata al collasso della catena dei significati di fronte allo svolazzare folle delle immagini nelle geografie reticolari della comunicazione globale. La nostra reazione a questo imbarbarimento, a questa perdita di civiltà, ha tutto da guadagnare se associata alla Geografia, in quanto sapere capace di incitare al ragionamento e al voler riappropriarsi di questo rapporto che si vorrebbe cancellare attualmente.
In quanto geografo, concludo allora affermando che: sappiano i nostri nemici che non si potranno ancora a lungo trattare in separata sede l’Umanità e la Natura. La presa di coscienza che l’Umanità è essa stessa parte della Natura è già in atto. In quanto geografo non posso che lavorare quotidianamente per favorire questo nobile processo. (Luca Piccin –

da https://geograficamente.wordpress.com/2012/04/26/a-cosa-serve-la-geografia/ )

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REDISCOVERING MESTRE – DOMENICA 8 GIUGNO

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GEOGRAFICAMENTE TI INVITA alla Prima Giornata di Divulgazione Geografica – DOMENICA 8 GIUGNO 2014 – REDISCOVERING MESTRE: INTRODUZIONE ALLO SGUARDO GEOGRAFICO –  Se per te Mestre è una brutta città del nord vicino a Venezia e Marghera è il simbolo delle fabbriche e dell’inquinamento, vieni a scoprire i mille volti che nasconde il territorio! –    Una giornata dedicata alla scoperta dei luoghi e della geografia. Insieme analizzeremo luoghi, paesaggi e tipi geografici; scopriremo come allenare il nostro sguardo per cogliere i diversi elementi che compongono i territori che attraversiamo quotidianamente e gli strumenti che possono essere utili per l’analisi geografica. IL TUTTO IN SELLA ALLA BICICLETTA!

ITINERARIO DI MASSIMA: – forte Marghera, parco di S. Giuliano, barena di Campalto, argine Osellino fino a Punta Lunga – forte Bazzera (Tessera), bosco di Mestre, fiume Dese, forte Carpenedo, Mestre centro e rientro. GUARDALO SU BESTIEPARDE:

http://bestieparde.wordpress.com/2012/11/10/bel-itinerario-nei-dintorni-di-mestre

Lunghezza 30 km ca. – Pranzo al sacco e bicicletta propria. Partecipazione gratuita (si prega di confermare la partecipazione). Ritrovo ore 9.30 in via Paoletti 19, Mestre. Per info e conferme: geograficamente@gmail.com o contattare Cristiano 349.1458070

REDISCOVERING MESTRE: introduzione allo sguardo geografico

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TI INVITA

alla Prima Giornata di Divulgazione Geografica

DOMENICA 8 GIUGNO 2014

REDISCOVERING MESTRE:

INTRODUZIONE ALLO SGUARDO GEOGRAFICO

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   Se per te Mestre è una brutta città del nord vicino a Venezia e Marghera è il simbolo delle fabbriche e dell’inquinamento, vieni a scoprire i mille volti che nasconde il territorio!

   Una giornata dedicata alla scoperta dei luoghi e della geografia. Insieme analizzeremo luoghi, paesaggi e tipi geografici; scopriremo come allenare il nostro sguardo per cogliere i diversi elementi che compongono i territori che attraversiamo quotidianamente e gli strumenti che possono essere utili per l’analisi geografica. Il tutto in sella alla bicicletta!

ITINERARIO DI MASSIMA:

forte Marghera, parco di S. Giuliano, barena di Campalto, argine Osellino fino a Punta Lunga – forte Bazzera (Tessera), bosco di Mestre, fiume Dese, forte Carpenedo, Mestre centro e rientro.

GUARDALO SU BESTIEPARDE:

http://bestieparde.wordpress.com/2012/11/10/bel-itinerario-nei-dintorni-di-mestre

Lunghezza 30 km ca. – Pranzo al sacco e bicicletta propria. – Partecipazione gratuita (si prega di confermare la partecipazione). – Ritrovo ore 9.30 in via Paoletti 19, Mestre. – Per info e conferme: geograficamente@gmail.com o contattare Cristiano 349.1458070

(Con la sua partecipazione ogni escursionista, che viaggia a proprio rischio e pericolo ed è tenuto a rispettare il Codice della Strada, è informato ed accetta che l’associazione promotrice è sollevata da qualunque responsabilità connessa all’escursione per le eventuali evenienze accadute.)

TERRAZZAmente GEOGRAFICAmente

 

Forse per quei ricordi di giornate di studio in questi luoghi, forse per le voci di richiamo arrivate da lontano, anche l’Associazione Geograficamente ha finalmente portato a termine le pratiche di ADOZIONE di uno splendido TERRAZZAMENTO nel Comune di VALSTAGNA!

Nella giornata di sabato 9 marzo, a fianco di altri orti ben coltivati, molte braccia si sono incontrate a LONDA e subito si sono messe all’opera, incuranti del tempo piovoso che avrebbe voluto far posticipare la prima giornata di lavori sul campo..

Certo va qui un gran ringraziamento a quei validi aiutanti, già consci del lavoro che questa terra richiede, che più di ogni altra cosa hanno convinto il gruppo di geograficamente a mettersi al lavoro anziché rimanere titubanti davanti alla pioggia in arrivo.

L’associazione Geograficamente ed altri volontari al lavoro nel terrazzamento in località Londa (Valstagna)

Dopo poche ore di estirpazione e di sradicamento delle abbondanti piante che si sono impossessate dei terreni rimasti incolti per tanti anni, sono state individuate le piante da salvare e si intravede la forma del terreno da mettere pian piano a coltura. All’entrata del terrazzamento si erge un grande fico che promette molti buoni frutti estivi, appena dentro troviamo un ciliegio, alcune viti che speriamo veder rinascere, una scaletta che ci porterà nella terrazza superiore, e, più importante di tutto, quelle architetture che abbiamo tanto studiato e che sono il ricordo più caro del grande e faticoso lavoro degli abitanti di queste terre alte: i MURETTI a secco.

Braccia al lavoro per rendere il terreno coltivabile
Mentre liberiamo il terrazzamento dagli arbusti cresciuti nel corso degli anni di incolto

Ci sentiamo già soddisfatti del poco che abbiamo portato a termine in questa giornata, ci aspettiamo che il lavoro futuro porti nuove emozioni da condividere e ci confortiamo nel sentimento di collaborazione che proviamo lavorando insieme.. Da poche ore abbiamo posato (per questa settimana) i badili e le forbici, ma non riusciamo a smettere di pensare a ciò che di nuovo potrà nascere su questa PICCOLA TERRA!

Questa ‘piccola terra’, come viene chiamata dal documentario di Michele Trentini e Marco Romano presentato lo scorso anno (2012) al Festival del Cinema della montagna di Trento, porta con sé il segno di una vita faticosa che ha attraversato periodi di sviluppo e periodi di estrema povertà. Una terra che ha sofferto nel dire addio a tanti visi di emigranti e che ora accoglie nuovi migranti, che è stato confine tra imperi e più tardi ha visto passare i fucili durante la Grande Guerra, che ha sentito i passi di chi cercava una sopravvivenza strappando terra alla montagna ed uno sviluppo con la coltivazione del tabacco…

Alcuni membri dell’associazione in visita al Museo Canale di Brenta

I RICORDI di fatica sono tanti ma si stanno piantando per questo NUOVI SEMI di cambiamento: il progetto ‘Adotta il terrazzamento’, il percorso dell’Alta via del Tabacco, insieme alle interessanti mostre presentate al Museo etnografico Canal di Brenta (Valstagna) sembrano essere un segnale per il futuro.

Alcuni membri dell’associazione con Roberto, guida del Museo Canale di Brenta

Il PAESAGGIO che ti avvolge visitando questi luoghi è ricco di storia, di natura, di incontri tra l’uomo e la montagna. Esso rappresenta uno spazio di ricerca per qualunque scienza, ma anche un’occasione per chiunque voglia fare un salto dentro questi luoghi, immergendosi in un ambiente tanto semplice quanto accogliente.

Da parte nostra, siamo felici di poter partecipare alla quotidianità di questo Paese con il nostro contributo in termini di menti e di braccia!

LE LIBERTA’ DIGITALI: nuova frontiera della democrazia e di una società planetaria basata su pace, sviluppo e pari opportunità per tutti – il FESTIVAL DELLE LIBERTA’ DIGITALI 2011 in Italia

COSA VOGLIAMO CON L’INIZIATIVA DEL FESTIVAL DELLE LIBERTA’ DIGITALI 2011 (di LUCA MENINI, Wikimedia Italia)

  LA LIBERTA’ PASSA ANCHE ATTRAVERSO L’ESPRESSIONE DIGITALE

Luca Menini

   La libertà passa anche attraverso l’espressione digitale: open data, open street map, e-book. Ovvero la libera diffusione via Internet, con annessa possibilità di impiego, della conoscenza, a cominciare dai dati delle pubbliche amministrazioni, delle cartografie del territorio realizzate dagli enti pubblici, dei libri vecchi e nuovi che dal formato “cartaceo” vengono resi fruibili sul web.

   Di tutto questo, e molto più, si parlerà al Festival delle Libertà Digitali, organizzato dall’Associazione Wikimedia Italia, giunto quest’anno alla terza edizione. Per il terzo “compleanno” la manifestazione si moltiplica: in programma dall’1 al 14 ottobre, il festival sarà “diffuso” sul territorio italiano, policentrico, con eventi sia a Vicenza dove è nato che a Padova, Bologna, Pisa, Roma e Napoli.

   Con il Festival ci proponiamo di sensibilizzare le persone sulle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare sugli aspetti che riguardano i principi etici e la libertà. E’ ormai fondamentale iniziare a comprendere i temi della privacy, dei dati aperti, del software libero, della condivisione della conoscenza, perché siamo nella società dell’informazione: questo implica che il valore economico non è più esclusiva di aspetti materiali, come la produzione di oggetti, ma anche nella cultura e nell’informazione, e nella loro diffusione. Questi aspetti oggi devono essere inclusivi, non esclusivi. Noi quindi affermiamo che non deve essere tolta alle persone la possibilità di operare con questi strumenti come lo desiderano.

   L’obiettivo della manifestazione organizzata da Wikimedia Italia – associazione italiana senza scopo di lucro che supporta l’enciclopedia libera via web più famosa del mondo, Wikipedia – è quindi diffondere i valori positivi dell’”open source”, i principi etici della condivisione digitale in rete in modo legale di notizie, musica, immagini e programmi che stanno alla base del software libero e della
stessa Wikipedia.

   Condivisione resa possibile anche grazie alla presenza di licenze precise che regolano la diffusione “free”, fra cui le Creative Commons. Con l’evento si vuole poi contribuire al rafforzamento della rete di volontari che utilizzano e producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago: la manifestazione vuole quindi essere anche luogo di scambio di buone pratiche ed esperienze positive.

I TEMI E I LUOGHI DEL FESTIVAL 2011

   In questa edizione la manifestazione è programmata con un “canovaccio” di argomenti principali, a cui volontariamente e senza necessariamente essere affiliati a Wikimedia Italia altre persone hanno potuto aggiungere e sviluppare ulteriori temi correlati.

   Fra i temi principali che verranno toccati c’è quello degli open data. Le pubbliche amministrazioni hanno a propria disposizione un’enorme mole di informazioni, rilevazioni, dati appunto, che sono fruibili dai cittadini solo in forma “cartacea” o comunque, anche quando siano già digitalizzati, spesso solo recandosi nelle sedi dell’ente specifico. Queste informazioni, teoricamente già fruibili in modo libero, potrebbero essere messe a disposizione sulla rete così che il cittadino possa impiegarle, per semplici servizi informativi piuttosto che per un’attività di business.

   La cittadinanza paga le tasse per avere servizi dalla Pubblica Amministrazione. Mettere a disposizione il proprio patrimonio informativo da parte delle amministrazioni pubbliche è uno di questi servizi. Facciamo un parallelo “pratico”: la strada che io utilizzo, pubblica, ce l’ho perché pago le tasse. Ed è una infrastruttura a disposizione di tutti. I dati della Pubblica Amministrazione devono essere visti come infrastrutture dai cittadini, e deve essere possibile utilizzarle per i propri scopi tra cui anche il fare business: allo stesso modo per il quale impiego la strada davanti casa per andare al lavoro, o per svolgere l’attività di autotrasportatore.

   A Padova, il tema degli open data verrà declinato in “open street map“: le cartografie oggi presenti su Internet, ad esempio quelle di Google, sono protette da copyright, dati che non possono essere impiegati per fare business liberamente senza il consenso, a pagamento o in forma gratuita, della società proprietaria. Ma in realtà già oggi ogni città e Comune d’Italia ha a disposizione un proprio stradario, accurato e aggiornato continuamente, con i dati del territorio, vie e numeri civici compresi.

   Le cartografie del territorio vengono realizzate sin dai primi decenni del Novecento, attraverso voli e fotografie aeree, e sono presenti negli archivi delle amministrazioni. Perché queste informazioni e mappature non possono essere messe a disposizione di ogni cittadino, per semplice servizio informativo o anche con la possibilità di impiegarli per la propria impresa o progetto?

   Il progetto degli open data è di carattere generale: punta a far sì che queste informazioni, soprattutto quelle della Pubblica Amministrazione, vengano messe a disposizione di tutti. Molti di questi dati, del resto, sono già in forma digitale.

   A Vicenza si parlerà soprattutto di e-book. Da anni nella città di Andrea Palladio la Biblioteca “La Vigna”, centro internazionale di cultura e civiltà contadina, porta avanti l’iniziativa “Adotta un libro”: un progetto di digitalizzazione dei volumi dell’istituto, che dispone di un archivio di oltre 50mila libri compresi testi cinquecenteschi o seicenteschi molto rari che non possono essere toccati, ma che possono essere fotografati e, tramite scansione digitale, divenire disponibili su web.

   Quest’anno daremo una mano a “La Vigna”. Cercheremo nel loro archivio un libro, lo fotograferemo, faremo la pulizia di ogni foto e la scansione, con un incontro pubblico in cui presenteremo il testo digitalizzato e informeremo della sua disponibilità sulla rete.

   Precisamente, su Wiki Source: è uno dei progetti collegati a Wikipedia, una risorsa in cui già oggi è possibile trovare molti volumi in formato “e-book” e collaborare, volontariamente e dedicando il tempo che si desidera, alla digitalizzazione di altri libri. Per farlo si impiega un software che riconosce i caratteri e le frasi della scansione. Il software tuttavia può “tradurre” commettendo qualche errore: il lavoro del volontario sta proprio in questo, collaborando a leggere le parti scansionate ed elaborate per individuare e correggere alcuni errori.

   In Wikisource sono a disposizione libri di cui non sussistono più i diritti d’autore. Ad esempio sono già presenti alcuni volumi del vicentino Antonio Fogazzaro, la cui pubblicazione, passato il secolo, è libera per tutti.

Il paese di VALSTAGNA (all’estremo nord della provincia di Vicenza, sulla strada -Valsugana- per Trento, nel Canale di Brenta). QUI IL FESTIVAL DELLE LIBERTA’ DIGITALI propone il 2 ottobre (domenica) un’ESCURSIONE AL PIAN DELLE CASARETTE - Guide: prof. ANGELO CHEMIN – IUAV Venezia; dott. LUCA LODATTI – Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova - PROGRAMMA:ritrovo: domenica 2 ottobre 2011, ore 9:30 – Valstagna, davanti al Municipio. Pranzo al sacco, abbigliamento comodo e calzature adatte. LA GIORNATA SI PROPONE come momento di studio dei sistemi antropici che interessano il CANALE DI BRENTA. Un paesaggio caratterizzato da imponenti MASIERE (terrazze), un tempo coltivate a tabacco oggi oggetto di progetti di recupero, che disegnano i versanti, ma anche da peculiari sistemi di captazione e conservazione delle acque. Raggiunto l’antico insediamento del PIAN DELLE CASARETTE (500 mslm), sulle pendici del Col Ventidueore, verrà messo in luce quell’intricato e fragile sistema (ACQUE, TABACCO, ABITARE) che per secoli ha rappresentato un saldo legame tra uomo e ambiente

   A Roma si parlerà di “Cultura online: micro-pagamenti, grandi innovazioni”. Grazie a Internet libri, film, musica, ecc. si possono duplicare all’infinito, e trasmettere ovunque ci sia una connessione, a costi tendenti a zero. La cultura così diventa potenzialmente molto più accessibile che in passato. Ma manca qualcosa alla rivoluzione: se un gruppo musicale emergente vuole sopravvivere, se una testata di informazione libera vuole crescere, c’è bisogno di sistemi di pagamento evoluti ed economici. Se vogliamo garantire indipendenza a chi fa cultura, i sistemi di pagamento devono essere liberi, standard e interoperabili.

   Sempre a Roma si farà una panoramica complessiva dei temi affrontati nel corso del festival nelle varie città italiane, concentrandosi sugli argomenti che hanno suscitato il maggior interesse. Il festival si concluderà con un gioco (con un premio estratto a sorte) e con la pubblicazione degli atti in forma testuale e video.

Tutti gli aggiornamenti sul Festival delle Libertà Digitali saranno pubblicati sul sito dell’evento: http://www.libertadigitali.it/

Il Festival è anche sul social network Twitter: http://www.twitter.com/fdld2011

Contatti: http://www.libertadigitali.it/online/collabora

(Luca Menini)

LE DATE: Bologna: 8 ottobre 2011 – Napoli: 5 ottobre 2011 – Padova: 7-8 ottobre 2011 – Pisa: 7-8 ottobre 2011 – Roma: 14 ottore 2011 – Vicenza: 1-9 ottobre 2011 – Mappa degli eventi

Un anno scolastico all’insegna della conoscenza del proprio territorio: Geograficamente propone ai giovani allievi la costruzione della cartografia dei propri luoghi di vita

Cartografia rinascimentale, pagina miniata dal manoscritto "cosmographia" di Tolomeo (ripresa da Sapere.it)
Cartografia rinascimentale, pagina miniata dal manoscritto "cosmographia" di Tolomeo (ripresa da Sapere.it)

Da quest’anno (scolastico) come Associazione “Geograficamente” abbiamo deciso di proporre, alle scuole medie e al biennio delle superiori, dei momenti di formazione per la conoscenza del proprio territorio da parte degli allievi, con la finalità che essi arrivino a saper cartografare alcuni luoghi significativi della loro vita quotidiana.

La cosa può rivelarsi interessante perché crea un momento attivo, positivo, creativo, dei giovani allievi con il proprio territorio, che essi devono mappare e cartografare. Per primo dovranno loro decidere (discutendo assieme all’insegnante e ai nostri geografi che proporranno l’iniziativa) quali sono le cose importanti da “mettere su carta” dei luoghi di vita che devono “rilevare”: le strade, elementi essenziali dell’ambiente (alberi, corsi d’acqua…), i servizi alle persone (bar, fermate dell’autobus, ufficio postale, scuole etc.), le chiese e i monumenti storici, le piazze e i luoghi di ritrovo…

un gps (global position system)
un gps (global position system)

Poi dovranno andare a mapparle queste cose, e i tragitti, con in mano uno strumento satellitare frutto della più moderna tecnologia, il GPS  (Global Position System); e infine, attraverso programmi al computer di derivazione GIS (Geographic Information System), costruiranno la “carta” dei luoghi interessati alla loro ricerca geografica.

Il tutto assistiti da due geografi dell’associazione “Geograficamente” oltreché dall’insegnante (il corso potrà svolgersi in tre giornate con una durata di 7 ore complessive). Se ci sono, tra i lettori di questo blog, dirigenti scolastici, presidi e in particolare insegnanti interessati, possono richiedere informazioni e contattarci attraverso la nostra mail . Ma se vi interessa leggete di seguito il progetto didattico. Continua a leggere